Foto di Ilaria Assenza

Scritto da Valerio S. il 7 ottobre 2019
Aggiornato il 20 settembre 2019

L’estate è svanita come quel tizio a cui hai prestato 20 euro per fare benzina e che ha giurato ti avrebbe richiamato il giorno dopo? Poco importa. Ormai lo sanno tutti che le migliori vacanze, quelle per distinguersi dalla massa e dal proletariato villeggiante, si fanno in inverno.
Sì, perché quando la lancetta della vita sorpassa con disprezzo Ferragosto, sono in molti a far scattare il magico countdown in direzione della prossima meta da visitare. Ok, partire, sì ma dove? (zan zan).

Iniziamo con il classico must stagionale, il clichè per antonomasia: sua maestà la settimana bianca. Ovindoli, Cortina, St. Moritz o Courmayeur, poco cambia. L’importante sarà ritrovarsi in una baita insieme al famoso Covelli della Curva Sud, cercando di capire come si svilupperà il Capodanno di Toninho Cerezo.

Il mare d’inverno? A volte è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
Eppure da anni sta prendendo sempre più piede piede la “pazza” idea di dirigersi verso mete esotiche per dimenticare guanti e cappellini di lana in soffitta. Le destinazioni sono più o meno le solite.
Sharm El-Sheik, Seychelles, Thailandia o Maldive, la parola d’ordine sarà una sola: ostentare. Non importa se si è acquistato il biglietto aereo con gli ultimi, sudatissimi punti dell’Esselunga, oppure chiedendo ai nonni un regalo di Natale, Pasqua, compleanno e Chrismukkah 2021 congiunto. Una volta arrivati nel paradiso tropicale di turno bisognerà vivere al di sopra delle aspettative del Sultano del Brunei, tra sfarzo, lusso e filtri Instagram da 20 euro. Perché per suscitare invidia su quegli eroi rimasti a casa a combattere con l’esistenza, la foto di una birra Chang con qualche barriera corallina a fare da sfondo ormai non è più abbastanza.

Roma ad agosto non è un bel posto, cantava il Chicoria. Non ci risultano invece grandissime restrizioni sul suo conto per quanto riguarda l’inverno. Il clima mite, la messa di Natale in Vaticano, le bancarelle di Piazza Navona e Spelacchio sono solo alcuni dei benefit per chi deciderà di trascorrere qualche giorno all’ombra der Cuppolone.

Se invece sei un amante della magia del Natale e della follia dei suoi mercatini ti consigliamo quelli tipicamente nord europei di Zurigo, Strasburgo e Bruges, dove tra gluhwein, strudel e pan di zenzero potrai dare sfogo alle tue compulsioni d’acquisto più estreme senza tralasciare le gioie del picco glicemico.
Dicembre, andiamo. È tempo di migrare.