Lo famo strano

I prodotti alcolici più assurdi in circolazione

Scritto da Martina Di Iorio il 1 maggio 2019
Aggiornato il 15 maggio 2019

Il limite è il cielo, diceva qualcuno. E ve ne accorgerete ancora di più dopo aver dato un occhio a quanto segue. Nonostante a noi piaccia rimanere sulla terra – scusate, siamo persone semplici – e non ci discostiamo da ciò che con cura, anni, tradizione, si produce negli alambicchi, distillerie, cantine del pianeta, ci piace anche divertirci e divertire. Per questo siamo andati alla ricerca, negli angoli del web e degli scaffali, dei prodotti alcolici più assurdi di sempre. Che novità, direte voi, ancora consapevoli di quelle sbronze epiche con distillati aromatizzati alla fragola, cocktail dove convivevano pacificamente insieme parole come pesca e cocco, intrugli dolci come il miele e velenosi come il Napalm. Che poi l’odore la mattina non è che sia poi così piacevole (semi cit.).

Qui però vi vogliamo sorprendere, perché sei siete rimasti al ricordo di semplici e banali aromatizzazioni artificiali (alzi la mano chi non ha mai provato la vodka alla menta, al lampone, al melone!), la situazione si è complicata. Per il principio massimalista per cui more is better, in questa selezione ce l’abbiamo messa tutta per trovare delle chicche incredibili che vi sfidiamo a provare. Non garantiamo su mal di testa, blackout cerebrali o abbuffate di Maalox.

Il versante gin è molto attivo a riguardo. D’altronde “oh tra le botaniche io ci metto quello che voglio”. E se da un lato assistiamo alla dilagazione di micro distillerie che utilizzano anche il filo d’erba dell’orto di vostro nonno, sempre più specializzate sul lato bio e organico, da un altro vediamo portare questo principio del “all you can botanics” al suo estremo. Variazione sul tema – quello naturale – per due prodotti che, fermi tutti, non hanno alcun potere psicotropo: parliamo del gin alla coca Amuerte e di quello alla canapa Cannabis gin. Il primo è distillato con le foglie di coca peruviane. Quelle che vedete nei documentari di National Geographic, che si masticano, si sputano e stai fatto tutto il giorno. Il secondo utilizza la canapa, ed è “caratterizzato da forti note di ginepro chiuse da un retrogusto di erba”. Tranquilli, nessuno dei due vi sballa, anche perché la coca una volta distillata perde il principio attivo. Il premio però va a Butcher’s Gin, il nome già è rivelatore. Leggiamo: “Un gin secco, speziato ed erbaceo, con un retrogusto unico dovuto alla carne cruda di manzo.” Carne di manzo? L’idea viene dalla macelleria premium di Anversa De Laet & Van Haver, diventata famosa e acclamata da alcuni chef Michelin per il suo manzo marinato chiamato Secreto 07. Vegetariani avvisati.

La vodka, si sa, è incolore, insapore e inodore. Mai realmente abbandonata in miscelazione proprio per questa sua estrema versatilità, nonostante l’attuale declino. Fin qui tutto bene. Poi arrivò il momento così anni 90 della vodka aromatizzata alla frutta. Via di fragola, pesca, melone, cocco, menta. Chupiti iper colorati, cocktail flambè, anche qui nessun limite. Fino ad arrivare alle modernissime espressioni alla mou (caramello in versione trasparente e alcolico imbottigliato da Magnoberta), al marshmallow per Famous Vodka e, udite udite, al bacon. Per un perfetto Bloody Mary.

Contenuto pubblicato su Grande Zero Milano - 2019-05-10