Il cinema di febbraio, pochi nuovi e un grandissimo classico

Mattia Savoldelli ci anticipa cosa vale la pena vedere, febbraio nostalgico.

Scritto da Mattia Savoldelli il 5 febbraio 2019
Aggiornato il 7 febbraio 2019

Il 4 febbraio la Cineteca di Bologna riporta al cinema il capolavoro del cinema Neorealista italiano Ladri di biciclette del maestro Vittorio De Sica. Film manifesto del dopoguerra italiano, affresco dell’Italia post fascista. Un capolavoro che dovreste regalarvi, se non lo avete mai visto; se lo avete già guardato, esaminatelo un’altra volta. Piccola curiosità: nella scena “dei preti” uno dei sacerdoti è un giovane Sergio Leone.

Sempre il 4 febbraio è in sala Tramonto dell’ungherese Laszlo Nemes a tre anni dal bellissimo Il figlio di Saul (vale la regola di prima, recuperate se non avete visto).
Siamo a Budapest nel 1913, la giovane Irisz Leiter, tornata nella capitale ungherese dopo gli anni spesi a Trieste a studiare vorrebbe lavorare nella fabbrica di cappelli dei suoi defunti genitori. L’esistenza di un fratello, Kálmán, del quale non sapeva l’esistenza, infittirà il mistero.

Torna davanti la macchina da presa (e dietro) Clint Eastwood con Il Corriere – The Mule, era dai tempi di Gran Torino (2009) che non si vedeva la faccia scalfita dal tempo del buon vecchio Clint ormai alla soglia degli 89(!) anni, qui nel ruolo di Earl Stone, novantenne corriere della droga per conto dei narcos Messicani. Purtroppo non è un granché.

Il 13 febbraio è il turno de La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, unico film italiano in concorso alla prossima Berlinale (7-17 Febbraio).
Tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano nel quale un guppo di giovani adolescenti tenta la scalata al potere tra scooter e pistole nello stile ormai reso famoso dalla serie Gomorra.