Trattoria del Nuovo Macello

Zero qui: Ordina la cotoletta alla milanese

Contatti

Trattoria del Nuovo Macello Via C. Lombroso, 20
Milano

Orari

  • lunedi 12:10–14 , 20–22
  • martedi 12:10–14 , 20–22
  • mercoledi 12:10–14 , 20–22
  • giovedi 12:10–14 , 20–22
  • venerdi 12:10–14 , 20–22
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

La Trattoria nasce nel 1928 come punto di ristoro per gli allevatori che si recavano al vicino macello: la carne da mangiare la portavano direttamente loro. Nel ‘59 si lega alla famiglia Traversone, che negli anni e nelle generazioni (siamo alla terza) l’ha trasformata in uno dei migliori ristoranti della città per atmosfera, rapporto qualità/prezzo e ricerca nella preparazione delle ricette e nelle materie prime; il tutto senza dimenticare le radici di trattoria, con alcune proposte di menu fissi a prezzi popolari anche la sera. La cucina viaggia sicura, ha solide radici nella tradizione italiana ma non ha paura di proporre nuovi piatti o rivisitazioni di grandi classici: come la fantastica cotoletta alla milanese, ricetta storica con tanto di carne rosa all’interno, ma presentazione "artistica". Ci sono piaciuti molto anche i cannoli di paté di fegatino, il risotto coi pistilli di zafferano, i ravioli di olive verdi, broccoli piccanti e gamberi, il baccalà mantecato (“lo facciamo da prima che lo facessero tutti, e continueremo a farlo anche dopo”).

I fornitori
Giovanni e Marco fanno la spesa all’Ortomercato. Il riso proviene dall’Azienda Agricola Mario Gennari di Basiglio – sia il carnaroli che il rosso selvatico, mentre il pesce lo porta Jordan, che lavora al Mercato Ittico. La carne viene fornita da Emanuele Rissa: il vitello per la cotoletta è rigorosamente olandese (“è il migliore, tralasciando quello sanato piemontese, che comunque costa il doppio, se ne trova poco e non è indicato per questa ricetta”). Le farine, biologiche, sono del Mulino Sobrino (Piemonte), i pistilli di zafferano iraniani.

La storia
La storia narra che nonno Giovanni scelse il locale valutando attentamente l’usura della soglia d’ingresso, mentre nonna Maddalena alle 4 di mattina di ogni giorno fosse già ai fornelli a cucinare la trippa per gli affamati scaricatori dell’ortomercato. La cucina casalinga è proseguita con la gestione del figlio Pietro e della moglie Elena, ma è con l’avvento in cucina nel ’98 del nipote Giovanni – coadiuvato dall’amico di sempre Marco Tronconi, entrambi con formazione alberghiera e significative esperienze ai fornelli; l’altra nipote è Paola, che gestisce la sala col marito Claudio -, che la Trattoria fa il salto di qualità.