Volt

Zero qui: Balla bene sotto la consolle appena il club si svuota un po'

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Volt Via Molino delle Armi, 16
Milano

Scritto da La Redazione il 27 luglio 2016
Aggiornato il 20 settembre 2019

È una delle prime discoteche di Milano. Si chiamava Bang Bang e l’architetto radicale Ugo La Pietra, attraverso un montacarichi di cristallo, aveva collegato il locale al piano superiore, dove c’era la boutique di moda Altre Cose. Poi quando è diventato Divina è stata la casa di Claudio Cecchetto, che qui ha iniziato a fare il dj. Col tempo ha ospitato le serate della famosa pr Big Laura, successivamente quelle house di Guido D’Annunzio, per poi proseguire col taglio elettronico grazie alla direzione artistica di Marco Sala e poi arriviamo ai giorni nostri in cui è diventato Volt. Grazie a Claudio Antonioli si è rifatto il look ed è diventato uno dei locali più belli di Milano. Dall’essere la disco della mala è passata ad essere il locale di clubber internazionali che si mischiano a modelle, indossatori e giovinastri. Si spazia dalla dancehall con la serata Uptown Nights del giovedì alla tech-deep-house melodica del weekend con dj internazionali (da Dixon ad Âme, passando per The Black Madonna). Sempre pieno, bisogna aspettare che si svuoti un po’ per divertirsi con agio; poi è un attimo fare chiusura e sVolt-are (grazie al dj o, meglio ancora, con qualcuno in pista).