sab 04.11 2017

Giardino Magnetico: Ashtray Navigations

Dove

GALLLERIAPIÙ
Via del Porto 48 a/b, 40122 Bologna

Quando

sabato 04 novembre 2017
H 20:30

Quanto

offerta libera

Ashtray Navigations (anche Ash Nav o semplicemente AN) è un progetto di Phil Todd – già Vibracathedral Orchestra e Astral Social Club sugli altri, per mio gusto personale – basato tra Leeds e l’originaria Stoke-On-Trent e dedito a estreme perlustrazioni di lande soniche normalmente inesplorabili e improbabili rimescolamenti sonori a cavallo tra musica cosmica (nel senso più letterale del termine), psichedelia che puzza di 60s e 70s, cheaptronics e puro gusto dell’assurdismo e surrealismo senza tabu alcuno.
Definiti di volta in volta come “a trashcan antidote to La Monte Young” o come “sub-aquatic synth bubble, busted-up cassette-tape hiss and distorted electric guitar hover that sounds like a mythical god banished from the realm of light and trying desperately to clamber his/her way out of a dark bottomless void where time itself stands still” gli Ash Nav sono, dopo un ammontare di release che fa impazzire discogs e un picco venerabile di quasi 25 anni di attività (si parla del ‘94), un esperimento tutt’ora interessante e fuori dagli incontri convenzionali che si possono fare su internet quando si parla di “M U S I C A U N D E R G R O U N D”. In tutto ciò, la rinomata uscita per Blackest Ever Black non gioca che un ruolo minore nella comprensione e apprezzamento del progetto in sé.
Se infatti gli AN sono spesso posti attorno a major etiquettes quail DIY o Avant-garde (inteso come genere di nicchia estremamente marginale che comprende musica immensamente impopolare, nelle parole di Todd) in generale quasi nulla di teoretico, filosofico o complesso può spiegare o rendere quel certo tipo di suono o di processo di cui loro sono maestri e che rende il loro approccio, se non unico, molto raro – scrivere loro è importante dal momento in cui la creatura di Phill Todd si è sempre fatta forza delle tonnellate di collaborazioni che formano parte dell’essenza stessa del progetto.

Phil Todd ha già asserito che alcune delle componenti essenza di AN sono la psichedelia e lo spirito del rock svuotato della forma canzone (Carlos Santana su tutti ma anche Jimi Hendrix, Neil Hagerty, Hawkwind, Lou Reed e Royal Trux), nonché l’istintiva e continua produzione e composizione di musica sulla base del suono e strumento della chitarra nella completa venerazione del sustain, feedback, fuzz e del suono proveniente da tecnologia a basso costo e amplificatori di bassissima lega.
Elemento da non sottovalutare inoltre è la nascita e lo sviluppo dell’intera produzione sulla base di un vecchio 4 tracce Vesta Portastudios che con l’aiuto del nastro adesivo a tenerlo insieme li accompagnerà fino al 2001 dando alle releases del gruppo il loro identificativo e intimissimo sound lo-fi.

Ad ogni modo per parlare di questa stranezza che sono gli amici Ash Nav non è utile esaminare che cosa loro fanno o dicono di fare. La cosa più stimolante è vedere come il progetto e il materiale che esso ha prodotto negli anni abbia una sua vita propria composta da suoni e immagini strambe ed eccentriche, estremamente personali forse figlie di un immaginario freakettone ormai consapevolmente in decomposizione.
Per accostarci alle descrizioni di cui sopra forse la migliore immagine della musica di AN è quella di trovarsi in qualche località dispersa a metà tra il deserto del Mohave e i dintorni di Stonehenge mentre il DMT ha già preso il controllo del nostro cervello provocando visioni ridicole e incomprensibili di dubbia profondità consistenti di cose ed esseri di cui non sappiamo bene dire la forma e che a modo loro sono più perplessi di noi riguardo la nostra presenza in quel luogo assurdo in cui il tempo sembra diventato una gelatina attraverso la quale è difficile orientarsi. Quasi una versione 60s di LSD simulator.

In tutti questi sensi gli Ashtray Navigations, dopo ventitre anni, continuano ad affascinarci con il loro antiretorico e instancabile processo creativo, ode all’astratta, libera bizzarria della creazione musicale e meditazione profana riguardo la singolare anomalia dello spazio sonoro.
Ora non aspettate su internet e gettatevi senza paura dentro le navigazioni da posacenere di Phil Todd: in Italia per la prima volta grazie ai friendos di Giardino Magnetico.

Scritto da Luigi Monteanni