Milano secondo Coma_Cose

Una mappatura geografico-emozionale, una guida 'personale' alla città protagonista delle loro canzoni attraverso cinque luoghi importanti (dentro e fuori la musica) scelti da Fausto Lama e California

Foto di Melania Andronic

Scritto da La Redazione il 2 aprile 2019

Non solo “Beach Boys disorti”, “Diventiamo tutti rossi come King Krule”, “Anima Latina” di Lucio Battisti – e la lista sarebbe ancora parecchio lunga. Se musicalmente i Coma_Cosa sono un “crossover” di suoni e orizzonti tra contemporaneo e vintage – hip hop, elettronica, nostalgia cantautorale e digressioni pop – pure nei testi di intrecci, connessioni e giochi di parole (spesso da far gongolare gli hater) ce ne sono a palate. A partire dai primi singoli e dall’EP “Inverno ticinese” fino a esplodere nell’esordio lungo “Hype Aura”, non sono mancati riferimenti ad artisti e band importanti (“Guccini è il nostro rapper preferito”, raccontano in un’intervista). Ma soprattutto non sono mancati gli orizzonti della loro Milano, dove vivono da dieci anni, dove si sono conosciuti quando Fausto lavorava come commesso in un negozio di Porta Ticinese, e che raccontano – e forse anche qui sta la loro forza – dal punto di vista (ampiamente condiviso) di chi in questa città si è trasferito – lui è della provincia di Brescia, lei di Pordenone -, dal “turista” più o meno “provinciale”.

Dalla Darsena alla Scighera, dai Navigli a Cadorna e poi fino in Centrale (passando per “mai una” Gioia), “Hype Aura” è (anche) una mappa sentimentale e geografica di Milano. In vista del loro tour, dove ci aspettiamo che tengano il palco ancora meglio di come hanno fatto nelle date precedenti, abbiamo chiesto a Fausto “Lama” Zanardelli e Francesca Mesiano, detta California, di raccontarci la loro Milano attraverso cinque luoghi speciali a cui sono affezionati, associando a ognuno di essi una canzone. La città dove anche se non c’è il mare restiamo (quasi tutti) squali.

BAR TABACCHI DARSENA – Giorgio Gaber, “La ballata del Cerrutti”

È il bar dove iniziare o chiudere la serata, in mezzo a tutti i locali acchittati della movida, resta un posto incontaminato dove Peppuccio, il propietario, ti fa sempre sentire come a casa tua.

CORSO DI PORTA TICINESE – Oasis, “(What’s the Story?) Morning Glory”

È la via dello shopping un po’ “alternative” di Milano dove ci siamo conosciuti e lavoravamo come commessi, a un passo dalle Colonne dove in pausa pranzo si andava spesso a mangiarsi un panino o un’insalata sui “pietroni”.

PAOLO SARPI – Gorillaz, “Honk Kong”

AKA La Chinatown milanese, è una zona che abbiamo frequentato mentre scrivevamo il disco, molto diversa dal resto della città e quindi con un fascino tutto suo, tra mille negozietti e street food tipici a due passi dal centro ti catapulta in un mondo parallelo.

LUCKY SEVEN – Kendrick Lamar, “Alright”

In zona Ripamonti c’è questo ristorante All You Can Eat Srilankese che spacca tutto. La sala è incredibile, sembra una palestra vintage e il personale sempre impeccabile lo rendono un posto unico.

Mercato di Piazzale Cuoco – Naughty By Nature, “O.P.P.”

Una delle cose che ci piace fare maggiormente è passeggiare e la domenica giriamo per mercati e mercatini. Uno degno di nota è quello di Piazzale Cuoco, un vero mercato delle pulci dove se si cerca bene si possono trovare oggetti e vestiti incredibili.