“Ostinato” non è solo un aggettivo. In musica indica un motivo che ritorna costante, insistente, su cui si costruiscono variazioni e trasformazioni. Un’immagine perfetta per raccontare il lavoro di Roberto De Pinto dove, fin dagli inizi, tutto ruota attorno a una figura ricorrente: un personaggio che assomiglia all’artista, ma non è mai davvero un autoritratto.
È piuttosto un alter ego, un protagonista che attraversa le opere cambiando di volta in volta volto, postura, atmosfera. Un carattere che nasce dai tratti di de Pinto ma che progressivamente si emancipa, diventando quasi una figura letteraria, sospesa tra introspezione psicologica e teatro dell’identità.
Nel lavoro dell’artista la pittura diventa così uno strumento di indagine: un modo per interrogare l’identità e osservarne le metamorfosi nel tempo. Anche per questo questa mostra segna un passaggio importante nel suo percorso.
Accanto ai dipinti arriva anche una sorpresa: una nuova serie di lavori che lascia intuire l’apertura verso ulteriori possibilità e direzioni future. Come in ogni ostinato, il tema resta. Ma le variazioni continuano.
Scritto da LR