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Shut up Claudia

La differenza della consapevolezza delle donne

Scritto da La Redazione il 1 ottobre 2021
Aggiornato il 4 ottobre 2021

Shut Up Claudia

Illustratrice di grande sensibilità, Shut Up Claudia – di origini portoghesi – vive a Milano ormai da tanti anni. Il suo lavoro è costellato di donne, figure femminile che vivono e occupano lo spazio. Presenti e serene. Siamo andati a capire meglio da dove arriva la consapevolezza di questo percorso.

“Secondo me dobbiamo sdrammatizzare un pò le cose brutte che ci succedono, altrimenti viviamo la vita attaccata al passato.”

Ci racconti qualcosa di te e della tua storia? Come sei arrivata all’illustrazione? Cosa vuol dire per te il tuo lavoro?

Ciao, mi chiamo Claudia in arte Shut Up Claudia e sono una freelancer Designer e Illustratrice Portoghese con base a Milano da quasi 9 anni. Quando facevo l’università di Design a Aveiro ho iniziato un blogspot con delle scansioni dei miei quaderni con delle illustrazioni del quotidiano e da li è nato il progetto Shut Up Claudia – che prima si intitolava “Cala-te Claudia” che in portoghese vuole dire stai zitta Claudia. La passione per l’illustrazione nasce proprio dagli studi che ho realizzato e per il fatto che la materia di disegno è sempre stata una constante nel mio percorso.
Per me, il lavoro che faccio è un’estensione della mia personalità, qualcosa di fondamentale, tanto che se magari sono in un momento più riflessivo, questo si trasmette ugualmente nel mio lavoro.

Hai uno stile molto accogliente, ogni tua illustrazione è una vera e propria storia. Cosa cerchi? Ci racconti qualcosa di più del tuo processo creativo?

Penso che il mio lavoro sia cambiato molto nel tempo, all’inizio avevo questa gran voglia di gridare a tutti i costi l’empowerment femminile, non che siano cambiate le mie preferenze per i diritti delle donne, ma penso che con il tempo sia diventato un pensiero più maturo e anche questa consapevolezza, in quanto donna, si è consolidata. Sento che adesso il mio messaggio sia quello di un porto sicuro per le donne.

Con le mie illustrazioni cerco di dare voce a un mondo più vissuto, più colorato, quasi naif ma allo stesso tempo con tanta ironia. Secondo me dobbiamo sdrammatizzare un pò le cose brutte che ci succedono, altrimenti viviamo la vita attaccata al passato. Per quanto riguarda il mio processo creativo passa molto per i viaggi che faccio, mi ispiro cosi tanto quando sono in giro che per me è come ricominciare da capo. Certo, negli ultimi anni è stato un po’ difficile muoversi, quindi mi sono dovuta adattare e fare dei viaggi interiori che hanno contributo tantissimo alla mia crescita creativa. Alla fine penso che il mio processo sia un riflesso della persona che sono.

 

Nell’ultimo periodo stanno cambiando tante cose: che influenza ha avuto tutto questo sulla tua ricerca e sulle donne di cui parli con i tuoi lavori?

Come ho detto prima, penso che ora siamo tutte più consapevoli di come dobbiamo essere rispettate e trattate, forse perché c’è più diffusione di informazione e, di conseguenza, ci sentiamo meno sole. Certo c’è ancora tanto lavoro da fare, ma penso che siamo sulla strada giusta. Infatti non è un caso che nel tempo le mie donne sono cresciute e hanno sviluppato questi corpi più voluminosi, che a loro volta occupando più spazio. Sembrano delle donne con teste piccole, che pensano poco, ma in realtà il messaggio che voglio trasmettere con il loro corpo, è del tutto diverso, noi siamo più forti di quello che pensiamo.

Sei stata coinvolta da Dr. Martens per un nuovo progetto per la città di Milano. Di cosa si tratta? In che modo hai scelto di lavorare?

Si, si tratta della campagna di lancio della nuova collezione Audrick di Dr. Martens appena uscita, in cui le parole chiave sono progressismo e modernità e hanno chiesto a me più altri artisti di rappresentare questo concetto insieme al territorio di Milano. Io sono una super fan di Dr. Martens e anche di Milano quindi non potevo fare altro che accettare il progetto e provare di rappresentare meglio quello che è Dr. Martens per la cultura Milanese. Quindi ho scelto, a mio avviso, uno dei posti più trend e più urbano della città di Milano: le Colonne di San Lorenzo.

 

Le strade e le visioni che ci si aprono davanti sono tante. Se dovessi usare le parole come una tua tavola, che immagine vorresti lasciarci?

Domanda interessante e difficile allo stesso tempo, forse mi immagino questa grande donna con le ali che vola sopra la città di Milano in una prospettiva un po’ strana che si vede bene lei ma allo stesso tempo la città sotto di lei, con dei tacchi a spillo e vestita super alla moda, super sexy ovviamente!! con dei capelli biondi platinum e dei occhiali con diamanti che osserva la città tranquilla e che lascia una scia di luce e stelle, lasciando solo good vibes dove passa.