Mi Ami, ma quanto Mi Manchi?

Manuale per restare vivi: il festival riprogramma l'appuntamento da maggio a settembre e annuncia una nuova rassegna itinerante a Milano

Scritto da Chiara Colli il 10 marzo 2021

Se fossimo in una serie TV, sarebbe ormai il caso di dire che «l’unico tra noi che sta facendo uno sforzo per evitare che io ti meni sono sempre io». Metafore a parte, con tutta la buona volontà e l’ironia che possiamo (continuare a) metterci, l’unica evidenza è che dopo un anno di emergenza sanitaria ed economica il settore degli eventi dal vivo resta il più martoriato in assoluto non solo dalla pandemia ma pure (e forse soprattutto) dalla mancanza di un piano concreto per uscire dalla situazione attuale e sistematizzare i vaccini. In questo senso, il cuore più resistente dei lavoratori dello spettacolo – evidentemente fanalino di coda nelle priorità della politica italiana – invece di guidare una rivolta sociale magari scomposta e rabbiosa sta provando a resistere, non solo rispettando le regole ma anche proponendo alternative, reinventandosi, per tenere in vita se stesso ma soprattutto per non disperdere il legame col proprio pubblico sempre più indebolito dalle circostanze e dalle inadempienze della politica.

Tra le varie realtà della penisola che in questo anno si sono sbattute per non silenziare completamente la musica anche dal vivo c’è sicuramente MI AMI, insieme alla sua prima casa ovvero il Circolo Magnolia: non solo per aver realizzato alcuni dei pochissimi concerti che hanno ravvivato Milano la scorsa estate con la rassegna Cuori Impavidi, ma anche per il tipo di messaggio – di speranza ma sempre concreto – lanciato puntualmente dai propri canali e in occasione di questi appuntamenti. Come un film già visto, oggi MI AMI si trova costretto ad annunciare lo slittamento del festival a settembre (i biglietti acquistati per maggio restano validi) ma anche l’arrivo di una rassegna itinerante puntualmente intitolata MI MANCHI. Un gesto che oltre che di responsabilità e moderato ottimismo, a nostro avviso significa anche dire “Ci siamo, non stiamo con le mani in mano, abbiamo una responsabilità e siamo pronti a concretizzarla nel rispetto delle regole”.

Per ora, quindi, MI AMI Festival slitta dal weekend 28-30 maggio a quello del 17-19 settembre, e se lo spostamento vi sembra poco realistico, la visione del festival è opportunamente chiarita dalle parole degli organizzatori. «La sedicesima edizione del MI AMI Festival è rinviata al 17-18-19 settembre 2021. Il persistere delle criticità della situazione epidemiologica, le evidenti difficoltà del piano vaccinale e la mancanza di un disegno istituzionale adeguato alle esigenze del settore culturale e musicale ci impongono questa scelta. Il tentativo – duole ammettere ormai disperato – è quello di provare a fare il festival a settembre: nei modi e nei numeri che ci verrà detto essere adeguati, al fine di tutelare la sicurezza e la salute degli spettatori. Con la speranza che vaccini, bella stagione e una rinnovata apertura alle attività culturali e ricreative ci permetta di operare in maniera sostenibile».

L’assenza del festival diventa così una presenza innovativa, che conferma e sottolinea la mission di supporto e condivisione della musica italiana che è da sempre il cuore pulsante del festival

Ma il segnale più coraggioso è certamente quello che annuncia una rassegna itinerante cittadina, da aprile a settembre, per continuare a restare vivi e far circolare suoni e idee, mettendo al centro la musica live con una diffusione in forma ibrida fra concerti in presenza (se possibili) e live streaming, da aprile a settembre 2021. «Giocando con la cancellazione e l’assenza», specificano gli organizzatori, «MI MANCHI vuole colmare il vuoto lasciato dal MI AMI Festival – impossibile da realizzarsi a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria – con una serie di eventi creativi e innovativi, dislocati in diverse location importanti della città. L’assenza del festival diventa così una presenza innovativa, che conferma e sottolinea la mission di supporto e condivisione della musica italiana che è da sempre il cuore pulsante del festival». Il primo evento di MI MANCHI verrà annunciato a breve, con l’auspicio di tornare a vivere e ad ascoltare musica dal vivo quanto prima. Nel frattempo «resistiamo e prendiamoci cura gli uni degli altri. Con umanità e amore. E che settembre ci porti una strana felicità».