Make Lambrate Great Again

Ecco il nuovo manifesto estetico del rebranding periferico

Scritto da Giada Biaggi il 24 marzo 2021

La periferia che conta, quella che negli ultimi anni ha fatto il migliore esercizio di autoironia (o della sua compagine capitalista aka il rebranding) è sicuramente Lambrate.  Il processo di upcycle era iniziato nel lontano 2010; data in cui come in un Anschluss postmoderna dell’hype il quartiere era stata inserito tra i Design Districts di Milano – tra il triangolo di vasi sanguigni urbani confacente la zona tra via Ventura, via Massimiano e via Sbodio. E già Lambrate aveva iniziato a diventare la Tortona dal twist più hipster-meneghino; alle volte dal retrogusto nord-europeo. Fulcro del processo è stato lo Spazio Ventura, ce tra le altre ha anche ospitato la mostra protagonista di un tour internazionale A Human Adventure, curata dalla NASA e focalizzata sulla corsa allo spazio del secolo scorso.

Lo statement post-trumpiano (ma anche il romanzo post-epistolare) del quale la nostra urbe aveva bisogno. Questo e molto altro concept-merch di Make Lambrate Great Again.

Nasce durante la pandemia il movimento estetico-local di Make Lambrate Great Again. Un nome che suona di statement post-trumpiano (ma che ha anche delle sinestesie con un che di romanzo post-epistolare/on-the-road) del quale la nostra urbe aveva bisogno. Dalle cartoline di tondelliana memoria che ricalcano l’estetica dei ben più famosi saluti dalle riviere dell’italico stivale fino ai cappellini dei repubblicani statunitensi che furono. Tra le ultime collabo le tees uwilldie x Make Lambrate Great Again. Dopo le sciarpe di Burro Studio e il merch del Beltrade; la moda meneghina continua a “smisurarsi” con il quartiere.