Dali Geralle + Denny Mawella + Any Okolie

PER IL NUOVO PROGETTO DI NIKE, HOODWAVES SESSION, ABBIAMO FATTO DUE CHIACCHIERE CON I 3 GIOVINASTRI CHE CI PORTERANNO AD ALLENARE IN ZONA 5, TRA GRATOSOGLIO E PORTA TICINESE

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 13 febbraio 2017
Aggiornato il 23 marzo 2017

Dali, Denny e Any sono tre amici nati e cresciuti in zona 5, a Milano Sud, tra Gratosoglio, i navigli e ticinella e tutti e tre sono appassionati di grafica, graffiti, storie urbane e foto. Li incontriamo grazie al progetto di Nike Hoodwaves Session, che ci porta in giro per i quartieri di Milano ad allenarci. In questa tripla intervista scopriamo cosa accomuna Dali, Denny e Any, oltre al quartiere, come sviluppano le loro passioni e come si sono approcciati a questo lavoro con Nike, per cui realizzeranno una fanzine, curata da Dali e con gli scatti fotografici di Denny e Any, dove raccontano con i loro occhi la zona dove sono cresciuti.

Dali Geralle

Ciao Dali, tutto bene?
Ciao Zagor, tutto ok. Tu com’è?

Benone, grazie! Forse ci siamo incrociati a qualche eventino o festa ma non ci conosciamo bene, parlami un po’ di te. Chi sei? Quando e dove sei nato? Cosa fai nella vita?
Ti lascio un intro al volo di me: Dali, nato a Milano ’94, residente a Rozzano. Lavoro da Super, dove mi occupo di produzione nel marketing e nella comunicazione. La situa qua in ufficio è abbastanza chill, si sta bene.

Foto di Dali a lavoro in ufficio da Super
Foto di Dali a lavoro in ufficio da Super

E tralasciando il lavoro, quali sono le tue passioni che alimentano la tua quotidianità?
Ultimamente mi sono gasato dei side jobs/hobbies che vanno dalla fotografia all’illustrazione nel particolare, ma in generale penso che la mia figata preferita sia creare situazioni dove persone con belle idee si sentano coinvolte e si divertono in maniera autentica. Ora sono sotto con la storia che vorrei fare la direzione creativa di un bar ahaha!
In ogni caso, bar a parte, mi sto dando alla creazione di contenuti visivo-estetici, cercando di portare e comunicare un immaginario vicino alla maniera in cui sono cresciuto.

Tornando ai tuoi contenuti visivi ed estetici, un primo step concreto di realizzazione di questi lavori è già avvenuto con una mostra in uno spazio in via Calabiana, vero?
La mostra che ho fatto per il mio ventiduesimo compleanno (Novembre 2016) è una raccolta di frasi di Marracash, che rappresentano bene i valori e il percorso delle persone che solitamente crescono in periferia. Sembra scontato, ma a pochi chilometri di distanza dal centro si cresce in una maniera diversa e soprattutto il modo di ragionare è diverso, dagli obiettivi ai principi passando dall’arroganza, l’odio, la vendetta e la rabbia. Poi, esteticamente, le parole di Marracash veicolano perfettamente il contenuto.
L’esibizione è stata fatta in Calabiana, esattamente nella casa di uno dei miei amici più stretti, che vive in un ex negozio che ha adibito a casa e dava quindi sulla strada. Durante l’evento ho dato una zine – con le frasi scritte a mano – e ho ricoperto i muri di scritte, c’erano gli amici e le canne.

La mostra per il 22esimo compleanno di Dali
La mostra per il 22esimo compleanno di Dali
Marra era felice di questo omaggio? L’hai mai incontrato?
Non ho mai beccato Marra (non ancora) ma ero in contatto con la sua manager.

Mentre per questo progetto di Nike, Hoodwaves Session, di cosa ti stai occupando?
Per Hoodwaves io sto curando le foto all’interno delle zines distribuite mensilmente durante ogni evento legato al training in uno spazio del quartiere.
Generalmente sto cercando di raccontare le strade (in senso letterale, non figurato) di Milano unendo una bella estetica, un’idea interessante e il mood di Nike. Si tratta comunque di parlare della città in cui sono cresciuto, e che è parte di me in una percentuale piuttosto alta. Penso poi che l’idea totale di Nike in ogni caso sia più ampio. Le uscite saranno diverse e il linguaggio di ognuna cercherà di fittare al meglio la zona che rappresenta.

C’è un quartiere della città di Milano a cui sei più legato?
Ora stiamo lavorando al numero riguardo la zona 5, la zona in cui vivo (sia dove dormo sia dove passo le mie giornate): Gratosoglio/Rozzano, dove sto e sono cresciuto fino a 14 anni, e Navigli/San Gottardo, dove ho passato il mio tempo dai 14 in poi.
Quest’area è quella che io considero il mio playground e ho voluto raccontarlo e immortalarlo con due persone che conosco da più di 10 anni, Any e Denny, che adesso si presenteranno da soli. Inoltre loro hanno voluto rendere la situazione con delle vibrazioni più classic, in bianco e nero. Il quartiere qui non è più quello di 10 anni fa, non è più pericoloso, non ha più storie maledette, e secondo me questa traccia qua può dare un’idea di quello che poteva essere la situazione generale.

Qual è un brano che potrebbe descrivere questa zona di milano?

 
Oggi vivo ancora a Rozzano ma non ci sto quasi mai, il quartiere mi ha lasciato la maniera in cui mi rapporto e parlo alle persone.

Denny Mawella

Ciao Denny, tutto bene? Dicci qualcosa su di te, quando e dove sei nato? Cosa fai nella vita?
Ciao Zagor, piacere! Sono nato qui a Milano nel settembre del ’94 e da sempre ho vissuto nella parte Sud della città. Con Sud intendo proprio la zona 5, dal capolinea della M2 di Abbiategrasso in giù, per intenderci.
Ora come ora sono impegnato in più attività in realtà, da lavoro a studio. Sto per laurearmi in Graphic Design dopo un percorso triennale e da più o meno lo stesso tempo lavoro in sala in un ristorante alle porte di Milano, sempre sud ahaha!

Qual è questo ristorante? Così veniamo a scroccarti una cena!
Il ristorante è l’Erba Brusca. L’atmosfera al suo interno è unica, c’è la possibilità di stringere quel piccolo rapporto col cliente: battuta, sorriso o consiglio che sia, che rende tutto più informale e più piacevole da parte di entrambi.

denny
Come hai conosciuto Dali?
Eeeeeeeh Dali potrei raccontarti davvero tante situazioni che abbiamo passato insieme ahaha! Ci conosciamo dalla prima media, avevamo 11 anni tipo… davvero tanto tempo fa, se ci penso abbiamo passato metà della nostra vita a far cazzate.

Da quello che scopro spulciando il tuo profilo Facebook, vedo che sei appassionato di skate.
Sì, il discorso skate è un po’ particolare. Ti spiego. Già dai tempi delle scuole superiori mi sono trovato a uscire con con gente che skateava. Eravamo poco più che quattordicenni e le situazioni che si creavano mi gasavano ma non mi ci sono mai messo. Ho provato a farlo anni dopo ma con risultati scarsissimi, ho pensato che non fosse la mia storia e ho lasciato perdere ahaha! Comunque fino a ora, in un modo o nell’altro, mi sono trovato circondato da skater. Semplicemente ho deciso di fare quello che sapevo fare, ovvero le foto agli skaters e abbinare questi scatti a quelle storie.

 
Ci racconti anche cos’è il progetto Skate Muzik?
Skate Muzik di base è nato tra amici come format radiofonico indipendente legato a Fritto Fm, web radio di Milano, in cui vengono dedicate un tot di puntate riguardanti lo skate. Sta diventando qualcosa di più: ti dico la verità, ci stanno arrivando dei feedback positivi anche a livello internazionale. Sono dentro praticamente dall’inizio come fotografo.

Mi ricordo che ci eravamo trovati in una vineria poco lontana dalla zona in cui bazzichiamo di solito e durante la serata abbiamo colto l’occasione di una di quelle pause siga per scattare foto a una sfida skate tra due nostri amici. Il resto venne da se, lo stile delle mie foto si sposava bene con l’anima di Skate Muzik. Ci sono state e ci saranno collaborazioni con tanti altri fotografi e artisti in generale, ci sono dei bei progetti in ballo!

Any Okolie

Any è il tuo turno, parlaci di te.
Ciao Zagor! Anche io sono nato a Milano, il 26 dicembre 1993 e sono cresciuto a Rozzano, ai margini della zona Sud di Milano, tra i cosiddetti palazzoni.
Nella vita faccio principalmente fotografie. Da 8 anni a questa parte è ciò che più mi appaga e negli ultimi anni sto finalmente avendo modo di far valere i miei scatti in ambiti lavorativi. Mi occupo prevalentemente di reportage, l’obiettivo attuale è diventare un fotogiornalista.

AnyBe’ in bocca al lupo! E quali sono le altre tue passioni?
Ho sempre avuto un turbinio di passioni e ossessioni che ha influenzato molto il mio percorso. Sempre con l’obiettivo di fare meglio del giorno prima. In primis i graffiti, le lettere, per la precisione. Mi accompagnano sempre, non passa giorno che non mi sieda a disegnarne di nuove, di cercarne di migliori. Per anni sono andato assiduamente in skateboard, in bicicletta, ballato breakdance… insomma mi sono fatto una panoramica generale.

E l’ultima “ossessione”?
Negli ultimi anni ho iniziato a correre con un gruppo di amici e abbiamo creato Raw, un team di runner ma soprattutto di creativi che organizza feste ed eventi con il solo obiettivo di divertirsi e di conoscer nuove persone.

Come hai conosciuto Dali?
La prima volta che vidi Dali fu durante una jam a Gratosoglio, quando mi propose di andare a fare un graffito in “collabo” LOL.

Foto preview della zine sulla Zona 5
Foto preview della zine sulla Zona 5
Avete già fatto dei lavori con Dali?
Denny – Any – No! Ma conoscendoci da 10 anni ci siamo trovati subito a nostro agio nel formulare idee e svilupparle. Quando ci è stato proposto il progetto di Nike ci siamo resi conto da subito che era un modo valido per mostrare a Milano quello che abbiamo sempre visto e vissuto. E poi entrambi abbiamo fatto e facciamo sport.

Come vivete oggi il quartiere?
Denny – Any – Negli ultimi anni i nostri progetti lavorativi e non ci hanno portati fuori zona ma i rapporti con le persone sono rimasti invariati. Ancora adesso amiamo piazzare e rendere nostri dei posti apparentemente comuni.

Storie maledette e posti segreti?
Denny – Any – Quelle vere non si possono raccontare.

Qual è secondo voi un brano che potrebbe descrivere al meglio la Zona 5 di Milano?
Questo pezzo con diversi rapper capitanata dal Guè

 
Domanda per tutti e tre: oltre alla strada e al quartiere cos’è che ci accomuna?
Dali – Denny – Any –
Ciò che ci accomuna è la mentalità che deriva dal nostro percorso, che è simile. I valori e gli obiettivi sono gli stessi.

Quali sono i vostri luoghi della città preferiti?
Dali – Denny – Any –
Siamo cresciuti tutti a Milano, è la nostra città e quando eravamo piccoli l’abbiamo attraversata in lungo e in largo. Milano è piccola, ma i nostri posti preferiti per piazzare rimangono la stazione di Porta
Genova, Parco rosso e casa di Tommy. Poi sicuramente l’Erba Brusca, il baracchino di Maradona e il forno di Barona per mangiare, per fare festa il Love quando c’è il Brutto Posse e in realtà anche il Tom è figo.
Milano è unica per il suo compromesso, è una città metropolitana piena di occasioni e possibilità ma ha comunque uno spirito italiano che ti permette di stare bene con te stesso e rilassarsi.

Secondo voi cosa renderebbe Milano ancora più bella?
Dali – Denny – Any –
Secondo noi, la cosa che manca di più a Milano è il mare.