La svolta architettonica di via del Guasto e Teatro Comunale

quartiere Zona Universitaria

Scritto da La Redazione il 25 ottobre 2019
Aggiornato il 12 ottobre 2020

«Via del Guasto verrà allargata e diventerà una piazza per le famiglie, i cittadini, gli studenti, i lavoratori del Teatro e dell’Ateneo. Il Teatro Comunale Bologna avrà invece una nuova facciata contemporanea ed elegante, una nuova sala prove e auditorium. La cosiddetta fabbrica del Teatro sarà liberata dagli impianti vetusti e al loro posto verrà una terrazza e un ambiente che accoglierà un caffè e una vetrata che permetterà d vedere gli artisti mentre provano».
Ad annunciarlo l’assessore alla Cultura, Matteo Lepore, una sfida da 3 milioni di euro finanziati dal Patto per Bologna metropolitana – che il Comune, in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale, Fondazione per l’Innovazione Urbana, Fondazione Rusconi e Ordine degli Architetti di Bologna, ha lanciato per acquisire la migliore proposta ideativa per il rinnovo dell’edificio del Teatro che si trova lungo via del Guasto e il contesto urbano in cui è inserito. Ad occuparsene sarà l’architetto Luigi Orioli, vincitore del concorso che si è svolto online attraverso la piattaforma dell’Ordine Architetti di Bologna e ha ricevuto 15 proposte ideative che sono state esaminate dalla Commissione giudicatrice nominata dal Comune.

Qui qualche rendering, con una prospettiva da via del Guasto.

“In particolare – si legge nel comunicato -, la proposta presentata da Luigi Orioli è stata giudicata la migliore per aver affrontato in modo adeguato i vari aspetti di un tema particolarmente complesso: la riqualificazione e la valorizzazione di un teatro monumentale in un contesto urbano storico in cui convivono tante esigenze diverse. Sono state particolarmente apprezzate la ridefinizione delle relazioni spaziali lungo via del Guasto, la creazione di un nuovo ingresso/foyer, la riorganizzazione delle funzioni e le strategie per l’efficientamento energetico”.
«Questo investimento – continua Lepore – sarà reso possibile da risorse nazionali e comunali, ma soprattutto viene da 3 anni di confronto con la popolazione che vive e attraversa la zona universitaria. Dopo il prato verde in Piazza Rossini ecco un altro segno che parla del futuro che vogliamo e che lasceremo in eredità a chi governerà la città nei prossimi anni».