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Gli eventi del design sparpagliati fuori dai distretti

Scritto da Elisabetta Donati De Conti il 1 settembre 2021
Aggiornato il 2 settembre 2021

Come ogni anno, non basta avere la mappa degli eventi del fuorisalone distretto per distretto: bisogna armarsi di sneakers e/o bicicletta ed essere pronti a zigzagare per tutta Milano, anche fuori dai percorsi più battuti. Sono moltissime infatti le mostre di design sparse per la città: ci sono quelle ospitate nei luoghi solitamente più legati al mondo dell’arte o della moda – come la personale di Raquel Quevedo negli spazi di Marsèll a cura di Quei Studio, il debutto di Marcin Rusask nel nuovo spazio Ordet o la mostra da Offstage di dieci pezzi che andranno all’asta per beneficenza realizzati da Mingardo, fabbro veneto molto attento al design contemporaneo – così come gli appuntamenti storici e consolidati che però non sono nei tragitti dei distretti “ufficiali”, gli allestimenti nella galleria di Rossana Orlandi, per esempio, o le grandi installazioni di Interni nei chiostri della Statale. Insomma, sulla mappa i puntini sono tanti e tracciare la rotta ideale è sempre un’impresa – una di quelle che a dire il vero neanche uno stratega stakanovista riuscirà mai a portare a termine, ma noi ci proviamo.
Perdipiù, oltre agli eventi sparpagliati per Milano, non bisogna dimenticarsi di mantenere nel radar anche i progetti speciali che propongono le grandi istituzioni: da Triennale Milano, per chi se l’è persa finora, rimane aperta fino al 12 settembre la mostra su Enzo Mari, dal 4 al 10 c’è invece la prima esposizione italiana di Kenji Kawabata, mentre dal 4 al 12 si può visitare la mostra il Salone / la Città, che racconta il rapporto tra le due in circa sessant’anni di eventi collaterali. Ci sono poi varie iniziative per il centenario della nascita di Vico Magistretti, in Triennale ma anche alla Fondazione studio museo a lui intitolata, e una mostra temporanea dedicata al tema della sedia ha da poco inaugurato museo dell’ADI – insieme al resto dell’offerta dell’istituzione, tra altre temporanee e varie permanenti.
Quindi, imbracciamo i nostri smartphone e benediciamo google maps.

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