La nuova drink list del Bond

"Il più grande traguardo per un bartender consiste nella sua abilità nel soddisfare appieno il proprio cliente."

Scritto da Martina Di Iorio il 7 febbraio 2017
Aggiornato il 28 marzo 2018

Quelli del Bond sanno che quando le temperature scendono e sul Naviglio aleggia quella leggera foschia che rende la zona ancor più affascinante, uno dei rimedi migliori e chiudersi in quella che consideriamo la seconda casa: il bar. Sanno anche però che non basta un luogo accogliente e delle poltrone su cui sprofondare per vedere il mondo a colori, c’è bisogno di più. Per esempio un barman e una drink list che ha tutte le carte in regola per massaggiarci il fegato e farci sentire ai tropici.

La lista creata da Rudy Corpetti – bar manager del Bond – è studiata per essere consultata a ogni ora, come un orologio che ci ricorda che possiamo bere – bene – in ogni momento della giornata. Dopo Lavoro, Dopo la Cena, A Tutte le Ore sono le sezioni in cui viene esplicitato l’immaginario elegante delle atmosfere del bere alla vecchia maniera. Il consumatore, come un moderno dandy, vive un viaggio nella più tradizionale liquoristica italiana, distillati di ricerca e infusioni dove erbe, profumi e spezie ti fanno sognare Amalfi, i parchi abruzzesi, e le valli siciliane.

Bond_drink

Partite con un Fine Lavoro (Biancosarti, Aperitivo Rosato Ramazzotti, liquore artigianale alla genziana, basilico fresco e marmellata di arance amare), un cocktail molto fresco, aromatico e dalla bassa gradazione alcolica per rilassarsi dopo una giornata dietro la scrivania, preparando lo stomaco e la bocca a sapori più strutturati e vigorosi.

TERRA DI MARE

Dall’Abruzzo alla costiera amalfitana il passo è breve se scegliete uno dei migliori cocktail in lista, il Terra di Mare, dove le botaniche mediterranee tipiche del Gin Mare salutano in una tarantella sfrenata il peperone giallo, il limone fresco di Amalfi e a chiudere le danze piccole gocce di olio piccante. Mi immagino in qualche strada partenopea, Vesuvio di fronte, motorini senza casco: anche questa è poesia.

islay-milano

Immancabile l’omaggio a re Campari che nell’Islay Milano indossa il kilt e suona una cornamusa che diffonde sentori di zafferano. Questo cocktail è la dimostrazione che per fare bene non si ha bisogno di stupire con effetti speciali e pozioni magiche: si usa solo il Campari lavorato con zafferano e Ardbeg che gli regala sentori di vaniglia, agrumi e cannella. W l’Italia multiculturale.

SPEAKEASY

Un passo indietro all’epoca del proibizionismo con il cocktail Speakeasy, creato da Oscar Quagliarini e accompagnato con cioccolato di modica e noci tostate: Ardbeg 10, ½ zolletta di zucchero, Galliano, Assenzio, Angostura e bitter al cioccolato. Un drink masticabile perfetto per il dopo cena.

riflesso

Bere è anche un po’ conoscersi meglio e compito del barman è accompagnare il cliente alla scoperta di ciò che più lo caratterizza. Perciò finisco la mia degustazione con un cocktail speciale perché dagli ingredienti segreti, il Riflesso, creato sulla base dei gusti personali di ogni persona che apre la mente – e il cuore – ad un esperienza alla cieca. Il drink viene servito coperto da una carta stagnola per ricordare l’idea di uno specchio e guarnito con elementi che aiutano a individuare i sentori principali di ciò che si sta per bere. Cosa c’era nel mio? Rimane un segreto tra me il barman. Perché come è scritto a chiare lettere nella drink list del Bond “Il più grande traguardo per un bartender consiste nella sua abilità nel soddisfare appieno il proprio cliente”.