Una nuova collaborazione tra Edison e FAI

Partendo dalla Cavallerizza a Milano, il piano prevede l'efficientamento energetico degli edifici del FAI

Scritto da La Redazione il 24 gennaio 2019

Quando si parla dei beni culturali e della loro tutela, delle iniziative benemerite del FAI, degli eventi e delle opere preziose che ci attirano al loro interno, la mente comincia subito a visualizzare gli oggetti e le architetture, la cura dei restauri, al limite scene di film di Guadagnino popolate di esseri fortunati che si aggirano tra quelle mura. Non si pensa mai a quanto CO2 viene immesso nell’atmosfera per mantenere libri e dipinti antichi a temperatura costante, per riscaldare i visitatori dei palazzi dalle alte volte o per accendere i neon di Dan Flavin a Villa Panza (scherzo, quelli sono il meno). E men che meno si pensa a quanto possa pesare questa spesa sui bilanci della manutenzione ordinaria.

Ma un ambizioso progetto nato dalla collaborazione EDISON-FAI ha avviato un processo di efficientamento energetico senza precedenti. La prima mossa è stata uno smart audit alla Cavallerizza Ex Radetzky di Milano, situata in Via Foldi, oggi sede dell’emeroteca della Biblioteca Braidense di Milano e degli uffici FAI, che condividono una sala polivalente per eventi culturali. La soluzione più efficiente è la sostituzione della caldaia. La nuova centrale termica è costituita da 3 pompe di calore ad assorbimento da 35 kW termici ciascuna installate sulla copertura dell’edificio uffici dove già sono presenti altri impianti tecnologici e da 1 nuova caldaia a condensazione da 130 kW termici installata in sostituzione di una delle 2 caldaie esistenti nel locale caldaie. Grazie a questo intervento saranno evitate 25 tonnellate di Co2 all’anno, e i giornali della Braidense dormiranno sogni tranquilli e perfettamente climatizzati.

Il piano di efficientamento energetico dei beni FAI sta proseguendo con gli smart audit presso altri 4 beni FAI: Villa Necchi Campiglio, Villa Panza a Varese, Villa Vescovi a Padova e al Castello di Masino a Torino; percorso estendibile a tutte le dimore storiche che il Fondo ha sul territorio italiano. Si stima che con l’efficientamento di tutti i beni storici-artistici del FAI sarebbe possibile raggiungere un risparmio delle emissioni di CO2 tra le 500 e le 1.000 tonnellate all’anno.