Civico Planetario "Ulrico Hoepli"

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Civico Planetario "Ulrico Hoepli" Corso Venezia, 57
Milano

Scritto da Arrigo Razzini il 27 maggio 2015
Aggiornato il 6 giugno 2018

Gente pratica, i milanesi. Ma anche lungimiranti e poetici. Un po’ filosofi, oltretutto. Prendete Ulrico Hoepli, per esempio, che era svizzero di nascita ma milanese a tutti gli effetti. Nel 1929, volendo fare un regalo alla sua città d’adozione, le donò un planetario. Ora, a distanza di novant’anni, questo gesto può essere interpretato secondo diverse prospettive. Quella commerciale: la casa editrice Hoepli pubblicava libri di astronomia, quindi si trattò di un’operazione di marketing. Quella pratica: aveva intuito che, di lì a qualche decennio, non ci sarebbe stato altro modo di vedere le stelle a Palestro. La prospettiva poetica: che cosa c’è di più romantico che regalare una volta celeste? Quella filosofica: un planetario è un sistema di proiezione che riproduce i fenomeni astronomici osservabili da qualunque luogo, nel passato, nel presente e nel futuro. Trattasi quindi non del semplice cielo, bensì di un iper-cielo. In sintesi, l’idea stessa di cielo. E con questo è bene concludere perché, come diceva Charlie Brown: “a me l’infinito mi schiaccia sempre un po’”.