Walden Milano

Zero qui: Fa la signorina viziata.

Contatti

Walden Milano Via Vetere, 14
Milano

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 09–22
  • mercoledi 09–22
  • giovedi 09–22
  • venerdi 09–22
  • sabato 09–22
  • domenica 09–22

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Simone Muzza il 25 gennaio 2018
Aggiornato il 8 febbraio 2018

Il povero Henry David Thoreau non la prenderà bene, a vedere il verde spento dei mobili bar che dovrebbero rappresentare lo spirito del suo capolavoro Walden, ovvero vita nei boschi scritto in una capanna autocostruita in due anni in mezzo alla natura selvaggissima dell’America di metà Ottocento. E anche gli amatissimi della Beat Generation, che fecero di quel testo una profezia, selvaggi in modo nuovo e diverso a un secolo di distanza da Thoreau e a mezzo secolo da noi, dubito che apprezzeranno l’atmosfera da signorine viziate e le mediocri pretese culturali di un bar sorto nell’area che negli anni Settanta faceva da glorioso sfondo ai Pirati dei Navigli di Philopat. In ultimo, che ve lo dico a fare, il fantasma di Andrea Bellini, l’eroe della Banda Bellini, che continua ad aleggiare nei dintorni di Rattazzo, lancerà maledizioni mortali su tutti i consumatori di aperitivi e cocktail raffinati di questo locale fondato da Leonardo Caffo, che, come si legge sul suo sito personale, «is one of the most exciting and innovative voices in international animal philosophy».
Tuttavia, una volta rinunciato alla pretesa di incontrare intellettuali selvaggi, indipendenti e rivoluzionari nel locale verdespento, ci si può abbandonare felicemente a un genere di felicità più triviale ma non meno meritevole, quella di mangiare e bere bene.
La bottigliera selezionata è molto attenta. Niente Campari e Aperol, ci dicono, solo etichette di nicchia e prodotti ricercati. Troverete il Gagliardo Bitter, il Liquore delle Sirene – un bitter ambrato artiginale -, il Liquore Quaglia, il Vermouth del Garazzino, che vengono mixati in cocktail che ci piacciono al primo assaggio. Anche a pranzo non ci priviamo di un Americano delle Sirene e un classico Mi.To. miscelato con Dopo Teatro Cocchi e Berto.

Convince anche la proposta gastronomica: piatti semplici, gustosi e ben presentati. Come la vellutata di fave con pomodorini, zucca e porri, i ravioli di zucca con crema al formaggio e barbabietole con gocce di olio al tartufo bianco e i crostoni con stracciatella, carciofi alla brace (che però era sott’olio) e miele. Prezzi compresi tra i 7 e i 9 € (per ora, vediamo poi).

Prendiamo un libro a caso dalla libreria che ci è di fianco: Happy Hour di Mary Miller. Storie di donne che si prendono male con altre donne. Ma ci bevono su. Tutto ha un senso, forse.