Neuhaus nasce a Bruxelles nel 1857 da un farmacista, Jean Neuhaus, che ricopriva le pillole di cioccolato per renderle più facili da mandare giù. Nel 1912 il nipote trasforma l’idea nella pralina moderna. Fine dell’aneddoto, inizio della Storia con la S maiuscola.
Oggi nella boutique milanese di via San Vittore, piccola e raccolta, questa storia si traduce in un banco pieno di praline (più di cento varianti, circa 100 euro al chilo) esposte come gioielli: gianduia glassato, nocciolina tritata, bicchierini di fondente con crema gianduia e caffè. Accanto, tavolette con frutta secca, lettere di cioccolato e confezioni regalo.
Il negozio milanese è gestito dalla stessa famiglia da trent’anni e mantiene un’impostazione ordinata, quasi da gioielleria del cacao. Materia prima controllata — l’azienda possiede anche una piantagione in Ecuador — ma qui conta soprattutto il risultato: praline precise, riconoscibili, costruite per piacere subito.
Neuhaus a Milano funziona così: classico belga, esecuzione pulita, scelta ampia. Si entra sapendo cosa si sta cercando. E lo si trova.