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Osteria Memà

Zero qui: È favolosa.

Categorie Ristoranti

Contatti

Osteria Memà Via Pietro Crespi, 14
Milano

Orari

  • lunedi 18–02
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica chiuso

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Quando apprendiamo che il battaglione di via Lecco sventolando bandiera LGBT dirige il suo corso verso nord, fa il giro di Loreto e si piazza a Nolo, non perdiamo tempo e prenotiamo un tavolo. Affianco al Parco Trotter, Osteria Memà è il nuovo locale che completa la triade composta dal Lecco Milano e Caffè Memà, in Porta Venezia. Noi, amanti del bere prima, abitanti del quartiere poi, ci piazziamo qui prima dell’inaugurazione, prima di tutto.

L’arcobaleno inizia a risplendere già in lontananza quando alla fine di via Crespi le grandi vetrine fanno da contrasto con la miriade di piccoli bangla che ancora resistono. Ancora per poco. Nel tragitto ci improvvisiamo fini immobiliaristi e imprenditori, pensiamo di avere la famosa intuizione e sogniamo di aprire il nostro locale. Una salumeria. Lasciamo perdere. Meglio bere.

Memà è un ristorante siciliano, innanzitutto, poi ci passi anche per fare l’aperitivo. Iniziamo da quello, tanto poi sicuro ci fermeremo a cena. I miei amici arrivano uno dietro l’altro, sono favolosi, anzi favole. Così favole che ordinano in successione: tre Martini, due Boulevardier, un twist sul Negroni con cognac e liquore delle sirene. Non possiamo lamentarci, insieme all’aperitivo di mare e terra. Litigo una frittura, divido un arancino, rubo la caponata dal piatto della favola affianco a me. Mi dice: “ama così ingrassi”, ma in fondo mi vuole bene.

Le pareti verde pavone, le candele, e i tavoli di marmo ci convincono a fare sul serio. Ordiniamo del vino, ovviamente siciliano: uno nerello mascalese e un syrah senza solfiti. Arrivano i nostri piatti: pasta con le sarde, riso al nero di seppia, agnello al forno e cotoletta alla palermitana con patate. Le favole al mio tavolo si lamentano – giustamente – della temperatura delle patate, che arrivano tiepide. Io, sicuramente meno tranchant, scuso i ragazzi del Memà freschi di apertura. Si scusano con una teglia bollente, forse per farci stare finalmente zitti. Ottima la pasta alla sarde, anche se l’aggiunta di pomodoro è una licenza poetica rispetto alla tradizione.

Le idee che nascono a tavola sono le migliori, o forse, come in questo caso, le più pericolose. Il conto arriva salato, sicuramente sopra la media dei posti del quartiere. Cocktail 12 €, primi piatti dai 12 ai 18 €, secondi dai 16 ai 22 €, suddivisi tra mare e terra. Continuiamo a bere a casa di una favola seduta affianco a me. Ci viene l’idea di aprire una nostra radio. Forse era meglio la salumeria.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2020-02-10