Scritto da Martina Di Iorio il 17 maggio 2018
Aggiornato il 24 maggio 2019

Milano Coast to Coast è il racconto di come viviamo la città con uno spirito on the road. Insieme a Quba Sbagliato vi portiamo in giro per la città, quasi fosse un coast to coast urbano che geograficamente taglia la città in quattro itinerari diversi. Immaginate Milano attraversata da quattro diagonali che vi portano da un capo al suo estremo, alla scoperta di posti che vi faranno scoprire una Milano diversa, più vicina alla gente, alla portata di tutti e molto street.

Questa volta vi portiamo da nord-est a sud-ovest: si parte da NOLO, dove la gentrificazione a nord di Loreto ha ridisegnato i confini di questa zona sempre più hipster, si arriva a Lorenteggio, proletario e multietnico.

Non c’è modo migliore per scoprire una città se non mettendosi in cammino. Un cammino che grazie a questo itinerario vi porta a scoprire luoghi di Milano ancora molto connessi con la gente, non solo di bella facciata, veri e da scoprire con una lentezza che ogni tanto dimentichiamo. Qui si parla di quartiere, street life e autenticità.

Via Popoli Uniti, 11

Spazio Alcova: in un’ex fabbrica di panettoni nasce, con il Salone 2018, uno spazio che riunisce alcune delle menti più creative di Milano. Uno spazio multifunzionale, sicuramente molto roots, che non rinuncia al suo spirito più industrial. Una serie di stanze che si susseguono, un contenitore di idee e di progetti che nasce nel cuore del nuovo quartiere di NO.LO.

Via Melzo, 11

Bar Picchio: la rivincita del bar di quartiere. Ci trovi dentro chiunque: gli affezionati, i curiosi, gli studenti, i vecchietti, i professionisti. I suoi aperitivi sono a prezzi stracciati, accompagnati da piatti belli unti e fatti in casa (a proposito: passate per un pranzetto casalingo) e un’ambientazione vecchia Milano che di più non si può. Guardate il pavimento di ceramica color azzurro piscina, il biliardo in cui ci si giocava l’onore quando via Melzo era malfamata (ora invece fa da tavolo rassegna stampa), il telefono pubblico, le insegne di superalcolici, e ancora tabacchi, sali, lotto, totocalcio e bottiglie.

Bastioni di Porta Venezia, 2

Tropical Island: tutti chiamano affettuosamente “Ciringay”. Il chiringuito che si trova lungo la cosidetta Ai tavoli c’è sempre tanta gente che cerca di rilassarsi, rimorchiare, conoscersi. Alle spalle il parco di Indro Montanelli, davanti i Bastioni di Porta Venezia, il Tropical Island è il luogo dove si passa per bere e non si sa mai come va a finire. Colorato, o meglio arcobaleno, un luogo vero a Milano.

Via Vincenzo Monti, 26

Sugar: di fronte al Parco Robert Baden Powell, lo Sugar è un mondo a parte. Infatti la gente è sempre quella che ha voglia di divertirsi e passare una bella serata all’aperto tra musica potabile e drink onesti e belli carichi. Al secondo scatta l’hamburger: scordatevi le fighetterie gourmet di cui si è riempita la città, qui è tutto sostanza per fortuna: 200 grammi di carne di manzo, doppio formaggio, bacon, cipolla caramellata, insalata, pomodoro, maionese, ketchup. Se vi sentite soli nell’estate milanese, allo Sugar avete l’opportunità di essere “travolti da un insolito destino nel grigio deserto di agosto”.

Via Angelo Fumagalli, 1

Germi: la forma è quella di una piccola libreria tematica, la sostanza quella di un potenzialmente grande laboratorio/incubatore culturale. Germi nasce dall’idea di Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo ed è una nuova realtà di “contaminazione”: musica, fumetto, workshop, incontri con autori e musicisti, corsi di scrittura, il tutto filtrato dalla letteratura.

Via Lorenteggio, 177

Mercato Comunale di Lorenteggio: a Lorenteggio si veniva a mangiare dentro il mercato prima che mangiare dentro i mercati fosse figo e di moda. Dentro ci trovate uomini e donne che al lavoro – quello vero e fisico – danno del tu e le mani se le sporcano sul serio. Macellerie, – qui trovate la famosa Macelleria Equina da Vito, una vera bomba – panifici, pastifici, storie di quartiere e di vita vissuta. Un posto dove trascorrere il pranzo della domenica e dimenticare il brunch.