Le città sono belle perché si trasformano. Non c’è niente di peggio che le città congelate, sempre uguali nel tempo, che finiscono per diventare brutte trappole per turisti intruppati. Ecco, Milano non fa altro che cambiare e mutare forma in questi ultimi anni, e checché ne dicano politici e urbanisti compiacenti non è certo per esclusivo merito di EXPO, anzi. La prova è che sì, certo, moltissimi sono stati i nuovi spazi della cultura, della notte, i nuovi ristoranti e bar e i nuovi spazi pubblici che hanno inaugurato insieme al grande evento, dalla Darsena alla libreria Verso, agli spazi indipendenti in fermento, agli ex scali ferroviari che si sono riempiti di gente che balla, ma da quando l’eventone si è chiuso il trend non si è invertito.

Al grande circo non è seguita la depressione, non ci siamo abbattuti e rinchiusi in casa, al contrario: la gente torna più di prima a vivere la città e hanno già aperto da gennaio la galleria Wunderkammern con una grandiosa mostra di Blek le Rat, la nuova Marsèlleria con Davide Savorani e nei prossimi mesi ci aspetta l’inaugurazione di tre progetti imponenti come BASE, mare culturale urbano e ARTLINE. E anche la riapertura di quel gioiello della stazione di servizio di Mario Bacciocchi, con la sua pensilina spaziale, a opera di Lapo e di Garage Italia Custom.

Questi sono gli spazi:

Standards
A dirla tutta, qui Expo e l’intrattenimento c’entrano davvero poco. E volendo essere precisi, Standards è anche uno spazio per la musica dal vivo. Ma non solo. In un periodo storico in cui le realtà virtuose non vengono sempre premiate, l’idea di Alberto Boccardi e Nicola Ratti – entrambi musicisti (e non solo) con base a Milano, di cui spesso abbiamo parlato da queste parti – non è soltanto di buon auspicio, ma pure merce rara per lo sguardo ampio che si propone di avere verso la materia sonora. Come ci raccontavano in questa intervista poco prima che, a settembre 2015, cominciasse l’attività a pieno regime, «Standards è uno spazio aperto a incontri ed eventi legati al suono nelle sue molteplici declinazioni, come materia di ricerca, di condivisione e confronto. L’intento è creare occasioni per osservare con sguardo più attento e vicino le forme possibili del suono, sia nella sua resa e presentazione pubblica attraverso concerti e diffusioni sia nella sua creazione o ascolto attraverso incontri e workshop». Sicuramente una delle novità più interessanti per quanto riguarda la musica a Milano nel 2015. Anche per via di Matinée, format per concerti che avvengono nel momento di maggior luce della giornata, facilitando una più efficace messa a fuoco della performance. Salvo hangover.

Sotto (La Sacrestia)
Non esattamente una nuova apertura. Una nuova vita, piuttosto. L’ennesima, per La Sacrestia, che da fine settembre 2015 diventa Sotto (La Sacrestia). «Un club rock’n’roll in senso ampio, in cui c’è possibilità di fare musica underground, di dare continuità a un suono», per citare questa intervista con Dj Henry, che non di rado è ospite di Sotto dietro la consolle. Responsabile del nuovo, serissimo corso della Sacrestia è Davide Zolli, batterista prima con i Mojomatics, poi con Squadra Omega e mente – insieme a DJ Henry – de La Società Psychedelica: la tabella di marcia di Sotto si compone di concerti a ritmo serrato per tutta la settimana e suoni che vanno dalla psichedelia ai droni, dal garage al cantautorato più deviato, attraverso punk, weirditudini varie e personaggi bizzarri. Sotto la Sacrestia… Ci rimani (cit).

Santeria Social Club
Ha aperto a fine 2015, ma di Santeria Social Club si parla già molto in città. Ed è inevitabile: la proprietà è la stessa di Santeria, quindici “ragazzi” che da almeno 20 anni organizzano concerti ed eventi culturali, aprono spazi, mettono dischi, disegnano, scrivono, suonano e agitano una città che non è affatto addormentata, anzi. Ex concessionario della Volvo ai tempi in cui l’auto era ancora uno status symbol, poi diventato per qualche mese un club temporaneo dedicato alla techno, oggi Santeria Social Club è un bar ristorante ampio, informale e ospitale, con un piccolo palco in cui si sono alternati i concerti fino al 31 dicembre e che, con il nuovo anno, inaugurerà anche il teatro-sala concerti per fare sul serio anche per quanto riguarda la musica live. E lo spazio non finisce qui, tra qualche mese saranno aperti anche coworking, print club e sala workshop. La prima impressione è quella di un luogo che a Milano mancava: in primis perché spesso, dopo i concerti, il pubblico si disperde, mentre qui avrà la possibilità di fermarsi al bar e di conoscersi e confrontarsi.

Expoincittà Lounge / Diurno Elita c/o spazio ex Cobianchi
Dalla volontà di Comune di Milano ed Expoincittà e vista l’operatività in città di Elita, che cerca sempre un dialogo con le istituzioni, tra il Park Hyatt e la Galleria Vittorio Emanuele, dal 1 maggio al 31 ottobre è nato Expoincittà Lounge / Diurno Elita c/o spazio ex Cobianchi. Qui con cadenza quasi quotidiana si son tenuti diversi eventi: da conferenze istituzionali a eventi di clubbing, passando per il mese della Puglia e i suoi prodotti tipici. Alla regia di tutto c’era Elita e Dino Lupelli in questa intervista ci ha raccontato come son stati pensati e organizzati gli eventi che si sono tenuti in questi sotterranei insoliti e fino a qualche mese fa sconosciuti a molti milanesi. Adesso, terminata quest’operazione di riuso temporaneo, questo spazio – che dava un minimo di vita notturna a Piazza Duomo – è in attesa di nuovi utilizzi.

Social Music City + The Tank (scalo p.ta romana)
Dopo 10 anni di non si sa quali trattative, attese e burocrazia è stato siglato il 18 novembre 2015 l’accordo tra rappresentanti del Comune di Milano, Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato Italiane per le strategie di riqualificazione degli scali ferroviari dismessi di Milano. In uno di questi, quello di P.ta Romana dal 1 maggio al fine settembre si è tenuto un esperimento di clubbing diurno che ci potrebbero invidiare quanto meno in tutta Europa: una cordata di imprenditori della notte si è unita e quasi ogni week end dalle 3 del pomeriggio a mezzanotte ha portato sotto una tensostruttura diverse migliaia di ragazzi che hanno ballato l’house e la techno dj internazionali come Villalobos, Luciano, Dj Koze, Fatboy Slim, Robert Hood, Tale Of Us e molti altri. Di fianco a questo spazio chiamato anche #expodancefloor c’era anche The Tank un’area dedicata al cibo e al bere con diversi brand e food truck. Una doppia iniziativa che ha permesso di ridare vita a un altro spazio abbandonato della città. Ora non sappiamo se questa sia la definitiva destinazione d’uso dello scalo di P.ta Romana, ma sicuramente dedicare uno scalo ferroviari ad attività legate al clubbing (di ristoranti ce ne sono abbastanza…) potrebbe essere utile per mettere Milano ancora più in risalto nella mappa della nightlife internazionale.

Open Custom (Scalo Farini)
L’altro scalo ferroviario che è stato in parte riqualificato ma senza esiti molto positivi a livello di flussi di persone e di attività è stato lo Scalo Farini. Qui l’iniziativa si chiamava Open Custom e lo spazio dell’ex Dogana è stato allestito con una serie di container dove erano presenti diverse attività commerciali tra cui bar e un piccolo dancefloor a cielo aperto, che però ha funzionato poco per problemi organizzativi. La parte più bella di questo spazio era l’area verde che speriamo venga integrata nel sistema di verde urbano della città.

Le Cannibale Club
La scelta di Marco e Albert di lasciare il Tunnel e la loro tenacia (oltre che passione per il mondo della notte) li ha portati a scegliere di aprire un club tutto per loro: Le Cannibale Club. Programmazione musicale a livello internazionale e pubblico forse ancora un po’ da rodare ma pian piano sempre in crescita, anche perché fare tutti i venerdì e sabato non è facile. Applausi a chi rischia!

Buka @ Striptease
Buka è il club-non club: un esperimento temporaneo di una notte al mese che “occupa” e invade gli spazi del primo striptease club milanese (ex-cinema) e suon di beat contemporanei. Piace tanto ai milanesi perché ogni volta è un evento spesso unico perché i generi sono sempre diversi: dalla techno più scura e cervellotica ai suoni etnici e folk contaminati di elettronica.

Wall
Il club di via Plezzo, dopo che l’abbiamo conosciuto con il nome di Dude, ha rischiato di non rientrare più nelle mappe del clubbing internazionale ora invece c’è chi se ne sta occupando e lo sta facendo bene.

Forse la meta più iconica della nuova Milano, la Fondazione Prada di OMA con la sua torre dorata e le sue mostre piene di pezzi unici e straordinari, e il suo bar coi panini squisiti

E il monumento di Giorgio Armani, i Silos a due passi dall’ex Ansaldo e da via Tortona.

Sempre in zona Tortona, il controverso Mudec, un Museo dalla collezione (pubblica) straordinaria sacrificata alla gestione delle mostre-pacchetto di Sole 24ore

Il simbolo della delucchizzazione della città, il Padiglione Unicredit ovale e legnoso in mezzo ai grattacieli di Porta Nuova.

Il fantastico nuovo corso della galleria Plusdesign a Ventura Lambrate, che ora ci regala un Carnevale che spacca:

Freschissime, una nuova sede della Marsèlleria non lontano dalla Palazzina Liberty e la romana Wunderkammern che ha scelto di portare le sue ricerche anche a Milano

E infine la bellezza del Teatro Continuo di Burri a Parco Sempione, che solo la grettezza dei peggiori matusa può mettere in discussione