La storica edicola Carella di Porta San Vitale riapre con un nuovo progetto. Si chiama Fuori Pagina, continuerà ad avere giornali, ma anche molto altro. A gestirla sarà un gruppo di circa venti persone under 35 riunite nell’associazione Fuori APS e coordinate da Francesco Lombardo, giovanissimo imprenditore nel settore dell’agricoltura fuori suolo e cofondatore di Aquaponic Design.
L’impresa familiare, portata avanti da Daniele Carella e dal figlio Fabrizio, si era fermata dopo anni di difficoltà legate alla crisi strutturale del settore. Il desiderio del titolare era però quello di non trasformare il chiosco in altro: «Ci propongono street food, ma noi vogliamo un giornalaio», aveva detto al Corriere di Bologna. E così è stato, nonostante negli ultimi 13 anni abbia chiuso il 57% delle edicole (dati Confcommercio).
Quel luogo attraversato nel tempo da studenti, residenti, artisti, politici e lavoratori notturni, anche per via degli orari estesi che per anni avevano caratterizzato l’attività, continua quindi a tenere fede alle sue origini, ma con uno sguardo nuovo. Fuori Pagina venderà, infatti, quotidiani e riviste, insieme a una selezione di editoria indipendente, pubblicazioni meno presenti nella distribuzione tradizionale e addirittura piante. Ma la trasformazione più importante riguarda il modo in cui lo spazio vuole essere frequentato: «Ci interessa l’idea di uno spazio accessibile e attraversabile – dicono – capace di creare familiarità urbana e occasioni di incontro attorno a pratiche quotidiane come comprare il giornale, leggere, fermarsi a parlare o scambiarsi informazioni».
L’edicola è pensata anche come luogo di permanenza, senza obbligo di consumo, una scelta che si inserisce dentro una riflessione più ampia sulla trasformazione degli spazi pubblici e commerciali nelle città, in particolare nei centri storici, dove le occasioni di socialità quotidiana non organizzata si sono progressivamente ridotte.

Il progetto nasce da un gruppo eterogeneo: c’è chi progetta spazi, chi lavora con le piante e i sistemi agronomici, chi si occupa di comunicazione e design, chi di chimica, chi di scienze sociali, chi di gestione di progetti complessi. L’unica dipendente a tempo pieno è Laura, l’edicolante.
«Guardiamo con interesse – raccontano – ad alcune esperienze che negli ultimi anni hanno ripensato piccoli spazi urbani come presìdi di prossimità e luoghi di relazione quotidiana: alcune edicole indipendenti contemporanee, ma anche progetti legati alle portinerie di quartiere e agli spazi civici diffusi. La dimensione commerciale per noi non è separata da quella culturale: la vendita di quotidiani, riviste, editoria indipendente e verde è parte di ciò che permette allo spazio di esistere e restare aperto nel tempo. Allo stesso tempo, non ci interessa l’idea dell’edicola come format temporaneo o operazione di marketing urbano. Fuori Pagina nasce dal desiderio di lavorare sulla continuità della presenza e sulla costruzione di relazioni durature nel quartiere».
E proprio con l’obiettivo di creare le condizioni per un rapporto meno isolato e polarizzato con l’informazione, riportandola dentro uno spazio fisico di confronto e conversazione, è prevista una programmazione di incontri, presentazioni e momenti pubblici legati all’attualità e alla produzione culturale indipendente, accogliendo anche proposte provenienti dall’esterno.