Daniele (e Manuel) di BloodBuster

Dal 1999 fra i suoi scaffali trovi il miglior cinema del mondo. Dalla B alla Z. Ma non solo. Storia di una passione sanguigna per la settima arte in tutte le sue declinazioni

Scritto da Emilio Cozzi il 29 ottobre 2015
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Daniele Magni, chi è costui? La cosa più comune sarebbe che chi scrive firmasse qui una introduzione con una panoramica del soggetto. Ma avendogli chiesto qualche ragguaglio biografico, ci affidiamo a quelli senza allungare il brodo. E il perché è semplice: al di là di cosa dica, è il come a far la differenza. Ed è un come che trabocca passione smodata.
Per cosa? Ma per le cose che contano: cinema, fumetti e tutto quel po’ po’ di roba che dai 6 – meglio, dai 14, visto il caso- ebbene, tutte quelle cose che dai 14 ai 104 anni permettono di rimaner bambini. Cioè, fanno sognare.
Detto questo, almeno si dica che Daniele e il suo socio, Manuel Cavenaghi – che per la stessa passione è intervenuto nella chiacchierata appena ha potuto -, sono i fondatori e titolari di Bloodbuster, il negozio cinerd-culto numero uno a Milano. O, in altri termini, gli scaffali su cui trovare il cinema migliore (e non solo) in città (e non solo) dal 1999, quando il negozio scelse come indirizzo via Panfilo Castaldi 21.
Comunque, lasciamo a Daniele (e Manuel) la parola, prima che scorra del sangue.

Daniele-Magni-Bloodbuster

ZERO – Daniele, chi è Daniele?
Daniele Cavenaghi – Sono uno che dopo l’artistico e un paio di anni alla Scuola del Fumetto di Milano si è persuaso di essere pronto a iniziare una carriera professionale. Incredibilmente sono riuscito a convincere anche la Xenia Edizioni, che mi ha affidato le chine di un paio di numeri di Bad Moon. Poco dopo ho scritto e disegnato una miniserie horror, Postmortem per SF Edizioni. Attorno a me si è raccolto un gruppo di disadattati che, sotto la sigla mahoney Comixxx, ha prodotto una trentina di brevi storie a fumetti pubblicate all’interno di un tabloid quindicinale e poi raccolte nei due numeri della rivista «Oltrestorie». All’inizio del nuovo secolo, contemporaneamente alla proposta della Panini di scrivere e disegnare alcuni racconti ispirati ai libri “di paura” per ragazzini, Piccoli Brividi, Manuel mi ha offerto di diventare socio di un negozio dedicato al cinema di genere….
Per Bloodbuster edizioni ho pubblicato ancora più: Cinici infami e violenti, Dizionario dei film polizieschi italiani anni ’70 (con Silvio Giobbio), Contaminations – Guida al fantacinema italiano anni ’80, Segretissimi – Guida agli spy-movie italiani anni ’60 e Cuori matti – Dizionario dei musicarelli anni ’60.

Cinici_infami_e_violenti_Daniele_Magni_Bloodbuster

Potete raccontarci la storia di BloodBuster?
Daniele – Bloodbuster nasce da una passione, che è quella per il cinema, tutto il cinema, e dalla constatazione di una mancanza: nell’anno P.C. (pre crisi) 1999 non esisteva un negozio dedicato al cinema dei generi, quello basso, commerciale e generalmente definito di serie B, che è invece stato laboratorio creativo per tanti grandi autori. In quel periodo c’era l’inizio della rivalutazione, con riviste come «Nocturno» ed etichette discografiche come Right Tempo, con un gran giro sotterraneo di collezionismo, che poi ha trovato uno sbocco nella nostra attività.

Nocturno_Cinema_Persone_Cultura

E oggi, che cos’è BloodBuster, a parte l’esempio di un’imprenditoria che riesce a resistere nel tempo?
Oggi come allora (oddio sto facendo uno spot del mulino bianco!!!) Bloodbuster è un punto di riferimento per il collezionismo cinematografico. La nostra missione è quella di tenere vivo l’amore per la settima arte, anche attraverso la nostra attività di editori e con le varie iniziative che spesso organizziamo.

Come si è evoluto il rapporto del vostro pubblico con il cinema e con voi qui a Milano? Pensate una certa passione si sia affievolita, o sia scomparsa?
L’amore per il cinema c’è sempre. È il rapporto con la sala che è purtroppo in grossa crisi. Anche perché le sale somigliano sempre più – a furia di frazionarle – al salotto di casa. L’emozione del grande schermo non è la stessa se lo schermo è mignon. Per quanto ci riguarda, ora stiamo a vedere quanto ancora durerà la fruizione del film su supporto… Probabilmente tra qualche anno il cinema sarà solo a casa on-demand. Peccato, un po’ svilente, dal nostro punto di vista. Insomma, si potrà ancora definire cinema?

Per certi versi vorrei ritenerla solo una questione terminologica. Ma di fatto tocca chiedere quali sono i film o, a questo punto, i gadget più richiesti oggi?
Il film è sempre al primo posto (e questo, in prospettiva, potrebbe essere un problema…); ma poi c’è interesse anche per tutto ciò che ruota attorno al cinema: libri, riviste, colonne sonore, action figure. L’importante è selezionare e restare lontani dalla logica dello store generalista.

Freddy_Krueger_Bloodbuster

E ditemi delle vostre pubblicazioni
Siamo fermi da un po’, per una serie di motivi fastidiosi, ma presto riprenderemo a pubblicare… Abbiamo in lavorazione cose davvero notevoli. Restate sintonizzati e tenete d’occhio il nostro sito

Halloween: impressioni a caldo
Halloween il film di John Carpenter? GRANDE! La festa? Risponderemo con una citazione “bassa”: «non siamo mica gli americani…»

Dove vanno i signori di BloodBuster a mangiare? E a bere?
Manuel – In un sacco di posti. Dalle nostre parti – porta Venezia, ndr – c’è di tutto… Per noi che abbiamo gusti rustici, la tappa obbligatoria della pausa pranzo è Pizza 40, la storica pizzeria al trancio di via Castaldi. E, se vogliamo proprio sfondarci, nella parallela via Palazzi c’è il folcloristico Da Oscar, da prendere con cautela perché l’abbiocco pomeridiano è sempre in agguato. Oppure in una delle tante trattorie eritree, come Kilimangiaro. Ma siamo entrambi di Lambrate e alla sera si va sempre volentieri dalla Pizzeria Anthony. Per una birra, invece, non c’è storia: ovviamente al Ligera, la “birreria a mano armata” che spesso ci ospita per rassegne e presentazioni.

Come immaginate BloodBuster fra 10 anni?
Tra dieci anni non riusciamo proprio a immaginare nulla. Con la progressiva scomparsa del supporto fisico chissà come (e se) potremo rinnovarci. Boh! Tenere aperto un negozio del genere significa anche fiutare che aria tira e apportare piccoli cambiamenti quasi quotidiani. Il ritorno di passione per il vinile (all’estero si comincia a rivalutare anche la VHS) lascia ben sperare. Probabilmente diventeremo un negozio di modernariato…

Doveste ricominciare tutto daccapo oggi, cosa rifareste uguale e/o cosa diverso?
Bella domanda. Riusciremmo oggi ad avere la stessa giovanile esuberanza e – soprattutto – incoscienza? Di sicuro aprire un negozio del genere in questo periodo storico sarebbe molto difficile. Comunque sì, lo rifaremmo così. È la nostra vita ed è così che ci piace.

La vostra top 5 di film culto e con un breve commento a botta
Daniele – Ma come si fa a fare una top five?!? Comunque…

Arancia meccanica e tutto Stanley Kubrick, perché è “l’autore dei generi”

Duck Soup e tutti i fratelli Marx, perché erano geniali e li adoro

1997: fuga da New York e tutto John Carpenter, perché è il regista più fumettaro della storia!!!

Conan il barbaro (il primo, quello di John Milius) perché ciò che non ti uccide ti rende più forte

Provaci ancora Sam e (quasi) tutto Woody Allen: perché sì!

e poi in ordine sparso: Sogni d’oro (sì, Nanni Moretti), A ovest di Paperino (con i Giancattivi), School of Rock, The Blues Brothers, Il primo Callaghan di Eastwood, Il grande Lebowski, Ed Wood di Tim Burton, i polizieschi di Umberto Lenzi e i postatomici di Enzo Castellari…

Manuel – Per quanto mi compete, vado di horror:

La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, perchè è uno dei pochi film che riesce a spaventarmi davvero

– la trilogia degli zombi di George A. Romero, La notte dei morti viventi, Zombi e Il giorno degli zombi: il mix perfetto di angoscia e sangue

Bad Taste di Peter Jackson: la fantasia senza freni applicata allo splatter

Nekromantik di Jorg Buttgereit, il (malsano) gioiello della scena punk berlinese degli anni 80
https://www.youtube.com/watch?v=q8iyMxTeB2Y

I tre volti della paura e La maschera del demonio, perché senza Mario Bava l’horror in Italia ce lo saremmo solo sognato

e ovviamente L’aldilà di Lucio Fulci e molti altri horror italiani sconosciuti come 5 tombe per un medium di Massimo Pupillo; ma anche Il gabinetto del dottor Caligari, Re-Animator, Maniac, Freaks, le follie del brasiliano Josè Mojica Marins e… dimenticavo Videodrome di David Cronenberg? Possibile?

Benissimo. Sotto con i 5 migliori fumetti…
Con i fumetti è più facile

Mister No su tutti. Perché è il primo antieroe della storia del fumetto italiano ed è il personaggio in cui più mi ritrovo.
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Alan Ford di Magnus&Bunker: un mito!
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Mort Cinder, per i disegni di Alberto Breccia, grande innovatore e maestro del bianco e nero
Mort-Cinder_Bloodbuster

Torpedo, storielle gangsteristiche ricche di humour con i disegni inconfondbili di Jordi Bernet
Torpedo_Bloodbuster

Hellblazer e Shade, le due serie più belle della Vertigo, linea adulta della DC comics
Hellblazer_Bloodbuster

Adesso via con i dischi
Con i dischi è più difficile che con i film… Anzi, è impossibile! Ci rinuncio.

Ottimo; e la vostra top 5 di gadget, magliette e action figure culto?
Boh?!?