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Eating Porta Venezia

Bollito misto, bao e vino naturale: il quartiere è un menu da sfogliare

quartiere Porta-Venezia

Scritto da Martina Di Iorio il 20 dicembre 2020
Aggiornato il 23 dicembre 2020

illustrazioni di Martha Goldin

Ci siamo immaginati la città come un unico, grande ristorante. Di quartiere in quartiere abbiamo mappato alcune attività resistenti che vogliamo supportare, selezionando – simbolicamente – un piatto o un drink a locale. Il bar dove hai rimorchiato quella sera, la trattoria dove hai fatto il bis di mondeghili, il locale fighetto che non hai mai smesso di fotografare. Sono qui, ancora a infornare, impiattare o shakerare, si spostano in motorino o in bici e suonano il campanello di casa tua. Il menu del tuo quartiere è un gioco da scorrere, una fotografia semiseria del lato gastronomico della porzione di città in cui viviamo. 

Multiculturale, arcobaleno, un po’ eccentrica e sicuramente snob: al largo dei Bastioni di Porta Venezia non ci sia viene solo per matchare su Tinder/Grinder ma anche per fare un giro gastronomico e godereccio tra i suoi diversi locali. Si passa con estrema facilità dallo zighini eritreo alla cucina tradizionale, dalle insegne storiche quelle un po’ panciute alla nuova cucina contemporanea. A Porta Venezia si assiste bene a diversi processi nati sulla spinta della gentrificazione e foodificazione: via Melzo sempre più gourmet, la zona abissina un po’ più defilata ma sempre resistente e presente. Si beve vino naturale ai confini con Parco Montanelli grazie alle tante enoteche di stampo naturale e radicale, ma anche la birra dei bangla e i tanti cocktail disseminati a destra e sinistra della sua arteria principale, Buenos Aires. Porta Venezia ci piace perché si passa da un opposto all’altro: un po’ come piace a noi.

Il menù di Porta Venezia

Dall’antipasto al dopocena, ecco i nostri piatti e cocktail preferiti. Non ci resta che ordinare perché #supportailtuoquartiere.