mer 14.02 2018

The Sonics + Chain & the Gang

Dove

Santeria Social Club
Viale Toscana 31, Milano

Quando

mercoledì 14 febbraio 2018
H 21:00

Quanto

€ 18 + d.p.

Ho sempre desiderato farmi un sorso di stricnina, è così che Gerry Roslie ha turbato i miei sogni per anni. E chissà che non l’abbia fatto anche con Lux Interior, Wayne Coyne e Mark E. Smith, che infine hanno ceduto alla tentazione, cantando gli effetti spasmodici dell’eccitante più tossico del r’n’r. Apro il box multicolor di Nuggets e Gerry salta fuori. «Wooooooow!», mentre si contorce, in preda alle convulsioni. Non gliene frega un cazzo che negli Usa l’abbiano censurato. I suoi Sonics sono l’orgoglio di Richard Berry. I nipotini del nord di Little Richard. La risposta brutale alla British Invasion. Loro non sapranno mai chi sono gli Hives. E, forse, neanche chi era il (quasi) concittadino Kurt Cobain. Più veloce, più duro, più ruvido. Quello dei cinque psicotici di Tacoma è il garage rock seminale per eccellenza dei Sixties d’oltreoceano. Tornano in Italia dopo aver dimostrato, già qualche anno fa, di aver mantenuto parte della tempra di un tempo. Forse basta chiudere gli occhi per sognare che sia ancora il ’66. Prima di loro la band (una delle band) di un anti conformista interprete delle mille facce che il rock’n’roll può offrire. Ian Svenonius, stasera sul palco insieme ai Chain & the Gang, è uno degli outsider più irresistibili della musica alternativa americana degli ultimi vent’anni. Partito dai fenomenali Nation Of Ulysses, seguiti dai deliri psych funk dei Make Up e approdato, a fine Duemila, alla Gang (passando di recente anche attraverso una produzione da solista come Escapism) è sicuramente anche uno dei più iperattivi. Non c’è alcun conflitto tra il suo passato e presente: tutto sembra alimentare la fisicità del garage blues ruvido e venato di post punk dei Chain & the Gang, dove sul palco è accompagnato da gente del giro americano che conta. Due nomi su tutti, Gories e Tyvek. Una manciata di dischi, alcuni non a caso usciti sulla mitica In the Red, in cui Svenonius abbraccia un approccio immediato, abrasivo e sfacciato, tanto nella musica quanto nei testi – arrivando a definire la Gang l’unica “anti liberty rock’n’roll band del pianeta”. Dopo tutto, cosa gli vuoi dire a uno che canta “I promise you baby I’ll only lose/I’ll never win, I’m not one of them.”?

Scritto da Mary Anne