Come vivere Terraforma: il festival internazionale di musica dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale

Il sole e la strobo, la calma e il caos, il relax e il ballo, la notte e il giorno: tutto questo è Terraforma, a Villa Arconati dal 26 giugno al 1 luglio.

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 27 aprile 2018
Aggiornato il 9 maggio 2018

Terraforma è un’esperienza da vivere in modo totale, estraniandovi dalla città e dalla quotidianità per una settimana. Sì, potreste fare anche avanti e indietro tra la vostra casa a Milano e il festival a Villa Arconati di Bollate (sono circa 30 /40 minuti di viaggio, dipende dal mezzo di locomozione), ma per vivere la totalità di questi giorni dovete fare una sola cosa: campeggiare. Preparatevi perciò a questo festival fuori dal comune dal 26 giugno al 1 luglio. L’esperienza inizia proprio dal viaggio verso la location: attraverserete padiglioni industriali che qui sono attivi e non abbandonati, vedrete i “resti” dell’Expo, le classiche villette, i palazzi della provincia, e se ci fate caso anche il carcere di Bollate. Dopo tutto questo spettacolo da sprawl urbano arriverete a Villa Arconati, un tesoro nascosto custodito dal fascino di questa villa storica del 1700. ll vostro camping è lì dentro. Se non avete grande manualità o semplicemente non avete voglia di sbattervi o siete dei fighetti, non preoccupatevi: ci sono anche delle tende pop-up comodissime, già montate con letto, beauty e asciugamani. Ma ricordatevi: fighetti o meno l’esperienza accomunerà tutti. Ora che il camping sarà la vostra nuova dimora non vi resta che identificare bene la vostra tenda, memorizzare la strada per arrivarci e non pensare più a nulla. Vi aiuterà la musica in un crescendo dall’ambient alla techno, passando per la sperimentale. La notte porterà la festa, in questo labirinto magico fatto di siepi e alberi, incontrerete amici e persone che provengono da tutta Italia e anche dall’estero, per condividere con loro esperienze di vita e storie di altri festival.

terraforma triangoli

Poi magari sbaglierete tenda, ma al risveglio, baciato dal sole, non sarete mai troppo lontani dallo stage che riprenderà a suonare con un dj set ambient. Il tempo di trovare le docce seguendo le persone in accappatoio e, una volta che vi siete rifrescati, il parco della villa vi sembrerà ancora più familiare con l’area food pronta per le colazioni, le zone d’ombra sotto gli alberi che man mano si riempiono di persone che continuano a riposarsi o di chi non ha mai dormito, altri che vanno a fare yoga e chi è appena arrivato al Terraforma.

Il pubblico di Terraforma che balla e ascolta Rabih Beaini sotto la pioggia
Il pubblico di Terraforma che balla e ascolta Rabih Beaini sotto la pioggia

Tutti sono pronti a vivere quello che avete vissuto fino a notte fonda, e poi si arriva alla domenica per l’ultimo grande giorno, quello dove si dà sempre il meglio. L’alternanza tra il giorno e la notte, tra la luce e il buio, il sole e la strobo, la natura e la chimica, la calma e il caos, lo svacco in relax e l’agitazione del ballo, la solitudine e la folla di umani, l’evasione da quotidiano, la condivisone di un luogo, l’ascolto di live o dj spesso sconosciuti, rendono l’esperienza di Terraforma irripetibile e unica. Considerate però anche un giorno per riequilibrarsi col mondo e la routine, e tutto sarà più facile. I ricordi saranno ancora più straordinari anche perché il festival nasce con la collaborazione di Jameson. Fermatevi a provare la drink list dedicata, tutta a base Jameson e per riprendervi dalle sfrenate danze un celebre Irish Coffee.