I migliori teatri di ricerca di Milano

Per scegliere un palco invece della solita pizza

Scritto da Francesca Rigato il 30 novembre 2021

Teatro i. Ph. Lorenza Daverio

Quando passeggiate per una città, che sia la vostra o una sconosciuta, cosa cercate? Qual è la prima cosa che segnate su una cartina? Cosa vi attira? Cercate sempre la stessa cosa o per ogni città avete un obiettivo diverso? Io cerco quasi sempre i teatri! Teatri di tutti i tipi, da quelli più famosi oggi a quelli scomparsi o trasformati in altro. Ogni città ha una storia di teatri scomparsi.
Per esempio, a Milano, dentro l’edificio che ospita la Borsa in Piazza affari, ci sono i resti di un teatro romano. Oppure a Roma, il Teatro Drammatico Nazionale inaugurato nel 1886, oggi è la sede del Servizio Ispettorato e Sicurezza di Roma. Per non parlare di quei teatri che oggi sono cinema o di alcune piazze italiane costruite come quinte teatrali – la più famosa di tutte Piazza Sant’Ignazio a Roma. Insomma, il teatro è ovunque: nelle banche, nelle discoteche, nei sotterranei delle città.
Soffermiamoci su Milano. Quanti teatri ci sono a Milano? Quanti teatri c’erano? È quasi impossibile dare dei numeri precisi perché ovviamente durante i secoli i numeri sono cambiati e ancora oggi cambiano in continuazione. Si possono contare all’incirca più di cinquanta teatri nell’area milanese senza considerare la zona provinciale. Quanti sono però 50 teatri in una città come Milano?
Considerato che le pizzerie a Milano sono più di 9000, i ristoranti giapponesi sono più di 400 – i nostri 50 teatri, ora, non sembrano più così tanti. In media c’è un teatro ogni 8 ristoranti giapponesi e uno ogni 180 pizzerie. Questa riflessione numerica lascia sicuramente il tempo che trova, starà a significare che il bisogno di mangiare è più necessario della cultura teatrale? O che per ogni 180 serate in pizzeria è d’obbligo una a teatro? O forse si è più propensi ad andare in un ristorante che a teatro perché l’informazione è più facile? Domande aperte ovviamente a cui io non posso dare risposta. Posso però cercare di dare quelle informazioni mancanti su alcuni teatri milanesi che, all’ombra delle grandi istituzioni, spesso vengono dimenticati.

 

Ho selezionato quattro teatri e spazi di ricerca che ritengo interessanti per la storia che hanno, il programma che presentano e i festival che ospitano.
Innanzi tutto cerchiamo di definire cos’è un teatro di ricerca, in sintesi direi che è un tipo di teatro che non si ferma, che va oltre, oltre il significato, oltre lo spazio, oltre l’attore, un teatro che cerca sempre un significato nuovo o che, seppur portando un concetto “antico”, riesce a mostrarlo sotto una luce diversa. Ogni volta che vado a teatro mi piace uscire diversa da come ci sono entrata – è a quel punto che secondo me il teatro vince.
Il primo teatro che desidero segnalare è il Teatro i, piccolo, tutto nero, con le sedie azzurro acqua, la biglietteria in un garage e la porta d’ingresso vicino a quella di una chiesa. È un teatro che volge lo sguardo alle nuove drammaturgie e ai testi del ‘900, rileggendoli in una chiave contemporanea molto interessante.

Il secondo è il Teatro Litta inserito nella grande casa di MTM (Manifatture Teatrali Milanesi). Oltre a proporre le giovani novità della scena contemporanea, è attento ad una riflessione sull’oggi e sul teatro e, soprattutto, sul suo ruolo in una città come Milano. Ospita ormai da qualche anno il festival HORS, House Of The Rising Sun, che pone l’attenzione sul concetto di generazione e interroga pubblico e addetti ai lavori sul teatro indipendente.

Il terzo luogo che vorrei menzionare in questa breve lista, è la ZONA K. Uno spazio internazionale che apre Milano al mondo, alle nuove tecnologie e che volge lo sguardo altrove in cerca di nuovi modi di fare teatro. Una dimensione culturale a 360° che si basa sul territorio e sulla comunità locale per guardare oltre attraverso la ricerca-azione.

L’ultimo, e sicuramente più conosciuto, è il teatro della Triennale, che prende il nome di Teatro dell’Arte da quel famoso teatro di Mosca fondato da Stanislavskij e Dančenko. La programmazione affidata a Umberto Angelini porta sulla scena una selezione innovativa, volta al panorama contemporaneo e al teatro sperimentale. Da menzionare e segnare sul calendario è FOG il festival delle arti performative che apre a nuovi mondi teatrali e non solo.

Queste quattro realtà sono tutte accomunate da un unico desiderio, portare il teatro di oggi in sala e non solo, portarlo direttamente al pubblico, nelle case della gente. Il teatro è il modo più antico di raccontare storie e l’uomo ha sempre avuto e sempre avrà bisogno di questo. Queste realtà vi danno la possibilità di esaudire questo bisogno. Perciò “Hasta el teatro siempre