Zero torna con il suo secondo appuntamento per accompagnarvi nella scoperta della programmazione di marzo di Volvo Studio Milano. In questo mese, come quelli a venire, scopriremo i diversi percorsi tematici che hanno contribuito a definire il palinsesto, raccontando storie sul senso e sulle rappresentazioni che stanno dietro ogni evento progettato che troverete all’angolo tra viale della Liberazione e via Melchiorre Gioia. Ogni nostra guida è una porta di affaccio che lentamente si apre su una visione più ampia, diventando una mappa di idee e suggestioni che si intrecciano nel tempo, dando forma a nuove prospettive.
E è proprio di visioni che parliamo questo mese.

Un Mondo è un futuro in cui è possibile credere:
un futuro che promette di sopravvivere al suo creatore
e continua a generare svolte narrative.

Un futuro credibile è fatto di condizioni a cui attribuiamo valore — perché ci promettono qualcosa di migliore, più piacevole o intrigante, e perché sappiamo che, senza il nostro contributo, non esisterebbero come le immaginiamo. Credere in un Mondo orienta le nostre azioni: cerchiamo di dargli espressione, fisicamente, verbalmente, mentalmente. In cambio, ci avviciniamo a un futuro desiderabile e troviamo altre persone per cui quel Mondo diventa, a sua volta, un futuro in cui credere.

E cosa succederebbe se trovassimo nuovi modi per mappare questi mondi possibili?

Tutto cambia se riconosciamo il senso del tempo. Il mondo non è più un insieme di cose, ma di forme. Il tempo stesso è una forma che modella e struttura la realtà. Pensare alla luce del tempo è il compito di ogni filosofia diacronica, un approccio che ci porta a vedere la realtà come un processo in divenire invece che come qualcosa di statico. Riconoscere il tempo significa anche riconoscere il cambiamento e la possibilità di trasformazione.
Ma cosa succede se smettiamo di considerare il tempo, se smettiamo di immaginare il futuro? Abbandoniamo la scoperta di tutte quelle possibilità che stanno proprio a fianco a ciò che stiamo considerando. Così ci vengono in aiuto, proponendo un pensiero aperto e mai definitivo, le filosofie diacroniche, che si arricchiscono continuamente attraverso il dialogo con una realtà in costante movimento. Le più straordinarie scoperte scientifiche, come le onde gravitazionali o l’entanglement quantistico, sono esempi perfetti di questo approccio: idee che si evolvono nel tempo e che ci spingono a vedere il mondo con degli altri occhi.

È proprio in questo spirito che BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, in collaborazione con Volvo Studio, presenta per il terzo anno la rassegna Visioni Diacroniche – Mondi in dialogo tra ecosistemi naturali e arte contemporanea. Qui le pratiche artistiche diventano strumenti per registrare e visualizzare eventi nel tempo, permettendoci di osservare fenomeni, oggetti e soggetti nella loro evoluzione. In questo contesto, le opere degli artisti selezionati si reinventano continuamente, mescolando fotografia, disegno, pittura e video con musica, tecnologia e performance, per coinvolgere il pubblico nell’esperienza dell’arte d’avanguardia. Il primo appuntamento della rassegna è il 5 marzo con Marzia Migliora, il cui lavoro esplora la vita quotidiana e le relazioni tra esseri umani e non-umani.  A seguire, giovedì 6 marzo, Marta Del Grandi si esibirà in concerto per Rumore in Studio. Il 13 e il 27 marzo sarà la volta della stand-up comedy con due spettacoli curati da Ponderosa. Martedì 19 marzo Irene Grandi dividerà il palco con Pungi per Tandem, mentre mercoledì 26 marzo si celebrerà l’arrivo della primavera con BAM OFF – BAM Season Day: Arriva la Primavera!