Ritratti dal segno sghembo, che rifuggono da ogni immagine patinata e liscia. Volti e corpi dei quali si cattura uno stato interiore, un momento sospeso in cui l’essere vacilla tra ciò che mostra e ciò che non riesce a nascondere, realizzati con pochi strumenti, “più o meno ciò che si potrebbe trovare nell’astuccio di uno studente durante l’ora d’arte”. Così racconta la sua opera Frédéric Buell, parigino, classe 1963, esploratore di stati d’animo e vissuti personali, che traccia nelle sue figure la fragilità straordinaria della condizione umana, soggettiva e al tempo stesso universale. Apparemment (Apparentemente) è il titolo della mostra in programma dal 21 marzo (vernissage h. 18) al 7 maggio alla Maison laviniaturra (via de’ Sabbioni, 9, Bologna), l’atelier della stilista bolognese Lavinia Turra che si concede uno strappo rispetto a una programmazione dedicata prevalentemente all’arte al femminile. Un femminile che torna nei ritratti di Buell: le donne ritratte tra pittura su tela e su carta, con pencilart, inchiostri e vernici industriali, rivelano nei gesti, negli sguardi che si sottraggono, nella malinconia di certe pose e nella fierezza di altri sguardi, una costante mutevolezza, nella quale “ogni gesto e ogni apparizione portano in sé la possibilità della propria scomparsa”. La mancanza di mezzi tecnici è voluta, ricercata, in un lavoro che sottrae centralità alla materia per se stessa, alla sola potenza delle sue qualità plastiche intrinseche, per arrivare a un’essenzialità in grado di catturare quanto il soggetto esprime, in un solo istante, ciò che emerge in tutta la sua urgenza ed evidenza istintuale. Il ritratto viene così scardinato, i personaggi perdono la loro carica carnale e la sostanza delle figure che dovrebbero rappresentare la gloria dell’individuo non fanno che rivelare la straordinaria fragilità della condizione umana.
Il vernissage della mostra coinciderà con la presentazione della nuova collezione P/E della Maison, che si presenta con un logo rinnovato, che dichiara l’ormai consolidata collaborazione tra Lavinia e sua figlia Cecilia Torsello – “un pesci e un toro”, come esplicitato sulla nuova etichetta – in un dialogo tra arte e moda in cui il tema dell’identità si gioca, in maniera ora seria ora giocosa, sull’abito come riflesso della propria, o delle proprie mille, mutevoli e cangianti, personalità.
Vernissage sabato 21 marzo ore 18.00
Fino al 7 maggio 2026 dal martedì al sabato ore 17-19 su appuntamento al 3398960860
Scritto da LR