Foto di Iswanto Arif

Scritto da Claudio Gervasoni il 6 settembre 2019

I climber sono dei rabdomanti sempre in cerca di nuove pareti da scalare. Ma se in Italia non mancano né le montagne né le vie d’arrampicata, ci sono delle location che nel tempo sono diventate delle vere e proprie mete di pellegrinaggio. Due sono proprio a poca strada da Milano: a Lecco sono nati i mitici Ragni di Lecco, e le sue falesie sono ancora oggi una palestra di roccia tra le più interessanti e amate, mentre più a nord c’è la Val di Mello, una piccola e verde valle della bassa Valtellina rinomata per il boulder e le sue imponenti pareti granitiche. Sempre nelle Alpi non si può non andare ad Arco di Trento, dove di fatto è nata l’arrampicata sportiva e dove, grazie al clima mite del vicino Garda, si arrampica quasi in ogni stagione sulle oltre 500 vie. Da qui alle Dolomiti con le sue scenografiche vie è un attimo, ma quello che molti non climber non sanno è che si può andare anche verso sud o al mare. Per esempio Finale Ligure è uno dei paradisi in terra dell’arrampicata: in meno di 10 km quadrati ci sono 150 falesie, alcune a picco o con vista mare, e grazie all’esposizione a sud si arrampica anche in pieno inverno, quando a Milano imperversa la scighera.

Fra la via Emilia e il West spunta invece la Pietra di Bismantova, un grande sasso giallo e grigio di arenaria con vie per tutti i gusti, compresi gli amanti del sassismo e del gnocco fritto. Altro inaspettato posto da climbing festival è San Vito lo Capo, tra Trapani e Palermo, dove tra un cous cous e l’altro si arrampica tutto l’anno sulle rosse pareti a strapiombo sulla spiaggia. E infine c’è la Sardegna, altro luogo mistico dei climber di tutta Europa, che non appena atterrano sull’isola si dirigono verso Cala Gonone, con le sue falesie affacciate al Golfo di Orosei, o poco più a sud a verso l’incontaminata e selvaggia Cala Goloritzé, nel comune di Baunei.