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La guida di Zero ai festival di Settembre 2026 in Italia

I nostri tips per dare la direzione giusta all'ultimo colpo di coda della stagione.

Scritto da La Redazione il 31 agosto 2026

Apriamo la porta del nostro appartamento o forse meglio stanza nella grande o media città in cui studiamo e/o lavoriamo e torniamo alle nostre scrivanie, ai nostri schermi e alle nostre vite sociali ritagliate all’interno di una routine stringente. Al di là della percentuale di persone per cui questo schema esistenziale è valido, c’è chi attende trepidante l’arrivo dell’autunno e chi resta attaccato agli ultimi brandelli di estate. La buona notizia per entrambi i povs è che Settembre è probabilmente il miglior mese per godersi i festival. Le temperature si fanno più clementi, le città iniziano lentamente a ripopolarsi e con loro tornano anche le proposte più urbane e ibride: affianco a boschi, cave e location remote da raggiungere last minute si riaffiancano anche i club, i teatri e gli spazi indoor che riaprono la stagione con programmi pensati con più attenzione di quanto il solleone permetta.

La stagione della Vergine, la fase riorganizzativa: in questa doppia natura ancora estiva nell’aria ma già autunnale nell’intenzione chi ha passato l’estate a rincorrere rave e feste in mezzo alla natura ora trova format più strutturati e pensierosi, mentre a chi non piace andare in vacanza in mezzo alle folle estive trova finalmente lo spazio per infilarsi in contesti festivalieri più contenuti e dilatati senza la fretta cumulativa estiva di doversi divertire.

 

SHORT THEATRE | 3-12 settembre | Roma

Il rientro dalle ferie estive può rappresentare un importante spartiacque, ma, prima di affrontare appieno la sindrome da rientro, vale la pena approfittare di questo momento sospeso grazie a Short Theatre che, giunto alla sua ventunesima edizione, torna ad accendere le serate romane. Con più di 65 appuntamenti e oltre 40 compagnie e progetti artistici disseminati tra Mattatoio, Teatro India, Teatro Vittoria, MACRO, Cinema Troisi, MUCIV e Orto Botanico, il festival si conferma uno degli osservatori più sensibili sulle trasformazioni della scena contemporanea nazionale e internazionale. L’apertura del 3 settembre possiede già il carattere di un’apparizione. Dalle 18:00 alle 22;00, nelle ore che precedono e accompagnano il tramonto, l’Orto Botanico di Roma diventerà un paesaggio performativo da attraversare senza un percorso obbligato. Tra le prime nazionali spicca “L’Echo” di Nacera Belaza, presentato insieme al Romaeuropa Festival, “El corazón de Ester” di Alberto Cortés, “Sentimental1” di Cristina Kristal Rizzo e “Il chiaro di luna in cucina è un segno di Dio”, omaggio di Giorgina Pi e Nicole De Leo alla poesia di Anne Carson. Tra gli appuntamenti più attesi poi c’è “Michel: The Animals I Am” di Chiara Bersani. Short Theatre resta uno dei pochi luoghi in cui il contemporaneo non viene spiegato né addomesticato: viene lasciato germogliare per ferire, disorientare. E forse, prima di tentare ancora una volta di comprendere il mondo, abbiamo bisogno proprio di questo: attraversarlo al tramonto, dentro una serra, e tornare per qualche istante a sentirci parte di qualcosa di più ancestrale e selvatico. 

 

FESTIVAL DEL NIDO | 4-6 SETTEMBRE | Villa Estense (PD)

È effettivamente una festa, come dice il titolo, quella che si svolge a Villa Estense (PD) dal 4 al 6 settembre 2026. Giunta alla sua terza edizione, la Festa del Nido si muove lungo due direttrici: da una parte proteggere spettacoli che ancora non hanno visto la luce, letture, prime assolute e restituzioni di laboratori; dall’altra connettere una provincia con un mondo teatrale giovane e vorace. La Festa del Nido dà spazio alla libertà e alla paura del nuovo, proteggendo gli artisti da dinamiche produttive e da una performatività veloce e spesso deleteria. È un luogo in cui i lavori possono ancora essere alla ricerca di una forma e, a conferma di questo, il festival è legato a ciò che bolle in pentola a NidOramai, casa di residenza per artistə. A Villa Estense si ritrova così un tempo perduto, una voglia di stare insieme da sagra di paese, una comunità artistica e locale che sembra subito una grande famiglia!

 

TERRAPOLIS | 4-6 settembre | Castiglione dei Pepoli (BO)

Terrapolis – Transversal Ecologies Festival prende quest’anno lo sciame come modello relazionale non gerarchico, intrecciando pratiche artistiche, ecologiche e transdisciplinari attraverso camminate, laboratori, performance e talk. Tra gli appuntamenti, la mostra RES NULLIUS di Giulia Vigna e l’installazione interattiva cyber–humus di re_derma; il talk Ecologie di Prossimità, con Madera Network, Boschilla e Parsec, e la tavola rotonda Pensare come uno sciame: intelligenze non-umane ed ecologie delle relazioni, con Clara Ciccioni e AVEC. Il programma attraversa anche pratiche più esperienziali, dalla camminata lungo Via dei Castagni alla Centrale ENEA con Coded Geometry, fino ai laboratori dedicati a cucina, pratiche edibili e circuiti organici. E ancora, la performance Corpus di Pietro Bardini, il mercatino di editoria indipendente, artigianato e autoproduzioni e, sul versante musicale, i live di Laser Orchestra, Renato Grieco, portamento** e Opus 58.

 

DANZA URBANA | 4-10 settembre | Bologna

Trent’anni di danza nello spazio pubblico, tra corpi, luoghi e comunità. Il festival nato nel 1997 dall’idea di portare la danza fuori dai teatri e dentro la città, torna a trasformare piazze, parchi, ex chiese, musei e spazi culturali in luoghi di incontro e di relazione. Al centro, come sempre, una riflessione sul presente: la fatica del quotidiano, la difficoltà di comunicare, il bisogno di prossimità, il desiderio di appartenenza e la necessità di difendere gli spazi della libertà e del dialogo. Tra gli appuntamenti, Roger Bernat/FFF con La Sagra della Primavera (4 settembre), riscrittura radicale del balletto di Pina Bausch; Alejandro Moya con Desvelo (5 settembre), assolo ispirato alla cultura giapponese in cui il gesto diventa rivelazione di una trasformazione interiore; Mehdi Dahkan e Mohamed Bouriri con KMS of Resistance (6 settembre), performance coreografica e sonora che rielabora l’Aita, tradizione orale marocchina utilizzata come strumento di resistenza e trasmissione di messaggi durante il Protettorato francese. A chiudere la programmazione bolognese, il 10 settembre, CollettivO CineticO con Urutau Extinction Party, rito sacrificale e rave congelato dedicato all’“uccello fantasma” sudamericano, prima dell’appendice del 15 settembre al Tecnopolo di Ferrara con Lascia il potassio tremare.

 

KOMOREBI | 4-6 settembre | Vinadio 
Ci sono luoghi che un festival si limita ad attraversare e luoghi che invece lo trasformano. Il Forte di Vinadio appartiene alla seconda categoria. Un bastione ottocentesco le cui mura si lasciano abbracciare dalle montagne ed accarezzare dalle sponde del lago, dando vita a una cornice dalla bellezza surreale. È dalla simbiosi instaurata con questa geografia che, dal 4 al 6 settembre, avrà luogo Komorebi. Una location del genere, per un festival, non può non avere un’altrettanto valida line-up, che anno dopo anno diventa sempre più interessante, intercettando uno spettro sonoro che spazia dalla techno potente a quella più deep e mentale senza disdegnare evasioni house o sessioni ambient.  Venerdì il viaggio sonoro comincia dalle architetture analogiche del live di Mathew Jonson. Sabato, le mura cambiano frequenza e la techno prende il mano nelle sue diverse declinazioni, passando per Philippa Pacho, Eric Cloutier, Ness (live), Orion, Feral b2b Pianeti Sintetici (live), ed Hagva. Domenica, sinonimo di Le Gran Final, le temperature si fanno più calde e dilatate, affidate all’expertise di Serenne, Paquita Gordon, Edward e BSS. Nomi, sensibilità ed origini diverse destinati a tessere la trama dello stesso weekend, mentre il Forte e le montagne tracciano i confini del dancefloor in cui tutto questo prenderà vita, il tutto tra installazioni e un light design pensato ad hoc. Non mancheranno poi nel corso della giornate attività collaterali che spazieranno dalla poesia alla danza, passando per la pittura e delle ormai immancabili sessioni di yoga.

 

 

SUN AND BASS | 5-13 settembre | San Teodoro (Sardegna)

Alla fine sta tutto nel nome. Sole e basse frequenze: what else? Dal 2004 il festival sardo unisce le incontaminate spiagge sarde al meglio della drum and bass mondiale. In altre parole, una settimana di balli forsennati dal tramonto all’alba inframmezzati da bagni in acqua limpida e cibo locale delizioso. Insomma, si possono scrivere varianti diverse ma la formula è questa – e scusate se è poco. Quest’anno la line up è composta da un equilibrato ed affollatissimo mix tra leggende del genere e nuove facce, una costellazione di nomi che è l’ossatura di uno dei festival europei più longevi e amati da addetti ai lavori e pubblico in egual modo. 

 

FESTIVALETTERATURA | 9-13 settembre | Mantova

Trent’anni di libri, incontri, biciclette, piazze prese d’assalto e gente con il programma piegato in tasca. Dal 9 al 13 settembre Festivaletteratura torna a Mantova per la sua XXX edizione, e il compleanno è di quelli importanti. Centinaia di scrittori, artisti e pensatori arrivano da tutto il mondo per occupare teatri, palazzi, biblioteche e angoli della città, in un programma che mette insieme letteratura, attualità, scienza, musica e nuove forme del racconto. Quest’anno la stella polare è Ippolito Nievo, trentenne come il Festival quando morì e figura perfetta per parlare di giovinezza, rivoluzioni e idee fuori dal canone. Tra gli ospiti Tim Berners-Lee, Alessandro Barbero, Niccolò Ammaniti, Daniel Pennac e Stefano Benni. E poi progetti, podcast, letture, laboratori e quell’atmosfera da paese dei balocchi culturale che ogni settembre trasforma Mantova nel posto dove vorresti essere. Trent’anni dopo, la formula non sembra ancora avere bisogno di cambiare.

 

POPLAR FESTIVAL | 10 -13 settembre | Trento

Un festival nato piccolo e dal focus prettamente locale, cresciuto in fretta fino ad aprirsi ai grandi nomi esteri. Dopo nove anni il festival trentino ospita la sua edizione più ambiziosa mescolando elettronica e indie, nu-jazz e cantautorato. I primi nomi a saltare all’occhio sono sicuramente quelli di Floating Points (live), I Cani e Sama’ Abdulhadi. Ma è tra le “retrovie” che troviamo chicche che meritano il viaggio: il corto.alto, Ela Minus, Fresh Mula e tantissimi altri. Un miscuglio di ciò che c’è di più fresco dentro e fuori l’Italia all’interno di un contesto accogliente ed inclusivo e che può farsi forte di una comunità giovanissima e presa a bene tra volontori e pubblico.

 

MAPLE DEATH IN THE PARK | 11 -12 settembre | Bologna

Torna per la sesta edizione, come sempre nel Parco della Montagnola, il festival di Maple Death Records. Tra gli appuntamenti, l’anteprima italiana di Ghsting di Alex Freiheit & Aleksandra Słyž, esperienza immersiva tra musica, teatro, performance e spoken word; il debutto bolognese del James Jonathan Clancy Quintet, con Andrea De Franco, Domenique Vaccaro, Laura Agnusdei e Mira; Aniello Perduto con il suo trio avant-jazz e Chris Ryan Williams, tra free jazz, improvvisazione e composizione elettroacustica. Ci sono poi l’elettroacustica di Luciano Chessa & Squncr, Pipistrelle, nuovo progetto di Apolline del duo Nina Harker, piccolo cow-boy, nuova creatura di Bob Junior, ed EROB, fondatore della tape label DROVE. A completare il programma, Omar Cheikh con The Garden, tra folk deformato, elettronica pastorale, noise e atmosfere rituali, l’intimismo acustico di Sofi Naufal e i dj set di Fera b2b Amaro ed Etta Simone b2b Nic Casalino.

 

SUPERFLAT | 11-12 settembre | Parma (PR)

Superflat arriva quest’anno alla sua quarta edizione di nuovo al PWCC, ex azienda agricola alle porte di Parma diventata negli anni un centro culturale indipendente tra club, ristorante e un apporto comunitario sempre maggiore. La lineup in linea con la sua cifra stilistica mette insieme headliners e emergenti della scena clubbing internazionale: da Miki The Dolphin, veterano degli anni ’90, al b2b inedito in Italia tra Elena Colombi e Lena Willikens, fino a Basic Chanel da Londra fino a nomi solidi della scena italiana come Inner Lakes, Matteo WNB e il local Tre Qani. Affianco alle danze i live set e la tenda curata da gattaccio, che porta anche il suo bazar di dischi ed editoria indipendente in giardino. 

 

SI FEST | 11-27 settembre | Savignano Sul Rubicone (FC)

La 35ª edizione del SI FEST, diretta da Manila Camarini, sceglie come titolo Still Standing: una dichiarazione di resistenza e insieme una domanda sul ruolo della fotografia davanti alle trasformazioni del presente, tra conflitti, crisi ambientali, identità, memoria e cambiamenti sociali. Tra le mostre, Vinter di Lars Tunbjörk, che osserva la quotidianità della Scandinavia durante i lunghi mesi invernali; Long Walk Home di Robbie Lawrence, viaggio tra Scozia e Stati Uniti attraverso gli Highland Games e le trasformazioni dell’identità culturale; Occult di Alba Zari, ricostruzione della storia familiare dell’autrice all’interno della setta Children of God; Index di Christopher Anderson, archivio personale che attraversa oltre trent’anni di fotografia tra guerre, viaggi, politica e vita privata. E ancora American di Robin de Puy, ritratto corale degli Stati Uniti attraverso i volti di persone comuni, mentre Black Stone Burns di Olga Sokal indaga le comunità e i paesaggi segnati dall’industria estrattiva e dal carbone. Il programma si completa con una collettiva dedicata a Ucraina, Palestina e comunità migranti negli Stati Uniti, con lavori di Alfredo Bosco, Pietro Masturzo e Jack Califano, e con i progetti vincitori dei principali premi fotografici.

 

DISSONANZE  | 12-13 Settembre | Roma

Le meditazioni del filosofo napoletano Giambattista Vico sui corsi e ricorsi storici calzano perfettamente anche al mondo della musica e dei festival. Stesso luogo, l’Auditorium, stesso periodo dell’anno, l’estate, stessa artista a mandare in visibilio il pubblico, Björk (era il tour di “Volta”), un dj ad aprire il suo live: Ricardo Villalobos. Diciotto anni dopo – eh sì, era il 2008 – dietro la consolle ci sarà lei, per un dj set che segue quello iper-social tenuto alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 solo qualche settimana fa, e sarà affiancata da una pletora di artise e artisti tra cui invece non figura il buon Ricardo, che vorremmo volentieri vedere live con  “Without References / Cindy van Acker (Variations)”, la sua ultima fatica registrata insieme ai goat (JP) per Latency. Rilanciando l’appunto per l’edizione 2027, ci godremo nel frattempo un’infornata di vecchi e nuovi amici del dancefloor, tra house, techno, acid, dubstep e un tocco di nu-jazz dall’Inghilterra: Derrick Carter, Honey Dijon, Kelly Lee Owens, Tony Humphries, CARISTA, Nubiyan Twist, Paranoid London, Yu Su, Chloé Caillet, Donato Dozzy, Floating Points b2b Daphni, Moodyman b2b Marcellus Pittman, Octave One, Sama’ Abdulhadi, Skream & Benga, Jazzanova, Lefto Early Bird, Tiger & Woods. I Battles sulla terrazza e Peter Christopherson nell’auditorium del Palazzo dei Congressi sono ancora lontani, ma la barra del nuovo corso di Dissonanze a questo giro è dritta e il timone più saldo, chissà che davvero non si arrivi a una nuova isola che non c’è.

 

HYSTRIO FESTIVAL | 15-20 Settembre | Milano

Arriva la quinta edizione di Hystrio Festival, sei giorni dedicati alla scena indipendente italiana under 35. Dieci spettacoli, cinque letture sceniche, una mise en espace, incontri e audizioni: più che un festival, una vera palestra di nuovi linguaggi, nomi e visioni. In programma c’è un teatro che attraversa memoria, corpo, identità, rabbia e futuro, mescolando ricerca e performance, drammaturgia e teatro fisico. Tra gli appuntamenti anche Bridge the gap #3, dedicato alle direzioni artistiche under 35, e le finali del Premio Hystrio alla Vocazione per giovani attori. Si chiude il 20 settembre con la serata dei Premi Hystrio, ideale passaggio di testimone tra i protagonisti affermati della scena e le nuove generazioni. 

 

TO LISTEN TO | 21 settembre-4 ottobre | Torino (TO)

Con due settimane di concerti, installazioni e workshop a Torino che nel 2026 ruotano attorno al centenario di Morton Feldman e David Tudor, To Listen To presenta uno dei palinsesti più rigorosi sul tema dell’ascolto come pratica pubblica e condivisa. Il programma si allarga su più fronti: dalla riflessione sul corpo e il potere in Tuba Mirum di Wishart e Proesie di Filidei, alle pratiche collettive come il workshop di Nicolas Collins sul feedback e MATCHES, prima commissione del festival affidata a Sofia Pòzdniakòva e Adam Maor. E poi l’elettronica storica, con Kontakte di Stockhausen, l’apertura verso il presente, con il concerto di Carl Stone in collaborazione con Club To Club. Una rete fitta di istituzioni tiene insieme un programma che costruisce una trama di corrispondenze tra epoche e linguaggi diversi. 

 

COUS COUS FEST | 18-27 Settembre | San Vito Lo Capo (TP)

Prendete un piatto di cous cous e guardatelo come una mappa: dentro ci sono il Mediterraneo, le sue rotte, le sue migrazioni, le sue contaminazioni e un bel po’ di storia. Non è un caso, quindi, che proprio a San Vito Lo Capo, da quasi trent’anni, si ritrovino culture e tradizioni diverse attorno allo stesso piatto. Il Cous Cous Fest è l’unico festival che riesce a mettere a tavola un’intera area del mondo, usando il cibo come punto di partenza per parlare di incontro, mescolanza e convivenza. Per dieci giorni San Vito Lo Capo diventa una specie di grande tavola mediterranea: chef italiani e internazionali si sfidano ai fornelli, mentre tra degustazioni, cooking show, incontri e concerti il festival si allarga per le strade e le piazze del paese. Il cous cous cambia da cucina a cucina, da Paese a Paese, e proprio nelle differenze sta il bello: una ricetta che non appartiene davvero a nessuno e, forse proprio per questo, riesce a parlare a tutti. Una festa gastronomica, certo, ma soprattutto un modo molto concreto di raccontare il Mediterraneo attraverso quello che ancora oggi riesce a condividere.

 

MILANOLTRE | 21/09-11/10 | Milano

Quarant’anni e non sentirli. Dal 21 settembre all’11 ottobre MILANoLTRE torna a occupare Milano con un’edizione speciale che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici. Il festival della danza contemporanea festeggia il traguardo dei 40 anni con Bodies In-Between, progetto triennale che nel 2026 mette al centro il rapporto tra corpo, danza e sport. Il quartier generale resta l’Elfo Puccini, ma la città diventa una grande scena diffusa, dal PAC a BASE, dalla Sormani al MA*GA. In programma prime internazionali, performance site-specific, talk, workshop, dj set e conferenze danzate, con nomi come Virgilio Sieni, il CCN-Ballet de Lorraine e una nuova generazione di coreografi italiani. Una maratona di corpi, sudore, geometrie e idee che attraversa discipline e linguaggi. Perché MILANoLTRE, dopo quattro decenni, continua a fare quello che gli riesce meglio: spostare un po’ più in là il confine della danza.

 

INQUIETE  | 25-27 Settembre | Roma

Decima edizione per il festival di scrittrici a Roma che, anche quest’anno, si terrà al Pigneto, tra il Cinema Avorio e la libreria Tuba. Un appuntamento dedicato alla scrittura delle donne, alla ricerca letteraria e al confronto tra voci diverse della scena culturale contemporanea, con un programma fitto articolato in appuntamenti e format: i “Ritratti di Signora”, dedicati alle grandi scrittrici, gli incontri sui temi letterari e sociali, la poesia, gli esordi e inQuiete Kids, dedicato a bambin3 e ragazz3. Il tema scelto per il 2026 è “Rivolta”: una parola che, dichiarano le organizzatrici del festival,  «Attraversa la letteratura come pratica di trasformazione culturale e simbolica» e mette al centro del discorso «una rivolta dei corpi e delle parole, dei linguaggi e delle forme narrative, che si oppone ai silenzi imposti, alle esclusioni strutturali e alle gerarchie culturali che storicamente hanno marginalizzato soggettività, esperienze e immaginari non conformi». 

 

SPELLBOUND! 2 | 26-27 settembre | Torino (TO)

Dopo il primo capitolo di giugno, Spellbound! 26 chiude la sua seconda edizione il 26 e 27 settembre tra l’Orto Botanico di Torino e il Magazzino sul Po, continuando la sua ricerca sul rapporto tra suono, paesaggio e memoria. Centrale nella line up è Near Silence, opera audiovisiva del sound artist keniota KMRU con il regista Fred Odede, nata da una residenza nel Parco del Beigua e da un dialogo con Politecnico di Torino e ARPA Liguria sulle quiet areas: una riflessione sul silenzio come bene comune e non come assenza. La serata al Magazzino sul Po alterna invece registri diversi, dal folklore rielaborato dei Sealionwoman al post-industriale danzabile di Takkak Takkak, dal dj-set afrodiasporico del collettivo barcellonese Jokkoo alla chiusura firmata Pho Bho.