AIXA Special – L’intelligenza Artificiale al Meet

La quarta edizione di AIXA va special con ZERO: musica per algoritmi e testi scritti da AI

quartiere Porta-Venezia

Scritto da Piergiorgio Caserini il 8 novembre 2021

Il comunicato stampa della quarta edizione dell’AIXA – l’Artificial Intelligence Expo of Application – è un biglietto da visita. Quale modo migliore di parlare di intelligenza artificiale se non con un comunicato stampa redatto da un groviglio di algoritmi che prende il nome di GPT-3? Che per intero sarebbe Generative Pre-trained Transformer 3, e ci offre da subito una misura di quanto l’acronimo, soprattutto sulle AI, serva a rendercele un po’ più familiari. Pensate soltanto al testimonial per eccellenza delle AI: HAL 9000. Celebre per il suo occhio arrossato, per la voce suadente, per le inclinazioni linguistiche fredde e la determinazione di un cavallo da corsa lanciato ad anni luce nello spazio profondo: Heuristic Algorythmic.

Con AIXA Special in partership con ZERO si ha una buon dose di futuribilità, industria, intelligenza artificiale e soprattutto tanta, tanta musica.

Insomma, l’acronimo è il sale per i nomi delle entità astratte e silicee del futuro prossimo. E GPT-3 sa scrivere un comunicato stampa scorrevole, spigoloso ed esatto proprio come HAL. Ma qui vorremmo aprirci già alla speranza che in un domani non poi così lontano, GPT imparerà a scrivere anche quei copy schietti, poco accattivanti, e decisamente piatti e neutralizzanti che vanno per la maggiore. E quindi venga il tuo regno AI-per-copy, così che i copyrighter si possano dedicare ad attività più divertenti.

Bene, la quarta edizione dell’AIXA, a Milano dal 9 al 12 novembre è una serie di format ibridi per il settore dell’industria. Nel senso che si sollecitano discussioni e confronti tra operatori del settore, istituzioni, pubblico generalista, scientifico e culturale, il tutto online e in real life. Fior fior di professionisti, top speakers, saranno dal 9 – domani – all’IBM Studios di Piazza Gae Aulenti a parlare delle futuribilità in merito di IA e industria.

Nasa e SpaceX, Mars Society, Google, Mars Planet Technology, Swiss institute of disruptive innovation… insomma: c’è più o meno il futuro che ci si aspetterebbe di trovare.

Nella lista, onorevoli, professionisti d’impresa, direttori di fondazioni e fisici teorici, nonché opinion leader e alcuni tra i massimi esperti al mondo di “speech technologies” relative alle AI pensate per l’interazione umana attraverso la lingua e il linguaggio, ci saranno anche esponenti di Nasa e SpaceX, Mars Society, Google, Mars Planet Technology, Swiss institute of disruptive innovation… insomma: c’è più o meno il futuro che ci si aspetterebbe di trovare.

Cosa si chiede AIXA? È semplice: dove si applica oggi un’intelligenza artificiale? E quali futuri, quali scenari si aprono nelle declinazioni odierne? Quando al comunicato stampa sostituiremo i copy? Quando un IA mi darà una simpatica risposta, consapevole della simpatia, emulando Pensiero Profondo di Guida Galattica per Autostoppisti con il celebre «Quarantadue»? O quando ci troveremo davanti un colosso dalla saggezza cosmica come il GOLEM XIV immaginato da Stanislaw Lem in un libro di theory fiction in anticipo di trent’anni sui tempi, che causò di gusto l’ennesima crisi psicotica a Philip K. Dick?

Chiusa la parentesi delle referenze librarie e cinematografiche, qui da Zero sappiamo poi che c’è un’applicazione dell’IA che è squisitamente culturale. Divertente. Che ti fa ballare, che sa come usare la lingua piuttosto che il linguaggio. La novità di questa quarta edizione è AIXA Special, in partnership con ZERO: l’evento dedicato all’impatto culturale dell’alleanza AI-umani guardata attraverso il ritmo. Al MEET Digital Cutlure Center, in Porta Venezia, fino alle 21:00, ci saranno Holly Herndon, Lorenzo Senni, MACE e Bruno Zamborlin, in una deep conversation con Carlo Antonelli (qui il link per iscriversi) Tutti i presenti hanno avuto a che fare con le intelligenze artificiali rispetto alla produzione musicale. La Herndon è un’artista che produce i propri album affiancata da AI; Senni è un musicista sperimentale – responsabile di alcune pubblicazioni piuttosto innovative nell’ambito –, pubblicato da Warp Records e inventore di uno stile: pointillistic, che destruttura e smembra pressoché ogni ritmo. Zamborlin, ricercatore e maestro delle AI, è definibile come l’artista che ha fatto suonare tutto quello che gli si parava nei dintorni grazie a Mogees, un’applicazione del 2012 che trasformava ogni piccola vibrazione in musica, lasciando la sensazione costante che quei suoni che fanno le Pulsar nello spazio profondo siano anche qualità dei palloncini gonfiabili. E poi c’è MACE, che lo conoscono tutti e ha bisogno di poche presentazioni.

La musica è forse l’ambito creativo più poroso e plastico all’innovazione tecnologica: addomestica algoritmi, hackera strumenti, ritma i quanti.

Si parlerà delle contaminazioni tra musica e tecnologia, e proprio perché in fondo la musica è forse l’ambito creativo più poroso e plastico all’innovazione tecnologica, all’uso di algoritmi, al piegamento che fanno gli strumenti e i codici quando vengono a contatto con una pratica compositiva. Sempre lì, al Meet, ci sarà anche l’installazione site-specific Renaissance Dreams del celebre media-artist Refik Anadol. Un lavoro che restituisce la vertiginosa produzione culturale (pittorica, testuale, scultorea e via via) tra il XIV e il XVII secolo in Italia: qualcosa come un milione di immagini in una passeggiata programmata da algoritmi, una promenade virtuale in una storia riletta e tradotta da codici.

Insomma, lo si dice da tanto ma poi è vero: siamo all’alba di una nuova era in ambito tecnologico. Computer quantistici, intelligenze artificiali, realtà aumentata, esplorazione spaziale, ma anche di scabre utopie da anni Ottanta riproposte in salse friendly – parliamo ovviamente del Metaverso. Ed è una competizione in fondo, che si confronta con quel retrobottega del cervello che si tiene stretta una quarantina d’anni in cui figurano Skynet e Terminator, HAL 9000 e via dicendo. E non sempre ci si accorge di quanto già siamo permeabili a tutto questo. Hey Alexa, Ciao Siri, Uè Google (a cui non piace dare nomi dalla parvenza umana ai propri algoritmi). AIXA sceglie di parlare non soltanto dell’innovazione in merito all’industria e all’economia, ma anche, e inevitabilmente, dei problemi che intelligenze algoritmiche sollevano, dai dispositivi di manipolazione dell’informazione a tracciamenti e profilazioni. Per questo, chiudiamo con una quote dal comunicato stampa di GPT-3, che sa certamente bene di cosa stiamo parlando: «è chiaro a tutti i livelli che è sempre più necessario creare e promuovere una nuova cultura dell’innovazione e della tecnologia che ci porti non solo a comprendere meglio l’IA, ma anche a imparare a interagire e guidarla per offrire il meglio alle prossime generazioni».