Centinaia di manifesti arrivati da 26 paesi del mondo, centinaia di artist* partecipanti, 220 poster selezionati e affissi nello spazio pubblico di Bologna: “CONFLITTO E CURA”, la nuova call for posters di CHEAP, restituisce una mappa plurale di immaginari politici contemporanei. Lotta, futuro, diritti, comunità, cura, autodeterminazione e rivendicazione attraversano le immagini, si sovrappongono e prendono posizione nello spazio pubblico.
Se nei 26 paesi di provenienza di chi ha partecipato alla call for artists non c’è la Palestina, il popolo palestinese e la sua lotta di autodeterminazione sono ben presenti nell’immaginario dei manifesti: bandiere, angurie, dichiarazioni di complicità e un poster di 3 metri di una donna incinta che indossa una kefiyah.
I manifesti parlano anche di guerra e di pace, di confini e migrazioni, di crisi climatica e devastazione ambientale, di patriarcato e autodeterminazione, di lavoro e sfruttamento, di diritti, corpi, comunità e forme di resistenza.
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