CAR Gallery è lieta di presentare la terza mostra personale in galleria di Damien Meade (nato nel 1969 in Irlanda), che riunisce un importante nucleo di opere inedite realizzate per l’occasione.
Ogni tela è quanto resta, in pittura, di una scultura d’argilla che non esiste più: il processo dell’artista comincia con innumerevoli teste e figure modellate, manipolate e fotografate, spesso rimpastate nella materia indifferenziata nel giro di poche ore, finché una di esse non trattiene il suo sguardo abbastanza a lungo da imporre la propria trasposizione pittorica.
Tale modalità operativa trae origine e significato dalla consapevolezza che il colore a olio e l’argilla sono entrambi materia minerale ridotta in polvere e sospesa in un legante fluido. Dipingere un modello in creta non significa quindi soltanto restituirne l’apparenza, ma replicarne l’esistenza mediante una sostanza chimicamente affine, un cortocircuito materico determinante per la poetica dell’artista. Da un punto di vista iconografico, la ricerca di Meade si inscrive in una linea millenaria che muove da una concezione della creazione artistica come atto capace di insufflare vita nell’opera, a cui sono riconducibili tanto i primi idoli e le immagini di culto quanto le intelligenze artificiali. Le sue opere – vive e morte, arcaiche e futuribili, regali e residuali – materializzano sulla tela una condizione liminale fra stati opposti che rifiutano di risolversi l’uno nell’altro.
Scritto da LR