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mer 18.02 2026

Arianna Porcelli Safonov: Nostalgia dei dinosauri

Dove

Oratorio di San Filippo Neri
Via Manzoni 5, Bologna

Quando

mercoledì 18 febbraio 2026
H 20:30

Quanto

free

All’Oratorio di San Filippo Neri, nell’ambito della programmazione del LabOratorio, curata da Mismaonda con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, mercoledì 18 febbraio alle ore 20.30, ad inaugurare la rassegna Tra le generazioni, Arianna Porcelli Safonov con la presentazione del suo ultimo libro Nostalgia dei dinosauri (ed. Baldini+Castoldi), già in ristampa a pochi mesi dalla sua uscita a novembre 2025. L’incontro sarà moderato da Irene Iovine della redazione di Giovani Reporter.

È facile trasformare l’evoluzione del singolo in involuzione per il creato, spacciata per progresso: più corriamo verso il futuro, più sfasciamo la baracca. A Lord Byron abbiamo preferito Amadeus, a Ildegarda di Bingen le Kardashian, a Pietro il Grande Giorgia la piccola. In un tempo in cui le icone del passato e i protagonisti della contemporaneità si trasformano in mostri mitologici fraintesi e derisi, Nostalgia dei dinosauri sfida il lettore a riscoprire il valore del dissenso e del cambiamento, guidandolo in questo sussidiario meticoloso e affilato, composto da tutte le materie in cui siamo stati rimandati a scuola, alle quali si sono aggiunti i tic nervosi, i desideri inespressi, gli improperi, gli sfoghi cutanei e sottocutanei della maturità.

Dalla nostalgia tossica per epoche idealizzate al punto da mandare all’aria decenni di battaglie per la propria libertà, alla funzione omeopatica della comicità; dalla musica come nuova famiglia – un’educatrice silenziosa che plasma affetti, pensieri e appartenenze – passando per le architetture effimere delle nostre città, in cui le periferie sono stanche di essere «rivalutate», fino all’arte contemporanea come esperienza di emarginazione del suo fruitore, considerato troppo normale per poterla comprendere.

Con ironia e ferocia, Arianna Porcelli Safonov attraversa le contraddizioni del presente, della memoria collettiva e dell’identità, ricordandoci con maestria che l’umorismo sa affrontare i grandi temi che edificano l’esistenza umana, piuttosto che abbrutirla.

Scritto da LR