Giovedì 18 giugno dalle ore 18.00 PhMuseum presenta presso PhMuseum Lab Screenshots From A Series Of Videos About A Rice Field And Its Surroundings, mostra fotografica di Cintia Tortosa Santisteban.
L’esposizione costituisce un’anteprima della quinta edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days, in programma a Bologna dall’1 al 4 ottobre 2026, e si inserisce nel percorso di riflessione che accompagnerà il suo tema curatoriale, Arcipelago: una ricerca sulle relazioni, le connessioni e le forme di appartenenza che emergono all’interno di paesaggi umani e geografici in continua trasformazione.
Il progetto di Tortosa Santisteban parte nel maggio del 2021, quando si trasferisce a Kanagawa, in Giappone, per lavorare come insegnante in una scuola locale. Dal balcone del suo appartamento al quinto piano, affacciato su una risaia, inizia a registrare brevi video che condivide su Instagram come una sorta di diario visivodestinato agli amici lontani. È però solo tre anni più tardi, durante i tragitti quotidiani in treno verso il luogo di lavoro, che l’autrice torna su quel vasto archivio personale e comincia a selezionare, attraverso una serie di screenshot, i fotogrammi che più la colpiscono.
Nasce così una raccolta di immagini che osserva con sensibilità il fluire del tempo e la trasformazione del paesaggio ordinario. Una scolaresca che attraversa la strada, alcuni passanti in bicicletta, i lavoratori impegnati nella coltivazione del riso: episodi minimi e apparentemente insignificanti diventano i protagonisti di una riflessione sulla quotidianità, sull’appartenenza e sul processo di integrazione in un nuovo contesto culturale.
Lo sguardo dell’autrice entra inconsciamente in dialogo con alcuni concetti centrali della cultura giapponese. Da un lato nichijō (日常), termine che indica la vita quotidiana e che, in una prospettiva filosofica, riconosce nell’ordinario uno spazio di attenzione, presenza e meraviglia. Dall’altro mono no aware (物の哀れ), espressione che descrive la profonda consapevolezza della natura effimera delle cose e quella particolare emozione che nasce dall’intreccio tra malinconia e ammirazione per ciò che è destinato a scomparire.
In questo contesto, il tempo non viene concepito esclusivamente come una progressione lineare dal passato al futuro, ma come un ciclo continuo scandito dal susseguirsi delle stagioni. Shiki (四季), le quattro stagioni, diventa così una struttura percettiva attraverso cui osservare il mondo, invitando a una contemplazione attenta del presente. Le immagini raccolte da Tortosa Santisteban restituiscono proprio questa dimensione ciclica dell’esperienza, trasformando la ripetizione quotidiana in un esercizio di osservazione e memoria.
Nel corso degli anni l’autrice ha registrato oltre duemila video e realizzato circa tremila screenshot. Attraverso questa pratica metodica emerge una ricerca che attribuisce valore ai dettagli più fugaci: il volo di un airone, il movimento del vento tra le piante di riso, la variazione di luce nel corso della giornata. Elementi marginali che, osservati con continuità, rivelano la straordinaria complessità del quotidiano.
Ancora oggi, più di cinque anni dopo il suo primo video, Tortosa Santisteban esce a filmare prima di andare a lavoro rinnovando il suo credo nel potere delle piccole storie.
Scritto da Salvatore Papa



