Mare birre e cucina

Zero qui: Aspetta i ritardatari mangiando hamburger del Ticino.

Foto di Luca Chiaudano

Contatti

Mare birre e cucina Via G. Gabetti, 15 a
Milano

Orari

  • lunedi 11–00
  • martedi 11–00
  • mercoledi 11–00
  • giovedi 11–00
  • venerdi 11–02
  • sabato 11–02
  • domenica 11–00

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Simone Muzza il 7 luglio 2016
Aggiornato il 3 settembre 2018

Mangiare in cascina è possibile, anche in zona San Siro. A Mare Culturale Urbano c’è un ristorante fatto apposta per una sera in compagnia: piatti semplici, atmosfera da chiacchiera e senso della condivisione. In pieno stile Mare, a parte qualche consulenza per l’avvio, anche la cucina nasce da un progetto di autocostruzione: la gestione è interna e tutti i collaboratori sono persone che vivono nel quartiere.

Si mangia sotto il portico, anche in pieno luglio si sta al fresco. Le luci sono ben studiate e c’è l’atmosfera che desideri in una sera d’estate in città, a partire dai dettagli: il pane è realizzato da Buoni Dentro, una cooperativa di ex detenuti che prepara anche degli ottimi dolci. C’è voglia di inclusione, non a caso l’acqua è gratis: c’è un distributore di acqua pubblica, filtrata o naturalizzata, molto utilizzato dagli abitanti del quartiere, realizzato grazie a un crowdfunding che ha sostenuto altre cose utilissime, tra cui un forno in terracruda in cui i cittadini del quartiere potranno venire a cuocere il pane.

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Ci sono 12 spine per birre artigianali in rotazione e tavoli in laminato lucido (molto belli e resistenti) realizzati da ConstructLab, un collettivo internazionale a formazione variabile che ha disegnato e realizzato gli arredi, durante una residenza creativa che ha incluso anche gli abitanti del quartiere. Evviva il crowdfunding, il titolo meraviglioso («Costruire l’improvviso») e il Comune di Milano che ha raddoppiato la raccolta dei cittadini, portandola a 30.000 €: bell’esempio di sostegno pubblico a una forte, diffusa e convinta partecipazione privata.

Il menu è molto ricco: solo piatti della tradizione. Soprattutto (la cosa ci piace assai), si può ordinare una portata per una, due o anche quattro persone: la condivisione è incentivata. Tra gli antipasti consigliamo il carpaccio di manzo, la mozzarella in carrozza, il pinzimonio di verdure, il coppo con polpette e le panelle con qualche goccia di limone (consigliate da Andrea Capaldi) che ci fanno pensare al mare. È di certo un’illusione olfattiva: come potrebbe essere altrimenti, in mezzo a tutte queste onde?

Ci guardiamo attorno: la cascina è bella ed è proprio un cortile, più che imprigionato dai palazzi sembra liberarli dalla loro faticosa altezza.

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Aspettando Lucia Tozzi (oggi è il suo compleanno), ordino bucatini alla gricia con guanciale del Parco del Ticino. Sono indeciso tra altri piatti, che comunque assaggio (la compagnia per fortuna è numerosa): tortelli di erbette ricotta tipici di Parma, tajarin tipici piemontesi, pasta con le sarde di Sicilia.

Ci vorrebbe una pausa ma le cotolette alla milanese s’impongono col consueto stile lombardo e così anche l’hamburger del Ticino, di carne di manzo locale – c’è poco da ridere: il mio amico Luigi Giordano, con le bufale del Parco del Ticino, fa la mozzarella più morbida del Piemonte.

L’architetto ordina un secondo piatto di panelle e non la finisce più di adulare questa cucina che frigge con leggerezza. Ci racconta, Carlo Gandolfi, che le facciate dell’edificio in costruzione in via Novara 75, (quello che lui chiama la seconda terra di mare), saranno rivestite di lamiere ondulate, a rappresentare il mare urbano che sta trasformando questa parte della città (e forse non solo).

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La Tozzi è in ritardo, forse non arriverà del tutto: ordiniamo torta alle albicocche e cannolo siciliano. Meglio mangiare in fretta, l’obsolescenza è pianificata: finisce tutto nel giro di un minuto.

Beviamo e ridacchiamo, conosciamo altri amici, pensiamo che sarà bello tornarci spesso: Mare è contaminazione, vita, scambio, inclusione ma anche speranza (assai simbolica, al momento) di un vero porto di mare, che colleghi la metropoli all’Adriatico. Sognare è sempre giusto, divertirsi ancora di più.

Corrado Beldì
Tutte le foto sono di Luca Chiaudano