Reggia di Venaria Reale

Zero qui: qui si sente alla corte del re.

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Reggia di Venaria Reale Piazza della Repubblica, 4
Venaria Reale, Torino

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 09–17
  • mercoledi 09–17
  • giovedi 09–17
  • venerdi 09–17
  • sabato 09–17
  • domenica 09–17

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Scritto da Pietro Martinetti il 27 maggio 2015
Aggiornato il 18 maggio 2017

Negli anni 90 quando i bambini della prima capitale italiana venivano a giocare a calcio contro il glorioso Real Venaria sentivano i racconti sul misterioso castello: un’entità indefinibile, un rudere di erbacce abitato dai fantasmi dell’epoca reale. Nel 2007, il castello si è fatto reggia, e dopo anni di restaurti è tornato reale, rinascendo e facendo scoprire al mondo l’opulenza delle case di campagna dei Savoia. Se Torino è una piccola Parigi, la Reggia di Venaria è una meno grande Versailles. Meno dorata, ma con la stessa grandeur nella commistione tra antico e contemporaneo: nelle geometrie botaniche in dialogo con gli alberi di Giuseppe Penone, nella galleria di Diana insonorizzata da Brian Eno e nel cortile delle Carrozze dove è suonato il III tour di Moderat. Sulla funzione di oggi della Reggia di Venaria, oltre quella museale da un milione di visitatori nel 2016, i difensori del patrimonio si indignerebbero pensando la corte sporca di vodka rovesciata nei balli di carnevale. Tra “A far l’Amore comincia Tu” dei party in maschera e la New Wave Italiana, le abitudini dell’Italia contemporanea riflettono negli specchi della Reggia di Venaria.

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