Venerdì 20 novembre, due decenni di ricerca musicale si incontrano sulla pista da ballo del Gate Milano.
Ryan Elliott è cresciuto come dj a Detroit e si è affermato a Berlino, e i suoi set spaziano tra entrambe le città. Resident al Berghain e al Panorama Bar, così come al Robert Johnson di Offenbach, si rifiuta di essere etichettato solo come techno o house, preferendo suonare dove i due generi si sovrappongono. Con la sua etichetta Faith Beat, lanciata nel 2019, pubblica musica suonabile ma imprevedibile, pensata per avere un impatto sulla pista da ballo e per durare nel tempo.
Saoirse ha costruito il suo percorso nel centro di Dublino, seguendo la madre ai free party e facendo le prime esperienze con le radio pirata, prima che un set di Villalobos al Fabric la convincesse a trasferirsi a Londra e dedicarsi completamente alla musica. Titolare dell’etichetta trUst e fondatrice del festival Body Movements, rovista in una borsa piena di dischi: una notte intera potrebbe iniziare con la tech house e finire con la jungle. “Mi piace correre dei rischi”, dice, “e interagire con il pubblico”.
Ferrari, nato e cresciuto appena fuori Milano, ha suonato la batteria in gruppi post-punk prima di iniziare la sua carriera come dj e produttore nel 2007. I suoi dischi sono apparsi su etichette come Italo Deviance, Rhythm Section International e Faith Beat di Ryan Elliott, e i suoi set spaziano da rare gemme tech house a sonorità house con accenni di techno di Detroit.
Scritto da LR