A Porta Romana c’è un posto con la tenda rossa che sembra un bar di quartiere degli anni ’60. Bar Paradiso è uno di quei wine bar milanesi che hanno capito perfettamente come si beve oggi in città: naturale, informale, un po’ nerd sul vino ma senza diventare una lezione.
Il progetto è di Maurizio Tentella e Saro Pomario, rispettivamente Marche e Sicilia, che hanno messo insieme una selezione di vini naturali e biologici da tutta Europa — con un occhio di riguardo per Italia e Francia — e una cucina da bancone fatta di prodotti scelti da piccoli produttori. Tradotto: piatti freddi fatti bene, salumi seri (tipo ciauscolo marchigiano), crescia di Urbino, formaggi e altre cose da condividere mentre la bottiglia scende piano.
Bar Paradiso ha capito perfettamente come si beve oggi in città: naturale, informale, un po’ nerd sul vino.

Il locale è piccolo, caldo e sempre abbastanza pieno: dehors costantemente occupato, pubblico giovane, e quella dinamica da “passo per un bicchiere e finisco a cena”. In carta ci sono centinaia di etichette, tra artigianali e Champagne, con calici che partono da circa 6 euro.
Poi c’è il dettaglio che rende il posto memorabile: il “Paradiso sotterraneo”, uno spazio nascosto accessibile da una botola dove ogni tanto succedono degustazioni e serate speciali. Un piccolo segreto sotto il bar — e già questo basta per volerlo raccontare agli amici il giorno dopo.
Milano negli ultimi anni si è riempita di wine bar, ma alcuni riescono a trovare subito la loro identità. Bar Paradiso è tra quelli che ce l’hanno fatta: semplice, conviviale, e abbastanza curato da diventare una tappa fissa per chi gira la città a calici.
