Mangiari di Strada

Chiuso definitivamente

Zero qui: Venerdì frigge

Foto di Pastu

Questo locale ci piace perché sguazza nelle contraddizioni: è una democratica via di mezzo tra un ristorante gourmet e un self service di qualità; serve il meglio del cibo da strada italiano, ma non lo gusterete a spasso – volendo sarebbe anche possibile, ma provateci voi in via Lorenteggio 269, tra l’”autostrada” e i grattacieli specchiati -, bensì seduti in sala o in giardino. Noi lo amiamo soprattutto perché non ha bisogno di vendersi come paladino della cultura del cibo: lo è, punto. Tutte le materie prime, perlopiù biologiche, sono state scelte dagli entusiasti chef e proprietari Giuseppe Zen e Moira Navoni, andati a conoscere di persona i produttori; un po’ di frutta e verdura provengono dall’orto attiguo al ristorante, coltivato secondo il metodo Fukuoca (agricoltura senza ingerenza umana). Tuttavia non basta avere i migliori – e più sani, che non significa dietetici – cibi italiani per fare un ottimo ristorante: bisogna saperli cucinare, e qui non si scherza: i 12 anni della precedente esperienza “Gustibus”, stessa gestione e stesse mura, sono una garanzia. Tra le proposte : u pani c’a meusa maritato (“la ricotta di pecora del Pascolo d’Oro a Modica mi è arrivata due ore fa, assaggia”), bombette (fagottini di capocollo di maiale) e torcinelli di Alberobello, arrosticini abruzzesi, zampa di vitella alla parmigiana, caponata (“con fichi e cacao”), arancine (“il venerdì si frigge”), pane panelle. Ciao proprio!