dom 04.06 2017 – gio 22.06 2017

Torino Creazione Contemporanea - 22° Festival delle Colline Torinesi

Quando

domenica 04 giugno 2017 – giovedì 22 giugno 2017

Quanto

€ 16/11, abbonamenti € 80/45/32/27/18

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Foto di lucadelpia

22 è un numero palindromo: si può leggere da sinistra a destra ma anche in senso inverso mantenendo lo stesso valore. Ed è parte del nome della mitica macchina da scrivere Olivetti, la Lettera 22 appunto. Ma è soprattutto, per quanto ci riguarda qui e ora, l’edizione a cui è giunto il Festival delle Colline Torinesi, uno dei più importanti appuntamenti italiani con il teatro contemporaneo.

E se 27 spettacoli nazionali ed internazionali, di cui 12 prime assolute, 14 location tra Torino e Hinterland e un fitto corollario di collaborazioni, esposizioni, approfondimenti e appuntamenti vi sembrano pochi, smettete pure di leggere, la caleidoscopica rassegna diretta da Sergio Ariotti non fa per voi.

È la scelta di un’immagine-simbolo, dono dell’artista visuale Marisa Merz, iconica rappresentante dell’Arte Povera, il nostro primo approccio con lo spirito e la qualità del Festival, che potremmo definire in un momento di passaggio fervido di conseguenze.

Se la Donna resta infatti il tema cardine della rassegna, molti spettacoli “tradiscono” un’apertura verso quelli che saranno dichiaratamente i prossimi orizzonti artistici del Colline Torinesi, sempre più pronto a riflettere le e sulle mille sfaccettature e implicazioni di un mondo globalizzato, percorso e mantenuto vivo dalla scarica elettrica di inarrestabili e a volte drammatici flussi migratorii.

A scegliere tra 27 spettacoli non proviamo nemmeno, a descriverli tutti in poche righe neanche, non sarebbe serio nei confronti di un programma così ricco e fitto di intrecci e rimandi, ma non si può non notare come al Festival partecipino alcune delle più consolidate esperienze del nostro teatro sperimentale, dai Motus alla Societas, dai Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa ai Fanny & Alexander, fino alla compagnia Le Belle Bandiere guidata da una Elena Bucci che nel 2016 ha cannibalizzato con la sua bravura la scena critica portandosi a casa Premio Ubu e Premio Duse per la migliore attrice.

Diciamolo subito, i drammaturghi portati in scena dalle compagnie del Colline Torinesi sono davvero tosti, chi cerca un Harmony e un po’ di evasione deve rivolgersi ad un altro indirizzo: Jean Genet, Frank Wedekind, David Foster Wallace, Nelly Sachs, e poi si parla di Amelia Rosselli (come la Sachs, una poetessa visionaria capace di spalancare più di una porta sul dolore della follia), ci si sposta nelle plumbee atmosfere targate Stasi e DDR, si affonda il bisturi nelle poco frequentate e scomode pieghe storiche del colonialismo italiano in Africa, o nel poetico e duro mondo zingaro declinato al femminile dal graphic noveler Davide Reviati. Persino le più celebri fiabe dei Grimm e di Andersen vengono rilette per ciò che in fondo sono, opere grevi del peso di antica e infinita crudeltà.

Insomma, un’edizione incredibile e imperdibile per chi non vuole fermarsi alla superficie delle cose e sa che il Teatro, come diceva uno che se ne intendeva, è un luogo dove una comunità si incontra per ascoltare una parola da accettare o rifiutare.

Mi sia consentita una menzione speciale per i 3 incontri (29 maggio, 5 e 12 giugno) dedicati al mitico “Convegno di Ivrea”, convocato esattamente 50 anni fa dal compianto Franco Quadri per studiare il teatro italiano contemporaneo di allora e dar vita a una sorta di manifesto politico (mancava un anno al ‘68) prima ancora che estetico e culturale. I lavori di quel convegno li apriva un certo Carmelo Bene, per dire. E se oggi esiste un grande Festival d’arte e di cultura come il Colline Torinesi è, crediamo proprio di poterlo affermare, grazie alle intuizioni di quelle lungimiranti “voci contro”.

PROGRAMMA

Domenica 4 e lunedì 5 giugno h. 19.30, martedì 6 giugno h. 21.30 presso Teatro Marcidofilm! – “Amelia la strega che ammalia and friends”, prima nazionale
Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa evocano lo spirito e la potenza creativa di tre grandi donne, scrittrici e poetesse, provando ad entrare nella loro “caverna sentimentale”. Anche per raccontarne la vita e il destino. Sul palco prenderanno forma e si intrecceranno le voci, le pulsioni e i sogni di Emily Dickinson, Sylvia Plath, Amelia Rosselli e altri “amici”.
Domenica 4 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Abebechm fiore che sboccia”
La vera storia di Abebech, in amarico “fiore che sboccia”, la nonna dell’attrice e cantante italo-somala Saba Anglana, la quale, in scena, ne racconta le vicissitudini. La deportazione dall’Etiopia a Mogadiscio, la somatizzazione delle sofferenze della terra in cui si trova a vivere, la forza della fede e l’incontro con un santone che l’aiuterà a riconciliarsi con le sue origini. E poi l’espulsione dalla Somalia
Lunedì 5 giugno h, 21:30 presso Lavanderia a Vapore – “Lettere dalla notte”
Chiara Guidi incontra Nelly Sachs, scrittrice e poetessa tedesca di origine ebraica rifugiatasi in Svezia per sfuggire alle persecuzioni razziali, Premio Nobel 1966. Nelle sue parole, nella polvere che spesso evoca, si intravede il cammino doloroso dei popoli e delle genti, a cui la poesia dà voce. L’incontro con la Sachs avverrà anche attraverso il carteggio tra lei e il poeta romeno Paul Celan. Chiara Guidi dirigerà, in scena, un “coro di cittadini”.
Martedì 6 giugno h. 19:30 presso Casa Teatro Ragazzi – “ZOO[M]OUT”, primo adattamento per voce, musica e video
Ispirandosi al romanzo “L’uomo che cadde sulla terra” di Walter Tevis, diventato nel 1976 un film di Nicolas Roeg interpretato da David Bowie, l’autrice e interprete dello spettacolo prova a immaginare come può essere il mondo visto con lo sguardo di un alieno proprio partendo dalla fascinazione per l’uomo, per il cantautore e attore britannico, che ha fatto della sua “naturale alienità” uno stile distintivo.
Mercoledì 7 giugno h. 19:30, giovedì 8 e venerdì 9 giugno h. 19:30 e 21:30 presso Le Petit Hotel – “Raffiche Rafales | Machine (Cunt) Fire”
Le otto interpreti di Motus invadono alberghi e fanno sentire, vicinissime agli spettatori, il fiato acre ed eccitante della rivolta, gli odori sexy delle streghe transmoderne, che non solo sono tornate per un attimo, ma restano con noi a contestare preconcetti, stereotipi e divieti. Un testo originale ispirato a Splendid’s di Genet e dedicato a lui così come a Damir Todorovic. Una rivisitazione tutta al femminile per interrogarsi su cosa sia l’identità, che cosa sia la rivoluzione.
Mercoledì 7 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Educazione sentimentale”, prima nazionale
Tre uomini, vicini di casa, abitano le villette a schiera di una tranquilla località di mare. All’improvviso arriva una ragazza col suo bagaglio di speranze. Una catastrofe si avvicina, perché nel mondo dei tre uomini c’è spazio solo per loro stessi. L’iniziale apertura verso il prossimo si trasforma in diffidenza, pregiudizio, misoginia, rancore. Straniante è la musica latino-americana di sottofondo. Nasconde un giallo.
Giovedì 8 giugno h. 21:30 presso Fonderie Limone – “Il cielo non è un fondale”
Lo spettacolo esplora il fenomeno irreversibile dell’urbanizzazione dei paesaggi e dei modi di vivere, ma arriva anche a riflettere sul paradossale lavoro del teatro: sognare gli altri insieme a loro, immaginando di essere noi stessi l’altro, l’escluso, quello che, mentre tutti sono al riparo, come diceva Camus, “resta da solo sotto la pioggia”. Un atto drammatico apparentemente “senza trama e senza finale” che prova a restituirci i continui spostamenti di senso tra quello che noi siamo e quello che ci succede intorno.
Venerdì 9 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Emily”
I mille no dell’adolescenza: Emily non vuole uscire dalla sua stanza, Emily non vuole mangiare, Emily non vuole occuparsi di pulizie o vestiti, Emily legge libri che il padre le ha proibito, Emily non vuole dormire e di notte scrive. “La mia occupazione è amare”, diceva Emily Dickinson. Milena Costanzo incontra la poetessa statunitense evocandone in scena la vita, provando a farsi travolgere dalla sua estasi, che in fondo è il grado sommo dell’esperienza mistica.
Sabato 10 giugno h. 19:30 presso Teatro Gobetti – “Elephant Woman”, prima nazionale
Lo spettacolo racconta le vicende di Topazio B, donna trentacinquenne che decide di abbandonare lavoro, famiglia e amicizie per gettarsi in una vita ai margini della legalità. Cosa succede quando, con sguardo cinico e disincantato, si sceglie la ribellione a tutto come reazione alla mancanza di amore? Elephant woman è il primo segmento della Trilogia 34, con cui l’autore vuole affrontare i concetti di distruttività umana e mancanza d’amore negli ultimi 50 anni.
Sabato 10 giugno h. 21:30, domenica 11 giugno h. 19:30 presso Teatro Gobetti – “Roberta va sulla luna, how to explain theatre to a living dog”, prima nazionale
Roberta Bosetti e Renato Cuocolo raccontano che questo loro ultimo lavoro ha iniziato a definirsi dopo il ritrovamento nel magazzino di casa di un’edizione speciale di OGGI che celebrava l’allunaggio dell’Apollo 11 nel Mare della Tranquillità. E poi, con l’arrivo di Nuvola nella loro vita, un cane che porta il nome di qualcosa che sta in aria. Ma anche con la comparsa di una cartolina di 40 anni prima, dimenticata da tempo, imbucata a Houston…
Domenica 11 giugno h. 21:30, lunedì 12 giugno h. 19:30 presso Teatro Astra – “Pedigree”, prima nazionale
La storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque fratelli di sperma sparsi per il mondo. Uno spettacolo che si interroga sulle difficoltà della nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto, una generazione in provetta alla ricerca di radici e alle prese con nuove paure. In scena due uomini apparentemente senza relazioni che raccontano di noi e della nostra società, delle nostre dita che corrono veloci su schermi e tastiere mentre le nostre menti e i nostri vestiti sono ancora impregnati dell’odore di naftalina.
Lunedì 12 giugno h. 21:30 presso Teatro Gobetti – “Lingua madre mameloschin”
Un dialogo privato e politico, una ricerca continua dell’ identità, lo scavo nella memoria. In scena ci sono tre donne, di tre diverse generazioni: una nonna, una figlia e una nipote. La lingua madre è qualcosa che le accomuna. Così come la storia della loro famiglia ebrea che ha conosciuto il nazismo, il socialismo di stato, la lotta politica all’ombra del muro di Berlino. Una storia che le segue ovunque, che presenta ancora dei conti da pagare e dalla quale non si può sfuggire, come succede alla più giovane delle donne, neanche a migliaia di chilometri di distanza.
Martedì 13 e mercoledì 14 giugno h. 19:30 presso Scuola Holden – “Human animal, se sei immune alla noia non c’è niente che tu non possa fare”, prima nazionale
Il mondo degli uomini così come è oggi è avvilito dalla burocrazia. C’è chi dice che la chiave per andare avanti (e dunque per eluderne le trappole) sia l’astuzia, chi l’inganno, chi la capacità di relazione, chi la pura intelligenza o l’efficienza. Ma la verità è che l’unica possibilità è essere “inannoiabili”. Lo spettacolo prende ispirazione da “Il re pallido”, l’ultimo romanzo incompiuto di David Foster Wallace, per indagare una delle sfide più spinose del tempo contemporaneo: la noia della quotidianità.
Martedì 13 giugno h. 21:30 presso Casa Teatro Ragazzi – “Diario di una casalinga serba”
Angelka, giovane donna serba, ripensa alla sua vita, come guardandosi allo specchio. La sua infanzia nella Jugoslavia di Tito, la sua adolescenza, l’età adulta nella Serbia di Slobodan Milosevic. “Come si fa a distruggere un paese così bello?” si domanda. Dal romanzo di Mirjana Bobic Mojsilovic, uno spettacolo che evoca trent’anni di storia. Angelka sta seduta in una scatola, la sua piccola casa, come una bella bambola e prova a scoprire se è diventata grande.
Mercoledì 14 giugno h. 21:30, mercoledì 15 giugno h. 19:30 presso Lavanderia a Vapore – “Personale politico pentothal”, prima nazionale
“Fitti fatti di fattanza raccontano di un’eroina fatta di eroina che cerca di disintossicarsi tramite una favolosa e favoleggiata cura del sonno”. Personale Politico Pentothal nasce dall’imprevedibile tavolozza lessicale di Andrea Pazienza per provare ad essere un omaggio al disegnatore e narratore italiano e al suo dizionario da-dapaz. In scena Marta Dalla Via, accompagnata dal vivo da cinque rapper che liberano i freni inibitori del pensiero così come fa Pentothal, alter ego di Pazienza, farmaco letale, anestesia del pensiero.
Giovedì 15 giugno h. 21:30, venerdì 16 giugno h. 19:30 presso Teatro Astra – “50 grades of shame”, prima nazionale
Cosa significa sesso? Cosa definisce una donna? Cosa un uomo? Cosa sa un bambino? Lo spettacolo riflette sulla sessualità e sulla consapevolezza sessuale prendendo ispirazione da un noto dramma di Wedekind e da un romanzo di E.L. James. Attraverso un collage di immagini reali e digitali, che sa tanto di avanguardie storiche, i performer delle She She Pop cercano ironicamente la risposta a queste domande. In scena corpi reali e ibridi fantastici, con musiche dal vivo.
Venerdì 16 giugno h. 21:30, sabato 17 e domenica 18 giugno h. 19:30 presso Casa Teatro Ragazzi – “Ifigenia in Cardiff”, prima nazionale
Come in un film di Ken Loach, Gary Owen racconta di Effie, la sfrontata, la sboccata, la squattrinata che abita a Splott, a sud di Cardiff, in un Galles di periferia. Effie vive di niente e si sbronza insieme ai compagni di bevute Leanne e Sacha, finché una sera l’incontro con un giovane soldato, che ritorna dall’Afghanistan, determina una svolta nella sua vita. Effie, innamorata, non sarà più la stessa…
Sabato 17 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Acqua di Colonia”
Italiani colonialisti? Elvira Frosini e Daniele Timpano tornano, ad un anno di distanza dalla presentazione dello studio Zibaldino africano, a riflettere (e a farci riflettere) sulla storia del colonialismo italiano, cominciato già nell’Ottocento ma nell’immaginario nazionale ridotto ai cinque anni dell’impero fascista. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono solo nomi in sbiaditi libri di storia patria o anche paesi reali? Gli africani sono tutti uguali? E i profughi, i migranti di oggi?
Domenica 18 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Masculu e fìammina”
In un meridione innevato un uomo fa visita alla tomba della madre. Comincia un emozionante flusso di coscienza al riparo dagli imbarazzi e dalle paure. Racconterà alla mamma la sua esistenza con un tipico modo di confessarsi del sud, quasi rituale. La vita vissuta e quella di oggi, ma anche le speranze per il futuro. E poi quel grande segreto che forse lei conosceva e custodiva con infinito amoroso rispetto.
Lunedì 19 giugno h. 19:30 presso Teatro Astra – “L’inquilino”
Nell’atmosfera quasi kafkiana di un condominio, vive il signor Trelkovsky, subentrato ad un’affittuaria suicida. Egli si confronta con l’ostilità dei vicini e con le proprie paure ataviche, che lo accompagnano nei deliri di persecuzione. Ispirato a “L’inquilino del terzo piano” di Topor, lo spettacolo ci fa capire come, rotto ogni patto sociale, l’obiettivo finale di tutti gli uomini sia di sopravvivere nella giungla della città. Dal romanzo di Topor è anche stato tratto il film omonimo di Polanski.
Lunedì 19 giugno h. 21:30 presso Lavanderia a Vapore – “Titans”, prima nazionale
In un vuoto indefinito, un essere cosmico di sesso indefinito, si dondola lentamente su un’altalena. Ha la pancia misteriosamente rigonfia… Prima degli dei dell’Olimpo ed anche prima dell’inizio del tempo, i Titani governavano l’universo. Essi sono fra i primi esseri escogitati dall’immaginazione umana. Cercando di coltivare l’arte di non prendersi troppo sul serio, Euripides Laskaridis propone le sue trasformazioni, cerca di comprendere perché facciamo ciò che facciamo e di cosa abbiamo realmente bisogno.
Martedì 20 giugno h. 19:30 presso Fonderie Limone – “Corale numero uno. Storia di Papusza e altri cittadini del mondo”, prima nazionale
Bronislawa Wajs detta Papusza (Bambola), poetessa e cantante polacca di etnia rom, diventa voce e testimone del popolo zingaro. Il suo soprannome è conosciuto in tutte le “tribù” e Papusza rinuncia al sonno per partecipare alle veglie notturne e alle feste, diventando un registratore vivente sempre in funzione. Convinta a mettere nero su bianco queste memorie e ad esibirsi nei teatri ottiene grande successo. La sua comunità non lo sopporta e Papusza si ritrova schiacciata tra due mondi e due culture.
Martedì 20 giugno h. 21:30 presso Fonderie Limone”Stanze/Qolalka”, prima nazionale
Tutto ha inizio nel 2010, quando alcuni rifugiati politici somali si mettono in gioco per narrare davanti a una telecamera i loro viaggi drammatici e il soggiorno provvisorio a Torino nella caserma La Marmora di via Asti, già sede della Guardia Nazionale fascista. Oggi, quasi tutti i protagonisti di quel racconto corale non sono più a Torino. Sono ripartiti verso paesi del nord Europa che, più dell’Italia, rappresentano la terra promessa. Di tutti loro, con la mediatrice culturale Suad Omar, è rimasto Abdullahi Ahmed Abdullahi. Suad e Abdullahi saranno in scena per proporre uno strabiliante corto-circuito della storia, tra persecuzioni di ieri e di oggi.
Mercoledì 21 giugno h. 19:30 presso Polo del ‘900 – “Pixelated Revolution. Una conferenza non accademica”, prima nazionale
Una conferenza “non accademica” nella quale Rabih Mroué, artista libanese residente a Berlino, siinterroga sul ruolo di foto e video dei nostri cellulari nella documentazione della storia contemporanea. Mroué commenta alcuni momenti della guerra civile siriana proprio attraverso i materiali visivi dei telefonini, appassionatamente raccolti, rivelatori di sorprese. Ci porta a riflettere sulla nostra cultura visiva quando immagini come queste diventano simboli e icone. Non manca di emozionarci.
Mercoledì 21 giugno h. 21:30 presso Teatro Astra – “Da parte loro nessuna domanda imbarazzante. Letture da L’amica geniale”, prima nazionale
Prendendo spunto dal notissimo ciclo di romanzi dedicati alla storia di un’amicizia tra due donne, Fanny & Alexander e Ateliersi affrontano una ricerca sull’attorialità e sul significato della drammaturgia. In scena il corpo e le voci delle due interpreti evocheranno esistenze e relazioni reciproche. Sullo sfondo la storia di un paese travagliato, con le sue tante contraddizioni e le sue metamorfosi.
Giovedì 22 giugno h. 19.30 presso Casa Teatro Ragazzi – “So Little Time”, prima nazionale
In So Little Time Rabih Mroué e Lina Majdalanie esplorano la storia moderna del Libano presentando l’insolita vicenda di un primo martire libanese, la cui storia paradossale si colloca negli anni Sessanta del Novecento. Il corpo di un giovane studente libanese arruolatosi nel Movimento per la Liberazione della Palestina viene restituito al suo paese. Si organizzano cerimonie ufficiali, ma poco tempo dopo si scopre che…
Giovedì 22 giugno h. 21:30 presso Le Roi Music Hall – “The Black’s Tales Tour”, prima nazionale
Arriva la notte. Un momento della giornata pericoloso per chi, come Licia Lanera, soffre d’insonnia e ogni notte si sente insidiata da inquietudini e paure. Lei sceglie di condividere questo suo momento con il pubblico, travestendosi da icona pop e risalendo alle origini della scrittura letteraria, alle fiabe. Licia racconta quelle terribili di Andersen e dei fratelli Grimm a suon di musica elettronica e ci porta a distinguere ciò che siamo stati da bambini da ciò che siamo diventati da adulti.

I LUOGHI

COLLEGNO
Lavanderia a Vapore, Corso Pastrengo 51

MONCALIERI
Fonderie Limone, Via Eduardo De Filippo angolo Via Pastrengo 88

TORINO
Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Corso Galileo Ferraris 266
Cinema Massimo, Via Verdi 18
Le Petit Hotel, Via San Francesco d’Assisi 21
Le Roi Music Hall, Via Stradella 8
Polo del ‘900, Corso Valdocco ang. Via del Carmine
Pratici e Vaporosi, Via Donizetti 13
Ristorante Marechiaro, Via San Francesco d’Assisi 21
Scuola Holden, Piazza Borgo Dora 49
Sermig – Arsenale della Pace, Piazza Borgo Dora 61
Teatro Astra, Via Rosolino Pilo 6
Teatro Gobetti, Via Rossini 8
Teatro Marcidofilm!, Corso Brescia 4

Scritto da Mario Macchitella