Vivere la notte da vero Music Meister

Save The Night: Jägermusic Lab 2021 l'edizione milanese e i suoi 5 finalisti

Scritto da EZT il 14 dicembre 2021
Aggiornato il 16 dicembre 2021

La notte è morta. Lunga vita alla notte. Lo sappiamo: vi fa male pensare al contesto pandemico della notte come alla Rivoluzione Francese. Eppure per tanti le sensazioni sono queste, e il tentativo è quello di salvare la notte, o quantomeno di assicurarle una degna progenie. È così che lo Jägermusic Lab 2021 torna: al grido di “Save The Night!” e rilanciando una corsa di giovani talenti mescolando arte e musica e dando spazio a chi la nightlife la vuole viva: producer, dj e quindi in automatico anche i clubber. Tutto viene raccontato anche in una docu-serie in cui troviamo i partecipanti, i tutor special guest e i ReLoud, fondatori e maestri questa esperienza musicale.

Eccoci allora a Milano, per la prima volta sede dello Jägermusic Lab. Dopo una lunga selezione di venti artisti che meglio rispecchiano l’aura del Meister, la finale di cinque artisti e infine l’unico e inimitabile Music Meister 2021. Qui li abbiamo intervistati tutti e cinque, facendo a tutti le stesse domane ma non perché siamo monotoni; piuttosto perché in quelle domande si cela lo spirito della Notte che anche qui da ZERO portiamo avanti con ostinatezza. Viva, viva la notte nuda.

ASTRALITY

L’artista romano Astrality (Daniele Cataneo) ha esordito nella scena musicale internazionale accumulando oltre 10 milioni di ascolti nel giro di qualche mese, un’impresa non di poco conto per un progetto emergente datato 2020. Ha inoltre collaborato con istituzioni del calibro di Benny Benassi, Sophie and the Giants e Dardust per il singolo Golden Nights, rilasciato da Universal Music, stabilmente nella Top 5 dei brani più passati in radio in Italia.

COS’È E QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA NOTTE?
Diciamo che già partendo da una breve analisi del mio nome d’arte, il collegamento con la notte appare subito molto evidente (e qui cito Treccani: “dal lat. astrum, gr. ἄστρον, è il nome generico con cui si indica comunemente qualsiasi oggetto luminoso della sfera celeste”). La scelta dell’alias non è casuale, ma è un tributo a tutto ciò che riguarda il cosmos e questa influenza si può scorgere nelle atmosfere evocate dalla musica che scrivo. Come diceva qualcuno molto più saggio di me “E mi piace la notte ascoltare le stelle…”.

COME VIVI O HAI VISSUTO LA NOTTE NELLA TUA CITTÀ E NON SOLO ?
È proprio grazie alla Night Life romana che mi sono avvicinato alla musica elettronica, inizialmente come avventore di club, e poi come DJ. Fra il 2010 e il 2014 ho messo dischi al Brancaleone, alla Saponeria, al Big Bang e via dicendo, finché non sono passato allo step successivo e ho iniziato ad avvicinarmi alla produzione (avendo comunque alle spalle già una decina di anni di studio al pianoforte).

COME TI IMMAGINI LA NOTTE DEL FUTURO?
In due parole: senza mascherine. Scherzi a parte, mi piacerebbe veder fiorire ancora di più la cultura della musica elettronica, soprattutto qui in centro Italia. Realisticamente non credo si possa arrivare ai livelli di alcune capitali Europee come Amsterdam o Londra, ma ho comunque intenzione di provare a costruire qualcosa in futuro.

QUAL È LA COSA PIÙ BELLA DELLA NOTTE?
Sicuramente l’atmosfera, in senso figurato. La tranquillità, il senso di sospensione, insomma, l’insieme di sentimenti e reazioni che la notte suscita; che poi, come già detto, è proprio il mood che inseguo ogni volta che scrivo un brano.

TOKYO PROJECT

Giulio Tosi, alias Tokyo Project, è un artista romano di 22 anni, ma le maschere che compongono la sua produzione artistica sono parecchie. Storie, sensazioni, paesaggi e racconti vengono filtrati da sonorità che riformulano volti e visi, disegnano maschere. Da influenze del panorama EDM al pop e alla cinematica fino a un sound futuristico, Tokyo Project s’è accaparrato milioni di streams su tutte le più importanti piattaforme. L’ultimo disco, “Parasite” (2021), consolida le fondamenta Dark Pop/Alternative Pop. Lo trovate quasi sicuramente in rotazione fissa su diverse radio, tra cui BR PULS Germania.

COS’È E QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA NOTTE?
Per me la notte è tante cose , anche nel corso della mia vita e del mio percorso artistico è stata fondamentale… infatti durante gli anni del liceo mi capitava di mettermi a scrivere musica di notte, quando la citta dorme è sempre stato per me motivo di grande ispirazione ma soprattutto anche il momento in cui mi sentivo più libero. Poi oltre a questo la notte per me è sempre stata stimolante, potevo vivere la vera vita notturna e andare a divertirmi nei club oppure potevo uscire e camminare osservando le luci di Roma alla ricerca di una comprensione che ho sempre trovato nelle luci notturne di città, anche solo per cercare di superare momenti difficili della vita e cercare di trovarne delle risposte, e infatti proprio sulla base di queste molteplici sfaccettature le “maschere” che può avere la notte sono veramente tante e ognuno indossa quella che lo rappresenta in quella notte.

COME VIVI O HAI VISSUTO LA NOTTE NELLA TUA CITTÀ E NON SOLO ?
A Roma di notte soprattutto prima dell’emergenza Covid, mi piaceva andare in club con amici, organizzarsi anche per piccole cose insieme, sentire musica, ballare, d’estate spesso capita che andiamo al mare di notte, ma per me fondamentale è sempre stato il momento creativo e di riflessione che mi ha sempre dato la notte con passeggiate accompagnate dalle luci della città, oppure nel momento in cui mi mettevo ad ascoltare o fare musica.

COME TI IMMAGINI LA NOTTE DEL FUTURO?
Come prima cosa mi immagino e spero che in un futuro non lontano tutto possa ritornare come un tempo, con le libertà di una volta… e avere anche la possibilità di viaggiare e raccontare in più città qual è la sensazione notturna che mi provoca.

QUAL È LA COSA PIÙ BELLA DELLA NOTTE?
Sicuramente la cosa più bella della notte almeno per me è l’intimità che ho con me stesso, perché è vero posso andare a ballare, a divertirmi con gli amici, ma quando poi torno a casa e mi sdraio a letto o mi siedo davanti al mio pc la prima cosa che noto è che in quel momento sono io con me stesso immerso nel silenzio della citta che dorme, o nella compagnia della città che si anima, esperienza che tra le altre cose mi ha accompagnato durante il Lab. infatti vivendo in una zona di periferia di Roma la notte per me è sempre stata immergermi nel silenzio della citta quando mi sdraiavo a letto o davanti al mio pc, ma per la prima volta nell’hotel di Milano durante il Lab mi sono sdraiato sul letto con il pc sulle gambe e continuavo a lavorare al brano, con la compagnia della città.

KATNADA 

Katnada è una DJ, producer e cantante. Dalla composizione per pianoforte a 16 anni il percorso si fa nei pattern techno groovy e melodici, tutto accompagnato dalla fascinazione per la storia della filosofia alla base della musica techno. Entrata a far parte della famiglia This is Not – punto di riferimento della scena elettronica underground italiana – ne diventa resident DJ e pubblica il suo EP “Awakening” sull’omonima etichetta. Le tracce dell’EP combinano synth melodici e pad etereali con bassline incisive e pattern ritmici.

COS’È E QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA NOTTE?
La notte è un momento in cui si fa buio fuori, ma si accende qualcosa dentro di noi; esorta all’introspezione, a guardarsi dentro. Ed è guardandosi dentro e conoscendo meglio sé stessi che si sviluppa la capacità di creare connessioni con le persone che ci circondano, perché in fondo non siamo così diversi gli uni dagli altri. In studio, fin dalle prime creazioni musicali, la notte è sempre stato il momento in cui ho trovato maggiore ispirazione, come se la parte più nascosta di me potesse emergere meglio.

COME VIVI O HAI VISSUTO LA NOTTE NELLA TUA CITTÀ E NON SOLO ?
Dal This is Not (evento in cui sono resident nella mia città), a Berlino, Amsterdam, Ibiza o ovunque abbia viaggiato in Europa, ho sempre vissuto la notte come un momento di connessione attraverso la musica: quando ci si riunisce tutti insieme in un club, festival o in qualsiasi tipo di evento, ascoltando musica e ballando insieme si percepisce quanto la musica ci unisca e favorisca l’emergere di emozioni intense e la creazione di ricordi che ci portiamo nel cuore per tutta la vita.

COME TI IMMAGINI LA NOTTE DEL FUTURO?
Il lungo periodo di isolamento ci ha fatto capire che la notte, come l’abbiamo sempre vissuta, non è più scontata. È emersa ancora di più l’importanza che la notte ricopriva nelle nostre vite, in quanto ha il potere di unirci, di generare emozioni intense e condivise. La tecnologia ha un notevole impatto sul modo in cui viviamo e percepiamo gli eventi, offre la possibilità agli organizzatori di produrre eventi migliori portando più strumenti sul tavolo che possono rivoluzionare la notte nel futuro. Durante l’epidemia abbiamo visto nascere party e club virtuali come soluzione temporanea per salvare la notte. Anche se in quel momento poteva essere una buona idea (l’unica forse), personalmente preferisco vedere la notte del futuro più evoluta tecnologicamente, ma come un momento di condivisione reale.

QUAL È LA COSA PIÙ BELLA DELLA NOTTE?
La magia che si crea, l’emergere dei nostri lati più nascosti, l’intensità delle emozioni. Ballare lasciandosi andare fino all’alba e permettendo alla musica di guidare le emozioni che proviamo. Le connessioni che si creano con persone che fino a pochi istanti prima erano sconosciute.

FIVEQUESTIONMARKS

Marta aka Fivequestionmarks nasce a Roma nei primi anni ’90, cresce con la passione per il rock, il punk e la musica elettronica. Se all’inizio i suoi set sono pregni di sonorità industrial e ebm su base techno, col tempo il suono s’evolve in piani ibridi che mescolano l’elettronica più dancefloor con citazioni mainstream e flash di escursioni su pattern ritmici più colti. Tra i tre vincitori del bando SIAE “Push” 2020 entra un anno dopo nella scuderia della ricercata etichetta Festina Lente rilasciando la sua prima traccia “1⁄4” all’interno della compilation “Tempus Fugit”. Nel frattempo porta avanti un progetto punk/electro clash Produkkt e collabora come sound designer con l’artista contemporaneo Borondo.

COS’È E QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA NOTTE?
La notte è quel momento della giornata in cui la mia parte razionale ed emotiva si incontrano ed io provo a capire me stessa. La vita notturna è stata fondamentale negli anni per la mia crescita personale e professionale: è proprio di notte infatti, spesso sul dancefloor, che ho incontrato i miei amici più cari; è di notte che sono nati i progetti fondamentali per la mia crescita lavorativa; è di notte che ho perso e ritrovato me stessa, incontrando le mie ambizioni ed insicurezze. È una parte fondamentale nelle mie giornate. C’è sempre un momento in cui mi ritrovo di notte a pensare nel silenzio, alcune volte entro in lunghe riflessioni, altre volte risolvo enigmi che nel giorno sarebbero indistricabili.

COME VIVI O HAI VISSUTO LA NOTTE NELLA TUA CITTÀ E NON SOLO ?
Da adolescente le ore notturne erano sinonimo di studio o insonnia, poi crescendo ho scoperto la musica elettronica, i club ed un nuovo mondo e modo di vivere la notte che mi ha catturata immediatamente. Sono stata rapita dal dancefloor, come il più ligio dei lavoratori, non c’era giovedì, venerdì o sabato in cui non mi trovassi ad ascoltare musica fino al mattino, consumando suole e suole di scarpe, timpani, emozioni. Mi piaceva tutto del club: ballavo per ore, ridevo con gente più o meno conosciuta che in quel momento era, con la musica, le strobo, il fumo, parte di un rituale quasi ancestrale. Ballavo e mi sentivo meglio, tornavo a casa e continuavo ad ascoltare la musica degli artisti scoperti la sera prima, esploravo orizzonti musicali sempre diversi e non vedevo l’ora che arrivasse un nuovo weekend per farmi trasportare altrove. Roma e Berlino sono state fondamentali per la mia formazione: club come il Goa, l’Animal Social Club, festival come l’Atonal mi hanno regalato show ed emozioni che difficilmente potrò dimenticare. Ho deciso che quella doveva essere la mia strada e così ho cominciato ad organizzare eventi nella mia città, Roma, e di questo ho fatto il mio lavoro. Nel 2017 poi è nato il mio alterego Fivequestionmarks, come dj e successivamente come producer, ed è stato un nuovo (e più maturo) modo di interpretare e vivere la musica e la notte.

COME TI IMMAGINI LA NOTTE DEL FUTURO?
Parlando di Roma mi immagino (vorrei) una notte più libera dai pregiudizi, una notte a livello delle altre capitali europee, una notte vista non come taboo o solo “movida” ma come cultura, momento per mandare in scena live act o dj set, performance ed installazioni che possano essere (come lo sono stati per me in passato) tanto scioccanti quanto formativi, che possano stimolare la curiosità e l’estro delle persone. Mi immagino una notte dinamica, con tanta gente quanta ne vedo in strada di giorno, immagino installazioni sui palazzi in grado di stravolgere l’aspetto della città. La tecnologia oggi permette di creare più facilmente sinergie tra linguaggi diversi e questo è bellissimo e fondamentale per le future interpretazioni della “notte”, soprattutto per quanto riguarda gli spazi: oggi sempre di più si può ascoltare un live di musica elettronica all’interno di musei, teatri o gallerie d’arte, il club sta uscendo sempre più dal club così come anche la musica classica si può ascoltare in contesti meno canonici. Quindi immagino un futuro sempre più fluido e contaminato.

QUAL È LA COSA PIÙ BELLA DELLA NOTTE?
La cosa più bella della notte è far emergere tutte quelle emozioni che non si possono o non si riescono ad esprimere di giorno, è la libertà di essere se stessi da soli o con gli altri.

CUCINA SONORA

Cucina Sonora inizia per gioco nel 2014, quando Pietro Spinelli comincia a spostare gli orizzonti dal pianoforte verso le DAWs e incontra Francesco Scatizzi (Toys for Kids Records). Ci vuole soltanto un anno di prove per il primo EP, con cui partono le tappe europee ed approda a Belino. Evasione, il suo primo album, anticipato dal singolo omonimo e da un remix di Francesco Farfa, viene pubblicato il 19 giugno 2017 per Toys for Kids Records. Nel 2020 firma un contratto discografico con INRI ed editoriale con Sugar Music, pubblicando a gennaio il primo singolo del ciclo “Notte”. Il 18 settembre esce il singolo “Dormiveglia”, il 28 gennaio “Onironauta” al video diretto da Bianca Pizzimenti sotto la direzione artistica di Alberto Scotti.

COS’È E QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA NOTTE?
La notte è la parte sincera del giorno, la parte senza filtri, senza trucchi, dove si può osare di più, dove ti puoi sbronzare e pensare a cose che non elaboreresti mai durante il giorno, sotto tutti gli aspetti. La notte è fondamentale, senza la notte saremmo solo delle macchine o quasi.

COME VIVI O HAI VISSUTO LA NOTTE NELLA TUA CITTÀ E NON SOLO ?
Ho vissuto la notte in quanti più modi possibili e voglio continuare a farlo perché ho sempre la sensazione che la notte rimanga sempre un terreno mai del tutto esplorato. Nella mia città natale non c’era molto da fare di notte, anzi, pressoché niente. Poi da quando mi sono trasferito a Firenze poi a Berlino e adesso a Milano ho sempre avuto nuovi stimoli che ogni volta mi sorprendono e mi spingono a volerne sempre di più. Serate, concerti, club, nuove conoscenze, nuovi sguardi, nuova musica, e soprattutto non sapere mai come tornare a casa la mattina alle 5 quando sei dalla parte opposta della città.

COME TI IMMAGINI LA NOTTE DEL FUTURO?
Non lo so, emotivamente non mi so immaginare una notte “del futuro”. Non la vedo come una cosa che si può evolvere, e questo è probabilmente il suo bello. La notte è la notte e sarà sempre così. Indipendentemente da quanti ledwall in più potremo accendere, quanto sarà più figa la serata X e tutte le cose relative al suo contenitore, il contenuto sarà sempre quello. La notte è magica dai tempi dei tempi e rimarrà sempre tale, questo è quello che conta. (spero solo che non finisca ad essere un evento streaming .-.)

QUAL È LA COSA PIÙ BELLA DELLA NOTTE?
Che tutti i sensi si evolvono. Pensate a quanto è più bello un disco ascoltato la notte, all’odore di pane appena fatto la mattina alle 4 dal panaio sotto casa, le strade che prendono tutt’altro colore. Ho sempre avuto la sensazione che in qualche modo i sensi si possano ampliare durante la notte. O forse semplicemente perché facciamo più attenzione a noi stessi senza essere costantemente triggerati da impulsi esterni fastidiosi come rispondere alle mail, guardare le notifiche Instagram, rispondere a Whatsapp, fare le stories, insomma la vita normale della parte illuminata del giorno.