Sono anni che i libri che leggo li vivo, li sottolineo, ci infilo dentro biglietti di spettacoli, film, mostre, viaggi; i volumi si ispessiscono e, sulla prima pagina, annoto sempre i numeri delle pagine segnate; ma prendendo in mano la mia copia di Resto qui di Marco Balzano, mi accorgo che tutto questo non c’è: nessun foglietto, nessuna sottolineatura. E all’improvviso ricordo il motivo: l’ho letto in un tempo brevissimo, uno o due giorni, senza riuscire a posarlo. È una sensazione rara, che richiama alla memoria i libri dell’adolescenza, quelli dal passo rapido e inesorabile che non ti facevano spegnere la luce per andare a letto e attraverso i quali si veniva trasportati in altre storie, altri mondi. Con l’omonimo titolo del romanzo, la storia di Trina ed Erich torna a vivere nello spettacolo in scena al Piccolo Teatro di Milano, con la regia di Francesco Niccolini e con i bravissimi Arianna Scommegna e Mattia Fabris. Far riemergere storie dimenticate è un grande lavoro di ricerca e di resistenza, ma soprattutto è fondamentale che attraversino i linguaggi e le scene del presente, si espandano negli immaginari, appartengano a tutti, per poi tornare a casa, trasformate e indelebili.
Scritto da Francesca Rigato