Fondazione Prada

Zero qui: Ricarica le batterie del cervello con gratitudine

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Fondazione Prada Calle de Ca’ Corner (Santa Croce), 2215
Venezia

Scritto da Redazione Venezia il 1 marzo 2019
Aggiornato il 17 marzo 2019

Parliamo un momento dell’involucro: Ca’ Corner della Regina è un sontuoso palazzo veneziano che si sviluppa su tre livelli: il piano terra e due piani nobili. Pietra d’Istria e bugnato caratterizzano la facciata esterna, che si mette in mostra sul Canal Grande con il suo accecante candore. All’interno lo sguardo si perde tra affreschi, le suggestive scale simmetriche e i raffinati stucchi. Questo palazzo meriterebbe una visita solo per la sua storia: l’attuale costruzione infatti, eretta tra il 1723 e il 1728, sorge sulle rovine di un preesistente edificio gotico nel quale nacque, nel 1454, Caterina Cornaro, futura Regina di Cipro, nota per il suo mecenatismo. La potente famiglia dei Corner, tra le più ricche e influenti della Serenissima, si estinse nel 1802: il palazzo divenne proprietà di Papa Pio VII e fu assegnato ai fratelli Cavanis fondatori delle Scuole di Carità. Fino al 1969 fu sede del Monte di Pietà, mentre dal 1975 al 2010 ha ospitato l’ASAC, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. Dal 2011 Ca’ Corner della Regina è sede veneziana della Fondazione Prada.

Negli ultimi anni sono state presentate in questi spazi cinque mostre di ricerca. Ultimo in ordine di tempo il progetto “Machines à penser”, a cura di Dieter Roelstraete: il palazzo trasformandosi da luogo di incontro a spazio interiore di raccoglimento e di produzione intellettuale, ha ricreato le condizioni di esilio, fuga e ritiro sperimentate da tre fondamentali figure della filosofia del XX secolo: Theodor W. Adorno (1903-1969), Martin Heidegger (1889-1976) e Ludwig Wittgenstein (1889-1951). La mostra è durata dal 25 maggio al 25 novembre 2018.
Tra le precedenti attività della fondazione ed esposizioni: “The Boat is Leaking. The Captain Lied.” progetto transmediale risultato di un approfondito confronto tra lo scrittore e regista Alexander Kluge, l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock e il curatore Udo Kittelmann (2017); il progetto di ricerca visuale “Belligerent Eyes” ideato da Luigi Alberto Cippini e sviluppato in collaborazione con il regista Giovanni Fantoni Modena (2016); “Art or Sound”, a cura di Germano Celant, ha esplorato le relazioni tra arte e suono dal XVI secolo a oggi (2014); “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013” ha riprodotto l’omonima mostra curata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 e passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva; “The Small Utopia. Ars Multiplicata” (2012) ha offerto un viaggio attraverso la democratica riproducibilità dell’opera d’arte, dal Futurismo al Bauhaus, dal Neoplasticismo al Dada e al Surrealismo, dal Nouveau Réalisme all’Optical e al Fluxus per approdare alla Pop Art.

 

TESTO GIULIA

 

Edificato sulle rovine dell’antica dimora di Caterina Cornaro, regina consorte di Cipro sul finire del Quattrocento, il palazzo che ospita dal 2011 Fondazione Prada è uno dei simboli del mecenatismo culturale in città. Nel corso degli anni, a Ca’ Corner della Regina sono state presentate sei mostre collettive di ricerca, intervallate dalle diverse fasi di restauro conservativo dedicate all’importante sede affacciata sul Canal Grande.

Le mostre qui accolte non lasceranno indifferenti gli amanti dell’arte contemporanea più ricercata, così come le attività collaterali votate alla transmedialità e alla sperimentazione. Alla base del pensiero e del fare della Fondazione vi è il desiderio di contribuire alla comprensione dei cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo attraverso il media artistico: la visita è decisamente consigliata se desiderate approfondire nuovi modi di imparare e conoscere quali possano essere oggi i veri fini di un’istituzione culturale. Consigliamo di tenere d’occhio programmazioni e orari di visita nel sito della Fondazione: la sede riaprirà nel corso della primavera 2019.