Polifonic Festival: #HearTheGround, anche l’arte vuole la sua parte

A fare da scenografia al Festival anche una mostra di nuovi talenti nostrani che con le loro opere invadono diversi spazi della masseria

Foto di Gianluigi Gargaro

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 28 giugno 2017
Aggiornato il 19 luglio 2017

A completare il ricco palinsesto di Polifonic non poteva mancare una parentesi artistica, legata non all’arte musicale, ma a quella più generale dalla componente multidisciplinare, che comporta l’uso di diversi materiali e dispositivi e che sia multisensoriale.

In un universo moltiplicato elettronicamente, tutto ciò che è sensazione, percezione, realtà, si perde. Il diabolico digitale invade le piazze e una bella foto non ha più alcun senso, se non quello estetico.
Che fine hanno fatto i nostri sensi? Polifonic è il luogo dove lo riscopriremo, tramite un percorso sensoriale e percettivo, fatto di carta, di canapa, di cose da toccare, annusare, dove il “sentire” è espressione totale, perché si sente con gli occhi, si vede con la bocca, si può gustare con le mani…

L’arte si racconta attraverso i 5 sensi. Un mondo complesso, dai mille volti, sfaccettato. Un universo caleidoscopico che coinvolge i 5 sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.

Polifonic mette al centro del proprio festival l’arte nelle sue molteplici declinazioni: fotografia, scultura, video, installazioni, musica e performance.

Le mostre, presenti per tutta la durata del festival, coinvolgeranno così il visitatore facendogli vivere un’esperienza di ritorno alle origini della comprensione dei sensi e quindi di se stessi.

Questo è il manifesto della sezione ARTE di Polifonic e, come abbiamo fatto con la parte musicale, vi sveliamo chi saranno gli artefici di questo percorso sensoriale che viaggerà parallelamente ai dj e ai live set.

Alessia Amendola Gonzalez

Nata a Milano nel 1990, é un artista italo-messicana che parla di sentimenti interpersonali e macro-societari attraverso le sue immagini. Dopo aver studiato musica, danza, disegno, aver girato video ed esseri laureata in Graphic Design sceglie la fotografia per tradurre le proprie immagini mentali in cose tangibili. Oggi lavora per Toilet Paper (progetto editoriale dell’artista Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari) e in contemporanea porta avanti i suoi progetti personali.

LICK è il suo progetto artistico che vuole tradurre in immagini provocatorie e ironiche il fenomeno che ormai accompagna questi ultimi anni: l’utilizzo del “like” sui social network. Ci sono diversi studi che parlano delle conseguenze che ha avuto questo fenomeno nelle singole persone e nell’intera società. Il “like” è utilizzato per dare o ricevere approvazione a un contenuto pubblicato, questo fenomeno ha sviluppato diverse patologie a livello psicologico. “Nelle mie opere vorrei trattare nello specifico la morbosità e il narcisismo che questo fenomeno ha scaturito. LICK è una serie di fotografie che ritraggono due persone, una intenta a leccare la guancia dell’altra. Da qui il nome “lick” modifica del termine “like”.

Angela Cioce

Nota fotografa di Bari, inizia la sua attività nell’ambito del Teatro Petruzzelli, realizzando video e libri. Le sue foto fanno parte di diverse collezioni tra cui la Fondazione Italia dell’Università di Puebla in Messico, il Fondo fotografia italiana della Pinacoteca Provinciale di Bari, l’Archivio Versace e la nave da crociera Costa Mediterranea. Ha rappresentato l’Italia alla Biennale des Photographes et Cineastes de la dance européeans di Parigi nel 2009.

Polifonic le dedicherà un’area in cui verranno esposte le sue foto che più rappresentano il panorama locale e un suo video multimediale dal titolo “A volo libero”,realizzato intorno al mondo che racconta una storia di suggestioni, inquietudini e speranza, verrà proiettato sui muri del festival.

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Bernardo Palazzo

Nato a Martina Franca, in Puglia, è un artista, designer, scultore, creatore di opere plastiche che modificano la percezione dello spazio. Progetta e realizza arredi per interni ed esterni, autoproduzioni e allestimenti scenografici. Modifica la percezione dello spazio con interventi luminosi, mettendone in evidenza le tracce del tempo sulla materia, rifacendosi agli stili del passato e rielaborando raffinate operazioni di riciclo. Natura e luce sono gli elementi che lo conquistano.

Natura e luce saranno gli elementi con cui creerà un installazione che sarà esposta all’aperto nel garden di Polifonic.

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Andrea Benedetti

Il suo progetto “In Your Headphones”, realizzato per Polifonic, è un’esposizione di 4/5 stampe su lamina sotto le quali penderanno delle cuffie che ripeteranno in loop la canzone ascoltata dai soggetti fotografati, permettendo così al pubblico di rispecchiarsi nelle emozioni dei soggetti da lui fotografati. In Your Headphones è un progetto social che ha l’obbiettivo di condividere musica attraverso un semplice ma efficace processo di coinvolgimento emotivo immortalato in immagini esclusive.
La modalità del progetto è semplice: il fotografo identifica dei personaggi ai quali chiede di scegliere un brano musicale che per qualche motivo ha delle forti connotazioni personali; viene fornita al soggetto una cuffia dalla quale ascoltano il brano scelto e in quella manciata di minuti, durante i quali la musica ha la straordinaria capacità di emozionare, gli viene scattata la foto.

In un mondo dove l’emoticon ha sostituito la scrittura e all’interno di una realtà dove l’immagine ha prevalso sulla parola, il fotografo Andrea Benedetti ha sentito la necessità di sfruttare questa dinamica per fare della fotografia un’esperienza nuova e più coinvolgente.

I portrait si svolgono all’aperto, per strada, sotto la luce del sole. Un luogo che il fotografo interpreta come un terreno “democratico”, dove la vita scorre troppo veloce per concedersi qualche minuto di emozione, ma allo stesso tempo un luogo molto florido in cui molti elementi coesistono. Proprio per questo gli scatti vengono condivisi su Instagram, specchio virtuale di un mondo che scorriamo rapido tra due pollici, nel tentativo di attirare l’attenzione sull’unicità di un’esperienza senza precedenti.

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Gianluigi Gargaro

Gianluigi è hair stylist e art director per Aldo Coppola con la passione per la fotografia e uno dei suoi migliori lavori è il photo-report che ha realizzato per il Burning Man tra il 2013 e il 2014. Queste immagini di Black Rock City, la TAZ del festival, saranno in mostra a Polifonic.

Jacques Leo

Jacques nasce a Lione nell’Ottobre del 1992. Studia al liceo Artistico di Brera a Milano e alla Saint Martins di Londra, dove frequenta corsi estivi di life painting e life drawing che fanno emergere il suo spirito creativo e spinto dall’esigenza di trovare luoghi di aggregazione culturale, crea, assieme ad Andrea Zardin, un progetto che mira a rinnovare gli spazi di una delle più prestigiose associazioni culturali italiane, il Circolo Filologico Milanese di Via Clerici.
Nei suoi lavori accosta linee geometriche a simboli alchemici, volti sintetizzati o campiture nette, dando vita a tele cariche di pathos e di significati. Ha catturato l’attenzione di Etro, che lo ha coinvolto come uno dei componenti del progetto internazionale “Circle of Poets”. Crescendo ha iniziato a sperimentare l’utilizzo di elementi naturali come contenuti materici dell’opera. Utilizzando legni, sabbie, tessuti, canape, resine, pigmenti che saranno presenti nelle opere che esporrà al festival.

Per Polifonic infatti acques Leo realizzerà un’esposizione di opere che nascono con l’intenzione di condividere i valori e le innovazioni riguardanti la canapa. La terra rossa e la canapa coltivata in Puglia da South Hemp Tecno saranno i protagonisti naturali delle opere. Grazie all’interazione con un’opera principale che verrà realizzata in fibra e canapuli, verranno distribuite al pubblico alcune componenti naturali della canapa legale sativa di futura 75. Genetica legalmente coltivabile in uso nella filiera industriale pugliese di South Hemp Tecno.

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Project Arc Foundation present: “Feel Safe”

Impegnati a proteggere e salvaguardare le specie in pericolo in qualsiasi parte del mondo, a promuovere la diversità biologica e ad educare il pubblico sulla conservazione delle specie in pericolo e dei loro habitat. L’obiettivo di Project Arc Foundation è educare il grande pubblico sull’importanza fondamentale della conservazione di creature viventi, tra cui mammiferi, uccelli, rettili, pesci e diversità biologica del nostro pianeta. Concentrati sul lavoro con esperti ambientali, scienziati e accademici in università e altre istituzioni per svolgere ricerche, relazioni, conferenze e altre attività per consentire di diffondere conoscenze e informazioni sulla necessità di azione per proteggere e preservare le specie in pericolo e le loro esigenze. Presenteranno in occasione di Polifonic l’installazione “Feel Safe” opera che rappresenta l’essenza di Project Arc.

Vi aspettiamo a Monopoli, “impara l’arte e mettila nei party” (cit.).
Compra i biglietti qui.