Il nuovo progetto di riqualificazione per le ‘Serre Grandi’ dei Giardini Margherita

Scritto da Salvatore Papa il 1 dicembre 2020

Le Serre dei Giardini Margherita continueranno a crescere. A seguito di un bando per la concessione del complesso  denominato Serre Grandi, l’ultimo spazio rimasto nel suo stato “originale”, Kilowatt, la cooperativa che da sei anni si occupa della riqualificazione dell’area, ha ottenuto l’approvazione di un nuovo progetto di ristrutturazione superando l’altro concorrente Borgo delle Tovaglie srl.

Si tratta di due capannoni interamente vetrati per una superficie totale di 600 mq che si sommano a ulteriori 3mila mq all’aperto da trasformare in spazi diversificati per cultura, arte, creatività, coworking, educazione e formazione per adulti e bambini, spazi gioco e residenze per artisti. All’esterno verrà, inoltre, creato un biolago per il trattamento delle acque meteoriche fitodepurato dalle piante e i vecchi semenzai saranno trasformati in nuove sedute immerse nel verde a contatto diretto con le vasche dedicate all’acquaponica.

Serra Madre – si legge nel comunicato di Kilowatt –  fa parte di un più ampio intervento che rigenera la vision de Le Serre dei Giardini Margherita e si pone l’obiettivo di rafforzare e innovare la proposta artistica e culturale delle Serre puntando sulla creazione di un centro di produzione artistica che metta in connessione il mondo della ricerca (scientifica e umanistica), il mondo delle aziende e quello dell’arte proprio attorno alle grandi sfide della nostra epoca: la sostenibilità e il cambiamento climatico, temi che lo sguardo dell’arte puó aiutarci a leggere nella loro complessità, rielaborandola e rendendola esplorabile da altri punti di vista”.

Kilowatt investirà 919 mila euro e avrà in concessione lo spazio per ulteriori 16 anni, potendo contare sulla sottrazione dei canoni di locazione di 54.600 euro annui dall’importo dei lavori eseguiti per rendere il complesso agibile e funzionale.

Nel 2016 le Serre Grandi erano state date in concessione per nove anni al al Caab-Centro Agro Alimentare di Bologna per organizzare attività di promozione del cibo nell’ambito del progetto “Bologna City of Food” e in un’ottica di integrazione con FICO. Dopo poco tempo però il progetto naufragò e la concessione fu revocata.