La playlist per studiare di Sabotage

Il sottofondo ideale per studiare in compagnia e studiarsi a vicenda

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 13 settembre 2017
Aggiornato il 15 settembre 2017

A ogni dj e crew di serata che suonerà al Raffles Festival, l’evento open day della nuova scuola di design e moda internazionale, abbiamo chiesto di presentarsi (come si fa al primo giorno di scuola) e di selezionare 5 brani che possano accompagnarvi nello studio.
Oggi, giovedì 14 settembre, a farvi ballare ci penseranno i ragazzi di Sabotage che suoneranno il meglio dell’hip hop, da quello più old school a quello più contemporaneo. Per la playlist ringraziamo l’editor della crew Filippo Mangili che ha selezionato dei pezzi perfetti per preparare l’esame di “anatomia del prodotto”.

Sabotage

Sabotage nasce otto anni fa, il progetto verte principalmente sull’hip hop in tutte le sue forme e cerca da sempre di mantenere un equilibrio musicale tra hit intramontabili e novità del settore. Questo sforzo è testimoniato dai frequenti live e showcase di artisti internazionali e italiani (da dj del calibro di A-Trak a giovani talenti come Rkomi o Chris Wang), che caratterizzano Sabotage non solo come evento mondano, ma anche come valido palcoscenico e tappa d’obbligo per ogni emergente.

REX ORANGE COUNTY – UNTITLED

Alex ha 19 anni, viene dalle campagne inglesi e ha già fatto l’album dell’anno praticamente parlando solo di quanto ami la sua ragazza. Non riesco nemmeno lontanamente a immaginare che disco caccerà quando si lasceranno.. Comunque il pezzo scelto è la perla del progetto ed è perfetto per ogni sessione di studio che richieda un po’ di tranquillità.

FRANK OCEAN – CRACK ROCK

Il cantante credo lo conosciate tutti, il pezzo forse qualcuno in meno. Contenuto nel primo album di Frank, è una canzone molto intima che parla di un uomo (ispirato a suo nonno) dipendente dal crack. La dolcezza con cui la voce di questo artista riesce a trattare un tema così delicato è spiazzante e vi stupirà.

N.E.R.D. – PROVIDER

Unico back in the days della lista. Non tutti sanno, specie i più giovani, che Pharrell Williams faceva parte di un gruppo e che già all’epoca (si sta parlando del 2002) egli produceva hit di tutti i generi musicali. Sta di fatto che “Provider” è l’antenata delle mille canzoni “da cameretta” che puoi trovare oggi su Souncloud, ad esempio per via della scelta di strumenti veri al posto di synth o campioni, insolita per l’album di un artista che affonda le sue radici nell’hip-hop.

TRAVIS SCOTT – APPLE PIE

Outro di Rodeo, questo pezzo sta a Travis come le colonne d’Ercole stavano a Colombo: un punto di non ritorno. LaFlame ci fa capire chiaramente di essere in sella al toro meccanico della fama e che non intende scendere così facilmente. La skit finale di T.I. che chiude l’album è la ciliegina sulla torta.

CALI – VENEZIA

Per concludere, un tocco d’italianità non può che giovare ai vostri studi. “La Malattia” è l’album d’esordio di Cali, membro di Unlimited Struggle che tre anni fa ha dato una scossa ai più attenti ascoltatori del rap italiano. Venezia, che vede la partecipazione di Soul David, è un viaggio nella mente dell’artista, fatto di immagini che vi rimarranno senza dubbio impresse nella mente.