Lo spazio che ospitava Atlantide nel Cassero di Porta Santo Stefano diventerà la Casa dell’Architettura. Ad annunciarlo è stato oggi l’assessore all’Urbanistica Raffaele Laudani insieme al presidente dell’Ordine degli architetti di Bologna Marco Filippucci.
Sarà “il polmone della discussione e del confronto pubblico sulle trasformazioni urbane”, ha detto Laudani. Paradossale che questo avvenga lì dove proprio l’assenza di confronto provocò dieci anni fa uno degli sgomberi che più hanno segnato Bologna.
Grazie a una convenzione di sei anni, lo spazio, ospiterà parte degli archivi e la biblioteca dell’Ordine degli Architetti oltre ad attività culturali e di divulgazione storica, mostre dedicate a temi specifici, workshop e altre iniziative.
Subito è arrivata, ovviamente, la risposta delle attiviste di Atlantide Ovunque – Laboratorio Smascheramenti: «Che genere di città stiamo costruendo? Per le lotte froce i processi, per le lobby gli spazi sociali!»
«A 10 anni dallo sgombero – continuano -, il Cassero diventerà invece la Casa dell’architettura, dando finalmente casa ai poveri architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che notoriamente stazionavano sui marciapiedi con i loro archivi, creando polvere e degrado. Solo due mesi fa, durante il vergognoso tentativo di pinkwashing di Art City, abbiamo chiesto conto al comune della progettualità sullo spazio: nessuna risposta. Ma forse l’assessore all’urbanistica non si occupa di queste cose, non è sua competenza, così come Art City e il Mambo non sono il Comune…[…] A 10 anni dallo sgombero, dieci anni in cui lo spazio è rimasto inutilizzato, è sempre più urgente, improrogabile, la necessità di spazi queer e transfemministi, dove ricostruire legami sociali devastati dal neoliberismo, dalla gentrificazione, dalla speculazione edilizia e dall’impoverimento sociale, dove fare intercultura di genere e resistere al fascismo dilagante.»